Crisi Lazio: biancocelesti a Bergamo per spezzare il tabù vittoria

“Se Atene piange, Sparta non ride”. Questa la situazione di Lazio e Roma, le due squadre della capitale, dove se da una parte i giallorossi stanno vivendo una flessione potenzialmente fatale per il tecnico Di Francesco, che negli ultimi cinque impegni tra campionato e Champions ha collezionato tre sconfitte (l’ultima contro il Viktoria Plzen) e due pareggi, dall’altra i biancocelesti non se la passano certamente meglio. Con la gara di ieri sera all’Olimpico contro l’Eintracht Francoforte capolista del girone H di Europa League i ragazzi di mister Simone Inzaghi hanno coronato un periodo negativo che li vede mancare l’appuntamento con i tre addirittura dall’8 novembre nella sfida vinta 2-1, sempre davanti al proprio pubblico, contro il Marsiglia dell’ex romanista Rudi Garcia. Contro i tedeschi illude Correa nel secondo tempo, che si fa lanciare da Luis Alberto e batte Ronnow con un colpo preciso rasoterra diretto sul secondo palo. All’argentino rispondono in pochi minuti Gacinovic al 65′ e Haller al 71′: il primo con un gran gol da fuori area insaccato a fil di traversa, il secondo da pochi passi dopo l’ottimo passaggio realizzato dallo stesso numero 11. Due gol in poco più di 5 minuti che non vanno giù al tecnico laziale, che afferma come i suoi ragazzi avrebbero meritato il pareggio: “Il primo gol loro è arrivato con un gran tiro da 30 metri, il secondo con un fallo e una posizione di fuorigioco non ravvisati. Non meritavamo questa sconfitta, la squadra ha fatto ciò che doveva”.

Simone Inzaghi alla Lazio - Fonte immagine: bolognafc.it
Simone Inzaghi – Fonte immagine: bolognafc.it

Comune denominatore di tutte queste partite senza vittoria è il black out che ha caratterizzato fin qui le prestazioni della Lazio, la mancanza di continuità nelle prestazioni offerte, che vanno dal momentaneo gol del vantaggio firmato dall’instancabile Pellissier nel match del Bentegodi, finito poi 1-1 grazie proprio alla rete di Ciro nella ripresa, al pareggio della Sampdoria in inferiorità numerica al 99′ con Saponara. Una situazione poco tranquilla, che il difensore biancoceleste, Francesco Acerbi, ha riassunto ieri sera nel post-partita: “O prendiamo lo schiaffo e reagiamo, o facciamo gol e ci rilassiamo. Dobbiamo essere più cattivi”.  Parole dure e piene di rimpianto per i tanti, troppi punti lasciati per strada in seguito a disattenzioni di tutta la squadra, perchè anche se è innegabile una crescita della formazione sia nella sfida contro i blucerchiati, sia in quella contro l’Eintracht, è allo stesso modo evidente come il gruppo tenda a reagire e a creare gioco solo dopo assere passato in svantaggio, mentre pare si rilassi dopo aver segnato. Una situazione a cui Inzaghi deve rimediare fin da subito, preparando nei minimi dettagli la sfida lontana dalle mura amiche dell’Olimpico contro l’Atalanta di Gian Piero Gasperini. Una gara da non sbagliare, soprattutto per il morale e per ritrovare fiducia nei propri mezzi, data l’ottima posizione in classifica nonostante la carenza di successi, che se vinta permetterebbe alle Aquile di superare il Milan, conquistando il quarto posto in graduatoria. Che il segreto del ritorno al successo della Lazio non sia anche ritrovare il miglior Milinkovic-Savic? Il centrocampista serbo è, infatti, solo l’ombra di quello che abbiamo visto la scorsa stagione, padrone della metà campo, incubo delle difese avversarie e autore di incredibili giocate, che l’anno reso oggetto di desiderio di molti big club. Il rendimento del giocatore ora è palesemente sotto la media: se l’anno scorso alla quindicesima giornata il numero 21 biancoceleste aveva realizzato 3 reti e servito un assist, andando poi a terminare il campionato con dodici marcature, adesso ha all’attivo un solo centro e un passaggio vincente, realizzati entrambi nella partita casalinga contro il Genoa.