Esclusiva-Battistini: “Leali dopo Buffon? Grande curriculum, vedremo nel futuro”

Graziano Battistini si è concesso ai nostri microfoni per un’intervista.  L’agente di Nicola Leali, uno tra i suoi assistiti, ha parlato con noi di diverse tematiche. Dalle sue esperienze calcistiche con Cesare Prandelli e Sebastian Frey, passando per il presente con domande relative alla sua carriera da procuratore. Leali, per parlare di Donnarumma, e tante altre curiosità. Di seguito le parole in esclusiva di Battistini.

Le esperienze più importanti della sua carriera calcistica le ha vissute con la maglia dell’Udinese e dell’Hellas Verona. In quel periodo ha giocato sia in Serie A che in Serie B. Il ritorno degli scaligeri nella massima serie ha avuto come condottiero Cesare Prandelli e lei era il titolare indiscusso di quel periodo. Cosa ci può raccontare sull’ex commissario tecnico della Nazionale?

Si vedeva già allora che era un grande allenatore con una grande conoscenza calcistica e con personalità per gestire dei gruppi.

Nella stagione ’99-00, dopo sole 5 giornate di campionato lei ha rimediato un’espulsione che ha dato praticamente il via alla carriera di Sebastian Frey che da quel giorno ha preso il suo posto. Rimpiange qualcosa di quel periodo?

Rimpiango quell’espulsione che ha determinato il fatto di non potermi rilanciare in Serie A come avevo fatto con l’Udinese. Ha sfruttato lui quell’occasione lì, l’ha sfruttata al meglio e io ho purtroppo pagato, cose che nel calcio capitano.

Con l’addio al calcio nel 2006 lei ha iniziato la sua carriera di procuratore. Tra i suoi assistiti ci sono ben tre portieri: Nicola Leali, Alessio Cragno e Alessandro Micai. Soffermiamoci sui primi due. Entrambi sono attualmente impegnati in esperienze differenti e lontane dalla Serie A. Come mai, ragazzi giovani e di questo calibro, non sono riusciti a trovare spazio o fiducia nelle rispettive squadre che detengono il loro cartellino, Juventus e Cagliari?

Per quanto riguarda Leali, la Juventus si sa benissimo chi ha in porta e, di conseguenza, la risposta basta darla citando il nome del portiere dei bianconeri. Per quanto riguarda il Cagliari è stata fatta una valutazione che rispetto, ma non condivido, di puntare ancora su Storari che è stato sicuramente un grande portiere, ma aveva già dato segnali inequivocabili di non essere più quello dei tempi migliori. Di conseguenza il Cagliari avrebbe voluto portarlo a casa, ma c’era una volontà dell’allenatore Rastelli di far giocare Storari. Era importante giocare titolare e con continuità, per questo si è scelto di andare via.

Soffermiamoci su Leali. Giovane, classe ’94, promettente. Quando la Juventus lo ha acquistato tutti erano sicuri di aver trovato il sostituto di Buffon. Poi un giro di prestiti con i bianconeri che si sono affidati a Storari e a Neto come i vice di Gigi. Non si fa altro che parlare di Donnarumma come il dopo Buffon. Riflettendoci: la Juventus, il suo Donnarumma non lo ha già tra le mani?

Il problema del dopo Buffon la Juventus lo affronterà nel momento in cui il portiere desidererà di smettere. Il fatto del dopo Buffon è sempre stata una ricerca smodata dei giornalisti di darla prima a Fiorillo, poi a Leali, poi a questo e all’altro. È sempre stata una cosa più dei mass media che della Juventus stessa. La società bianconera ha fatto un investimento a suo tempo che sta portando avanti. Oggi nessuno, alla sua età, ha un curriculum come quello di Leali. Vediamo cosa succederà nel futuro prossimo e si valuterà. Non è sicuramente la Juventus, non si sta aspettando lei. La Juve sta facendo il suo percorso e Leali il suo. Senza fare troppe congetture o pensieri.

Da due portieri ad un altro. Scuffet aveva ricevuto una proposta dall’Atletico Madrid. Secondo lei, col senno di poi, ha sbagliato a rifiutare l’offerta degli spagnoli?

Col senno di poi è sempre facile dirlo. Consideravo Scuffet non un fenomeno come si cercava di dipingere in quei giorni e, tanto meno, non è uno di basso livello come qualcuno ha provato ultimamente a descriverlo. Bisogna trovare un equilibrio. Io penso che quello che sia stato è ormai passato e non si può stare lì a dire se o cosa. Deve restare il ragazzo che è, visto che è ancora giovane e lavorare tranquillo. Chiaramente la chiamata dell’Atletico Madrid è sempre difficile rifiutarla, ma avrà avuto i suoi motivi, anche l’Udinese.

Ebagua è un altro suo assistito. Attaccante che si è contraddistinto nell’esperienza con il Varese, trascinandolo dalla Lega Pro ai Playoff di Serie B. Poi qualche esperienza in A, senza lasciare il segno. Lei pensa che questo giocatore possa meritare di più per quanto ha dimostrato?

Il calcio è fatto anche di possibilità. A giugno non gli hanno mai dato la possibilità di giocare in Serie A e, di conseguenza, si fa in fretta dire che la Serie A lui non se l’è meritata. In verità non ha mai potuto avere la possibilità di dimostrare di essere all’altezza della Serie A. Ad oggi ha fatto comunque cose importanti nella sua carriera e adesso è in una piazza importante dove si spera possa fare bene.

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