Esclusiva-Moggi: “L’Inter cambia più dirigenti che giocatori. Ecco come rispondo a Pistocchi…”

Per anni è stato il più importante dei dirigenti sportivi italiani, assistendo in prima fila ai successi delle sue squadre, tra cui Juventus e Napoli. Oggi Luciano Moggi è giornalista e consulente del Partizan Tirana. L’ex manager ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando delle big del calcio italiano e non solo, dicendo la sua senza peli sulla lingua.

Moggi - Fonte immagine: Stefano Discreti
Moggi – Fonte immagine: Stefano Discreti
La Juve è uscita male dalla finale di Champions, ma secondo Lei quella di oggi è ancora più forte di quella del 2005, piena di futuri campioni del mondo?
Queste sono domande alle quali si fa meglio a non rispondere, dovete dirlo a voi. Quella squadra lì ha fatto vincere i campionati del mondo all’Italia. Le dico il problema: intanto la Juventus non si può criticare, ha vinto 6 campionati di seguito, ha vinto 3 Coppe Italia di seguito, quindi le critiche mettiamole da parte, fare confronti con un’altra squadra non conviene neppure. In Coppa dei campioni, fino a quando non arrivi alle semifinali, trovi squadre che equivalgono al campionato italiano: trovi il Monaco, trovi il Siviglia, trovi il Lione… tutte squadre che puoi battere, poi bisogna confrontarsi con la migliore. Non vale neppure la pena dire: “Ah, ma ha battuto il Barcellona!”; lì bisogna fare una riflessione perché la Juventus ha giocato bene, ma nel Barcellona Luis Enrique aveva già annunciato l’addio alla fine dell’anno condizionando ovviamente tutto l’ambiente, no? Per cui non vale neppure la pena parlare del grande recupero contro il Paris Saint-Germain, perché bisogna tenere conto dei 5 goal che ha subito il Barcellona contro i francesi che hanno buoni giocatori, ma non sono una buona squadra. Bisogna esaminare l’andamento generale, poi ti trovi di fronte al Real Madrid che con il centrocampo suo ha incartato la partita, ha impedito ai bianconeri di giocare, ha messo in condizione la difesa di fare sempre uno contro uno. Pensate che in Italia Bonucci si sarebbe fatto fare il terzo goal di Cristiano Ronaldo, facendosi precedere? Non mi sento comunque di criticare né Buffon né la difesa perché finché hanno retto la Juventus è andata avanti in coppa, poi si sono trovati di fronte ad una squadra che l’ha aggredita, dove Dani Alves che era stato magnificato è rimasto mortificato da Marcelo, Mandzukic almeno si è impegnato. Queste sono le cose che bisogna guardare. Evitare di dare critiche alla Juventus perché si è trovata davanti ad una squadra superiore, punto.

Higuain ha concluso la stagione con due trofei, ma senza mettersi mai veramente in vetrina, soprattutto nelle partite che contano di più. Crede che alla fine il Napoli abbia fatto un affare cedendolo a 90 Milioni?
Higuain è stato quello che ha determinato tante partite nel campionato italiano, quindi criticarlo non mi sembra una cosa tanto simpatica. Poi che in Europa non faccia grandi cose l’ha dimostrato quando era al Napoli e adesso nella Juventus. Evidentemente è un limite del giocatore. Però si tratta di aver preso un giocatore che era il miglior attaccante del campionato. Se poi mi dite che il campionato italiano è una cosa e poi quando si va all’estero si incontrano più difficoltà, allora sono d’accordo.

Comunque secondo Lei al Napoli è convenuto cederlo a quella cifra?
A quelle cifre lì conviene sempre cedere giocatori, anche se sono campioni. Poi 90 Milioni non sono uno scherzo. Siccome una squadra di calcio deve essere considerata un’azienda, un’azienda non può rifiutare una cifra del genere.

Secondo Lei l’ondata cinese porterà davvero risultati a Milan e Inter o sarà solo un bluff?
L’Inter non lo so, perché pensano a cambiare più dirigenti che giocatori. Se è vero quello che dice Ausilio, che manca la professionalità, bisogna cambiare tutta la squadra. Questo l’ha detto un dirigente dell’Inter, non io. Per quanto riguarda il Milan ha le idee più chiare: hanno preso Kessié che sicuramente è uno dei migliori giocatori del campionato italiano, stanno prendendo Musacchio che è non è un campionissimo, ma un giocatore interessante, se poi prendono anche Morata penso che facciano una squadra di gran lunga migliore di quella dell’anno passato.

Nel 2014 dichiarò che Pallotta aveva esagerato a rinnovare a lungo il contratto di Totti. Secondo Lei il capitano della Roma doveva smettere già un anno fa?
Questo è un problema che riguarda i giocatori. I giocatori purtroppo non smetterebbero mai di giocare e la società deve decidere su questo. Poi le difficoltà sono state maggiori perché Totti è un’icona; se entra in campo anche a 10 minuti dalla fine e applaudono tutti lui, gli altri giocatori magari dicono: “Mah, se applaudono lui, il contratto ce lo farà”, e poi non avviene ovviamente. Io dico che è apprezzabile Totti perché è attaccato ai colori giallorossi come pochi altri giocatori verso altre squadre. Però quando rasenti i quaranta devi mettere le scarpe al chiodo.

Vede delle analogie tra l’addio di Totti alla Roma e quello di Del Piero alla Juventus?
No, è tutto diverso. Altre cose non le so perché non le conosco, bisognerebbe chiedere ai dirigenti della Juventus.

Uno dei suoi pupilli, Ibrahimovic, sarà svincolato di lusso quest’estate: c’è qualche squadra italiana nella quale lo vedrebbe bene oggi?
Bisogna vedere in che stato riprende, perché l’infortunio è stato abbastanza grave. Lui sicuramente è un atleta vero, un uomo di forza ed è uno che dà un apporto notevole alla squadra, su questo non c’è dubbio. Per cui se qualcuno ci facesse un pensiero non mi meraviglierebbe, anche perché ha forza fisica e anche mentale per recuperare dall’infortunio.

Qual è il colpo di mercato al quale è rimasto più legato?
Ne dovrei contare tanti… li conoscete meglio voi, anche perché sapete tutto ed è più facile dire: “Questo è meglio, quello è peggio”. Potrei dire Ibrahimovic, Zidane, Trezeguet, o Cannavaro: un giocatore che se continuava nell’Inter smetteva di giocare. Noi l’abbiamo portato a vincere il Pallone d’oro e ad essere il miglior giocatore d’Europa. Sarebbe troppo lungo l’elenco.

Qualche giorno fa Maurizio Pistocchi ha twettato contro di Lei lamentandosi del fatto che è diventato giornalista. Cosa si sente di rispondere a chi afferma che Lei non dovrebbe occuparsi più di calcio?
Il giornalista non c’entra niente con il calcio. Io posso dire che posso fare tranquillamente il giornalista perché ho fatto gli esami e il mio casellario giudiziario è pulitissimo, non so il suo. Non vale la pena rispondere a chi cerca di mettersi in evidenza andando a cercare le persone magari più in vista.

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