Esclusiva-Salvatore Bagni: “Voglio bene all’Inter, ma amo il Napoli. Totti ultima bandiera”

Tra i nomi degli idoli del Napoli del primo scudetto il suo riecheggia altisonante. Si tratta di Salvatore Bagni, ex centrocampista nerazzurro, oltre che azzurro. In un’intervista rilasciata in esclusiva a Soccermagazine Bagni ha commentato il momento attuale dell’Inter e dei partenopei, parlando anche di Nazionale.

Salvatore Bagni - Fonte immagine: Umbria RadioPG, Youtube
Salvatore Bagni – Fonte immagine: Umbria RadioPG, Youtube
Come vede il futuro dell’Inter con la nuova proprietà e l’addio di Mancini?
Io conoscevo molto bene la vecchia proprietà e so che era in mani sicure. La nuova proprietà non la conosco, non posso giudicarla. C’è stata una cessione di una persona che amava l’Inter, che era proprietaria dell’Inter, un innamorato dell’Inter, qualcosa di difficile da poter provare. Adesso è arrivato uno che sicuramente farà i conti prima di fare qualsiasi operazione, c’è il fair play finanziario; è sicuramente gente che ha possibilità e può costruire un buon futuro. Vedremo, bisogna capire. Bisogna solo aspettare, non si può giudicare.
 
Se Mancini avesse lasciato prima l’Inter avrebbe preferito vedere lui come ct della Nazionale?
Secondo me a Roberto piace più essere sul campo tutti i giorni, come modo di pensare, però è ovvio che è un uomo carismatico, che ha giocato in Nazionale, che ha un passato, che avrà un futuro. Sicuramente poteva essere una scelta giusta. Intanto adesso facciamo lavorare Ventura e vediamo.
 
In nerazzurro c’è ancora Éder: dato il rendimento nello scorso campionato secondo Lei deve rimanere ancora a Milano?
Ci mancherebbe altro che uno dopo 6 mesi venga bocciato. Allora vorrebbe dire che tanti giocatori di grandissimo livello non solo adesso, ma anche nel passato, non avrebbero fatto quella carriera se avessero tolto loro il tempo per dimostrare il proprio valore. In Nazionale l’ha dimostrato, all’Inter ancora no.
 
A proposito di Éder: prima dell’Europeo sono arrivate molte critiche nei confronti suoi e di Thiago Motta. Secondo Lei in Italia c’è ancora troppa ostilità verso gli oriundi?
No, per Thiago Motta era un altro discorso, di ruolo, di numeri. Non penso. La fortuna della Germania è stata anche nei naturalizzati e nessuno si scandalizza. No, assolutamente no.
 
Una delle convocazioni più contestate proprio all’Europeo è stata quella di Sturaro al posto di Jorginho: da ex centrocampista, Lei come ha valutato questa situazione?
Avrei convocato Jorginho anche perché gioca nella squadra che amo. Dopo un campionato così, dopo che mancavano anche molti titolari tra Marchisio, Verratti, Montolivo, Jorginho ha perso una grande occasione e secondo me anche lui lo sa. Era un’occasione importante. Lui era già maturo, sarebbe stata una giusta gratificazione per il giocatore. Forse Conte cercava un giocatore diverso come Sturaro, magari più forte fisicamente per i tre di centrocampo davanti alla difesa.
 
Oltre che all’Inter Lei rimane ovviamente legato anche al Napoli…
(Interrompe) No, soprattutto. Io voglio bene all’Inter, perché la conosco bene, ma il carattere si avvicina di più a quello dei napoletani.
 
Adesso che è stato ceduto Higuain investirebbe tutto sul mercato?
Col presidente ho un rapporto meraviglioso da anni, anni e anni. Sicuramente non si tirerà indietro, sa che deve reinvestire, sa che è stata una perdita dolorosa, molto dolorosa, però bisogna guardare avanti. Capisco, magari nessuno si aspettava che alla fine Higuain… non si può dire nemmeno “accettasse la Juventus”, perché la Juventus è stata l’unica squadra che ha pagato la clausola, non c’è tanto da girarci intorno, c’erano poche scelte da fare. Si era capito che lui voleva cambiare aria per il rapporto che aveva con il presidente e l’unica squadra che ha pagato la clausola è stata la Juve, c’è poco da fare. Sicuramente i soldi li investirà, li ha già investiti e li investirà ancora, ma non si possono mai far paragoni con Higuain.
 
Potrebbe essere l’occasione di pensare anche a ristrutturare il San Paolo?
Ma il presidente ci pensa da anni, anni e anni, poi bisogna capire le condizioni, eh. Ci pensa da tanto tempo il presidente (Ride).
 
Dopo l’addio di Higuain c’è chi spera addirittura in un ritorno di Cavani: Lei che ne pensa?
No, non scherziamo. Non potrà mai esserci un ritorno di Cavani dato l’ingaggio che ha, altissimo. Non esiste.
 
Fra i tanti giocatori che ha visionato negli anni, qual è quello che secondo Lei ha avuto una carriera inferiore rispetto alle sue potenzialità?
Mah, ne ho visti così tanti… Non è che li ho visionati, faccio il consulente di mercato, son direttore. Io lavoro per me stesso, non è che visiono per gli altri. Poi dopo è ovvio che facciam mercato con questi giocatori. Ce ne son tanti che pensavo che magari potessero avere una carriera diversa. Fare dei nomi non è mai piacevole per chi legge.
 
Lei ha rappresentato per tanto tempo il Napoli e l’anno prossimo Totti lascerà il calcio giocato: considerando come si è evoluto il mercato negli ultimi anni, bisogna ritenere il capitano della Roma l’ultima vera bandiera italiana?
Senza dubbio. Non ci son dubbi. Sarà l’ultimo che avrà veramente scelto per tutta la vita la squadra che ha amato. Ha amato la città di Roma e la squadra della Roma. Tutto qua, il resto son chiacchiere. Lui l’ha dimostrato attraverso i fatti e avrebbe avuto mille possibilità per andare in squadre vincenti, ha vinto poco, ma ha realizzato il sogno della sua vita: giocare sempre nella propria città e nella propria squadra del cuore. Qualcosa di fantastico. E’ anche un ragazzo meraviglioso perciò gli auguriamo anche una vita post-calciatore importante.
 
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