L’eterna favola dei mussi volanti del Chievo: ci si può credere

Dal punto di vista calcistico, quando sentono parlare di Verona, i più giovani non possono che pensare al Chievo, squadra di una frazione della città di Romeo e Giulietta, approdata in Serie A nel 2001 e da lì, escludendo la stagione 2007-2008, sempre presente nel nostro massimo campionato.

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Proprio nel 2001 era la squadra di Corini e Corradi, oltre che di Manfredini e Marazzina; i gialloblu, sapientemente guidati da Luigi Del Neri, riuscirono nell’impresa di qualificarsi al preliminare di Coppa Uefa. Da allora, esclusa qualche annata sfortunata, la squadra clivense si è sempre riuscita a salvare con largo anticipo, fino alle ultime due stagioni in cui, grazie alla direzione del tecnico Rolando Maran, hanno dimostrato un’inaspettata evoluzione nel gioco che faceva quasi presagire al ritorno di quella meravigliosa favola.

“Quando i mussi i volerà faremo il derby in Serie A”: era questo il coro che hanno cantato per anni gli altri veronesi, i tifosi dell’Hellas – rivale cittadina e più blasonata per via dello scudetto vinto nel 1985 – che difficilmente si aspettavano una cosi lunga permanenza in serie A da parte dei “cugini” sempre poco considerati. Tutto ciò si è realizzato soprattutto grazie alla preziosa guida presidenziale da parte di Campedelli, che per lungo tempo ha avuto e tutt’ora ha una gestione oculata della rosa e del monte ingaggi.

Forse non sono la squadra più bella da vedere, probabilmente non avranno una delle tifoserie più calde della Serie A, ma i clivensi rimangono una delle certezze del massimo campionato, dove negli ultimi anni la stragrande maggioranza delle neo promosse non è riuscita nemmeno lontanamente a raggiungere i risultati della squadra gialloblu. Forse basterebbe una gestione più precisa del settore giovanile in una delle rose più anziane della massima serie, perché, in fondo, crediamo un po’ tutti alla storia dei mussi volanti.