Inter-Lazio 1-2, le pagelle dei nerazzurri: male Ansaldi, malissimo Miranda

Pioli cerca la decima vittoria consecutiva e l’approdo in semifinale di Coppa Italia, ma sul suo cammino deve affrontare la sua ex squadra, la Lazio, e lo fa presentando un 4-2-3-1 con Palacio unica punta e Banega rifinitore, fuori Gagliardini.

Fonte immagine: Ailura da Wikipedia

Handanovic 6.5 : chiamato poche volte in causa nonostante le molte palle gol create dalla Lazio, quando succede si fa trovare pronto  come nell’occasione di Anderson nel primo tempo e sulla girata ravvicinata di Hoedt da calcio d’angolo nel secondo. Nulla può sui gol biancocelesti. Costante.

D’Ambrosio 5.5 : partita relativamente semplice per l’esterno italiano, che non viene messo quasi mai in difficoltà da Lulic in fase difensiva, anche se proprio dai piedi del bosniaco parte l’assist per il vantaggio laziale. Si scorda quasi totalmente della fase offensiva, dove raramente da una mano a Candreva. Timido.

Miranda 4 : nel primo tempo serve ad Immobile la palla del raddoppio, ma il bomber della nazionale spreca tutto mandando alto; nella ripresa se lo fa scappare e poi lo incrocia con il ginocchio in area di rigore, guadagnosi la doccia anzitempo e regalando a Biglia la palla del 2-0, l’argentino non sbaglia. Disastroso.

Murillo 6 : partita di sostanza del colombiano, che sale di intensità con il passare dei minuti fino alla scivolata in bello stile con cui anticipa una palla per Immobile a metà secondo tempo. Va vicino al gol, sarebbe stato il secondo in questa Coppa Italia, mettendo alto di testa su calcio d’angolo. Presente.

Ansaldi 4.5 : che potesse essere una serata difficile per lui era ipotecabile, che sarebbe stato annientato da Felipe Anderson forse no. Sbaglia tutte le letture difensive e va in affanno quando è il momento di tornare in difesa per evitare i contropiede biancocelesti; si perde Anderson in occasione del primo gol. Assonnato.

Kondogbia 5 : il francese regge il centrocampo nerazzuro per tutto il primo tempo, arrivando sempre prima sulla palla e vincendo tutti i contrasti intrapresi; va anche vicinissimo al gol colpendo il palo con il risultato ancora in parità. Nella ripresa manda in campo il suo gemello, e il pallone spedito al terzo anello con un tiro no sense ne è la conferma. Acerbo.

Brozovic 5.5 : prestazione opposta a quella del compagno di reparto, con un primo tempo anonimo  e una ripresa in crescendo condita da molte verticalizzazioni fino ad arrivare al gol, che gli vale mezzo punto in più e da una speranza al Meazza. Pigro.

Candreva 6.5 : risulta il più costante dei suoi nell’arco dei 90 minuti, partendo lento nei primi minuti fino a diventare il più pericoloso in fase offensiva negli ultimi minuti. Si propone con continuità sulla fascia rendendo la vita difficile a Radu e costringendo Lulic a rimanere sempre dietro la linea di centrocampo, impedendo la fase di pressing del bosniaco. Diesel.

Banega 5 : sfodera l’ennesima prestazione alla Banega di questa stagione, e se nemmeno un anno fa questo avrebbe reso felici i tifosi interisti, anche questa sera li fa irritare. Rimane di nuovo negli spogliatoi dopo il primo tempo. Scomparso.

Perisic 6 : non risparmia fiato e corsa nemmeno questa sera, impegnando Patric che non si prospettava per nulla facile per il terzino spagnolo; impreciso però in fase di appoggio e di finalizzazione, ma non gli si possono sempre chiedere gli straordinari. Pericoloso ma non incisivo nella fase finale del match. Instancabile.

Palacio 5 : si fatica a trovare un azione pericolosa dell’argentino, ma anche ricordarsi una palla giocata dal trenza non è per nulla facile. Insieme a Banega paga il pessimo primo tempo dei suoi in fase offensiva. Al capolinea.

Joao Mario 5 : Pioli tenta di nuovo la carta del portoghese ad inizio ripresa, ma questa volta il campione d’Europa in carica non fa rimpiangere Banega ai tifosi biancocelesti. La punizione calciata con sufficienza quando l’Inter necessitava di concretezza è il quadro della sua partita. Non subentrato.

Icardi 6.5 : è il capitano e l’anima della sua squadra; si rende pericoloso in dalle parti di Marchetti e riapre la partita causando l’espulsione di Radu. Non riesce ad essere decisivo, ma non può fare miracoli in ogni occasione. Affamato.

Medel 6 : entra in piena emergenza e non riesce a fermare l’emorragia difensiva dei padroni di casa in fase difensiva. Quando la situazione torna in parità numerica riesce e l’Inter deve pensare solo ad attaccare non viene più nemmeno inquadrato dalle telecamere, ad eccezione della solita ammonizione rimediata. Non impegnato.