Lazio, il Pagellone 2016/2017: dalla certezza Biglia all’esplosione di Keita

Con la sconfitta rimediata a Crotone si è chiusa la stagione calcistica 2016–2017 della Lazio. Un’annata che, inaspettatamente per come era cominciata, ha portato in dono alla squadra di Inzaghi un ottimo piazzamento in classifica, la qualificazione diretta in Europa League, la finale di Coppa Italia ed il ritorno alla vittoria nel derby cittadino.

Lazio - Marco Parolo. Fonte: laziopolis.it
Lazio – Marco Parolo. Fonte: laziopolis.it
o, risultando decisivo solo in un paio di partite.

Strakosha 7: diventato titolare per i guai di Marchetti ha sempre fatto la sua parte nonostante le referenze dell’anno trascorso alla Salernitana non fossero rassicuranti; tutto sommato, considerata anche la giovane età, è stato una delle sorprese della stagione commettendo qualche errore forse inevitabile per la sua poca esperienza, ma tenendo quando la pressione poteva travolgerlo, come nei tre derby con la Roma  in cui ha dato il meglio;  resta da capire se può essere il portiere titolare di una squadra con ambizioni maggiori.

Vargic 6: gioca solo la penultima partita di campionato e quindi non può essere giudicato se non per la professionalità con cui ha saputo accettare le decisioni che non gli davano spazio; il giudizio dal punto di vista tecnico lo ha però emesso chi lo ha tenuto fuori preferendo scommettere su Strakosha.

De Vrij 7,5: in questa stagione non ha avuto i problemi fisici della precedente e quindi, nonostante la sua perdurante fragilità, ha potuto giocare con maggiore continuità; nonostante non sempre sia stato perfetto e a dispetto della giovane età si è comunque confermato il leader della difesa, dando riferimenti sicuri ai compagni di reparto che, con lui in campo, si sono espressi al meglio; se, come sembra certo, è già stato ceduto, a Lazio deve sostituirlo con un centrale di esperienza che possa assicurare l’equilibrio necessario.

Wallace 6,5: dotato tecnicamente ma spesso con difficoltà di concentrazione, tutto sommato ha dato il meglio quando c’è stato da alzare le barricate; è stato responsabile di una imperdonabile leggerezza con cui ha regalato la vittoria alla Roma nel derby di andata di campionato ma nel complesso la sua stagione può considerarsi positiva per continuità e rendimento.

Bastos 6,5: ha quasi sempre giocato titolare con la difesa a tre, mentre non ha praticamente mai giocato con la difesa a quattro; la scelta è probabilmente legata alle sue esplosive caratteristiche fisiche, che però qualche volta gli creano problemi di autocontrollo; si è tenuto su buoni livelli per tutta una stagione che può nel complesso considerarsi positiva.

Hoedt 7: rispetto allo scorso campionato ha mostrato notevolissimi miglioramenti; al contrario di Bastos è considerato adatto per la difesa  a quattro e meno per la difesa a tre, probabilmente per le caratteristiche fisiche che portano a scarsa accelerazione nella corsa e macchinosità in alcuni movimenti; quando l’andamento del gioco lo richiede sa farsi valere in fase di impostazione; tra i difensori è comunque quello  più simile al connazionale De Vrij pur senza avvicinarne il livello di rendimento.

Radu 6,5: ha iniziato alla grande ma ha chiuso in calando anche perché afflitto da qualche noia muscolare e da qualche fastidio stagionale; schierato indifferentemente da terzino nella difesa a quattro e da centrale nella difesa a tre, a volte è sembrato  frastornato e a disagio; anche se non ha particolarmente brillato ha però sempre assicurato impegno e professionalità, confermandosi una delle bandiere della squadra.

Basta 6,5: nel corso della stagione ha ricoperto più ruoli a seconda delle esigenze, dando sempre un contributo di professionalità e generosità ma senza brillare, salvo qualche eccezione, in maniera particolare; a caratterizzare la sua stagione rimane il ritorno al gol dopo anni di digiuno, realizzato proprio contro la Roma nel derby di fine aprile.

Patric 6: anche lui migliorato rispetto alla stagione precedente, si è confermato un affidabile ricambio facendosi sempre trovare pronto quando è stato necessario.

Biglia 8: dopo un  avvio  un po’ stentato, forse a causa delle fatiche estive con la sua nazionale, ha preso saldamente in mano le redini del centrocampo laziale assicurando il filtro davanti alla difesa e ricucendo la manovra in fase di rilancio; ha preso la responsabilità dei rigori quando gli altri sembravano insicuri, lasciandoli poi ai compagni più desiderosi di fare gol quando l’emergenza è finita; questa è stata la sua migliore annata in biancoceleste e lui è stato il vero capitano della squadra e l’importanza della sua presenza si è avvertita soprattutto quando non era in campo; ora la società deve fare di tutto per tenerlo. 

Parolo 7,5: poco appariscente ma continuo nel lavoro di copertura a centrocampo, si è confermato tassello insostituibile nell’economia del gioco  e nell’equilibrio della squadra; quest’anno meno brillante nelle incursioni in area avversaria, è stato comunque l’artefice di una quaterna a Pescara; anche lui è una pedina fondamentale per la Lazio (e per la nazionale) del futuro.

Milinkovic Savic 7,5: un’altra grande sorpresa nella Lazio di quest’anno in cui, dopo le avvisaglie dell’anno scorso, è definitivamente esploso;  ha giocato le migliori partite a supporto delle punte segnando anche gol pesanti, ma non si è  mai risparmiato quando ha dovuto far valere il suo fisico prestante per  difendere e recuperare palloni; ormai è da considerare un pilastro della squadra.

Lulic 7,5: il jolly della squadra! Ha giocato, a seconda delle necessità, da terzino, centrocampista esterno, centrocampista centrale e attaccante, cambiando spesso ruolo anche a partita in corso e mettendo sempre il massimo impegno e macinando chilometri; naturalmente la fatica ha ridotto qualche volta la lucidità, ma le sue prestazioni ed il suo comportamento sono stati sempre degni del massimo apprezzamento; forse oggi è il giocatore che meglio incarna lo spirito della lazialità che piace ai tifosi.

Murgia 6,5: tra i giovani provenienti dalla Primavera è quello più apprezzato da Inzaghi, che li conosce tutti molto bene; nelle apparizioni in prima squadra ha rivelato buona tecnica e carattere solido, legando bene con i compagni, lavorando per la squadra e segnando un paio di gol; sicuramente non è pronto per prendere domani il posto di Biglia, in cui Inzaghi sembra vederlo bene, ma merita di essere seguito per poter sfruttare le sue chances.

Cataldi 5,5: è stato alla Lazio fino a gennaio facendo qualche apparizione poco convincente; poi, lamentando di essere poco impiegato, ha preferito andare al Genoa; la Lazio lo ha ceduto  in prestito secco, con il ritorno a Roma assicurato in estate. Un trattamento riservato a giocatori su cui si conta per il futuro, anche se non ha certo mantenuto le promesse degli ultimi due anni; la sua esultanza per un gol dei genoani nello scontro diretto sembra aver incrinato il rapporto con la tifoseria; probabilmente in tutta la vicenda è stato mal consigliato e chissà se il rapporto si potrà ricomporre.

Felipe Anderson 7: a seconda delle scelte di Inzaghi ha giocato a copertura della fascia con compiti anche difensivi o come seconda punta; raramente ha giocato da esterno avanzato nel 4-3-3; rispetto agli anni precedenti è quindi molto migliorato per senso tattico e per l’impegno nella fase di copertura, ha fatto numerosi assist trasformati in gol dai compagni ma ha limitato le incursioni devastanti sul fondo ed ha segnato poco; il tutto con un atteggiamento apparentemente indolente che, nei momenti critici, ha fatto indispettire chi lo guardava; è stato comunque uno degli artefici principali della buona stagione, ma da uno con le sue qualità è lecito attendersi molto di più.

Immobile 8: con lui la Lazio ha trovato il centravanti che mancava da anni nonché il degno sostituto di Klose; sempre caparbio e determinato su ogni pallone ha segnato 23 volte senza essere mai egoista ma sempre pronto ad aiutare la squadra ed i compagni; l’unico problema legato a lui riguarda la necessità di individuare chi possa sostituirlo in caso di bisogno.

Keita 8: questo è stato l’anno della sua definitiva esplosione; dopo un inizio stagione caratterizzato da prese di posizione forti ed irragionevoli contro la società, il rapporto si è almeno formalmente ricomposto; nelle prime partite della stagione non ha brillato, ed infatti  è stato utilizzato ad intermittenza; nella fase centrale è stato impiegato partendo dalla panchina per entrare a partita iniziata e sfruttare al meglio la sua energia e la sua imprevedibilità; nella fase finale ha definitivamente conquistato il posto da titolare ed è diventato lo spauracchio delle difese avversarie, arrivando a segnare 17 gol; ora speriamo che la società possa riuscire a trattenerlo, anche se il divorzio è  molto probabile.

Lombardi 6: altro giovane proveniente dalla Primavera a cui Inzaghi ha dato numerose opportunità di scendere in campo; ha esordito a Bergamo alla prima giornata giocando con applicazione e segnando un gol, poi non sempre si è ripetuto: va comunque assistito nella sua fase di maturazione sperando che raggiunga i livelli sperati.