Milan, il Pagellone 2017/2018: Cutrone e Calhanoglu i migliori

Il Milan ha terminato la stagione 2017/2018 al 6° posto. Per i rossoneri è stata un’annata complicata dopo l’entusiasmo generato dal mercato. A Milanello sono arrivati ben 11 nuovi volti che sono pesati circa 220 milioni di euro alla nuova dirigenza.

Calhanoglu Milan - Fonte immagine: sassuolocalcio.it
Calhanoglu – Fonte immagine: sassuolocalcio.it
In un periodo storico complicato per via del “no” pronunciato dall’Uefa sul seattlement agreement presentato dalla società rossonera, il club deve tirare le somme di una stagione che è partita con degli obiettivi e, in corso, è stata ridimensionata non poco. Con la conferma di Donnarumma e l’arrivo di giocatori dal calibro di Andrè Silva, Biglia e, sopratutto, Bonucci i tifosi del Milan hanno sognato in grande chiedendo ai loro beniamini un risultato finale che oscillasse tra la qualificazione alla prossima Champions League e uno Scudetto quasi azzardato, ma pronunciato dai molti che già ad inizio ottobre si sono dovuti ricredere. Questa è stata l’annata dell’esonero di Vincenzo Montella dopo un avvio di campionato deludente e l’arrivo sulla panchina di Gennaro Gattuso. La stagione del ritorno in Europa, seppur dal gradino più basso, con una competizione onorata fino a quando l’Arsenal ha spento i sogni di gloria rossoneri. Soprattutto, sono stati i primi mesi della dirigenza cinese che tra investimenti e scelte ha iniziato una nuova era. Raggiunta l’Europa League, in attesa del verdetto finale dell’Uefa, il Milan di Gattuso ha svoltato nella seconda parte di stagione recuperendo posizioni in classifica e raggiungendo un’importante finale di Coppa Italia, poi persa contro la Juventus. Di seguito il Pagellone dei rossoneri.

PORTIERI

Donnarumma G. 6: la parata contro il Napoli nel girone di ritorno e altre sparse qua e là duranta la stagione hanno sicuramente contribuito al raggiungimento del 6à posto. Il voto è calato nel finale di stagione per le due leggerezze nella finale di Coppa Italia contro la Juve e per quella successiva in campionato contro l’Atalanta. 19 anni, il futuro è tutto da scoprire. Sicuramente non ha vissuto un anno sereno, quest’estate dovrà essere presa una decisione definitiva.

Donnarumma A. 6,5: più del fratello, ma il voto è rapportato alle due uniche presenze stagionali. Al di là dei tranquilli 90′ nella gara casalinga dei Sedicesimi di Europa League contro il Ludogorets, eccellente la prestazione nei 120′ contro l’Inter agli ottavi di finale di Coppa Italia. Il passaggio del turno è stato soprattutto merito suo, grazie a degli interventi di esperienza e qualità.

Storari 6: le due presenze in Europa League contro Shkendja e Rijeka non possono valere un voto stagionale. Nonostante questo abbiamo deciso di attribuirgli un 6 simbolico. A 41 anni si è rimesso in gioco più che in campo, nello spogliatoio. La sua presenza e i suoi consigli avranno fatto molto bene ai due fratelli Donnarumma.

DIFENSORI

Conti s.v.: stagione sfortunatissima quella dell’ex Atalanta. In tempo per giocare qualche minuto dei preliminari di Europa League e le prime due giornate di campionato per poi fermarsi per tutta la stagione. La distorsione al ginocchio rimediata nella sfida della Nazionale contro Israele ha condannato Andrea ad un lunghissimo stop. Culminato, poi, con la ricaduta dall’infortunio dopo essere ritornato tra i convocabili a metà aprile. Il primo acquisto della prossima stagione sarà lui.

Abate 6: sufficienza piena. In gol, per lui evento raro, con tante prestazioni di cuore. Sia Gattuso che Montella gli hanno preferito Calabria. Però, nel momento del bisogno e di  massima emergenza, lui ha gridato presente.

Calabria 6,5: da vice Conti a suo sostituto titolare. Una stagione in crescita, impreziosita dalla rete all’Olimpico che ha testimoniato la maturità di un ragazzo pronto a combattere sulla sua fascia. Qualche prestazione al ribasso, ma nell’arco di una stagione ci può stare.

Antonelli 5: 13 presenze stagionali, ma i minuti effettivi sono davvero pochi. Un gol nel roboante 6-0 casalingo contro lo Shkendjia. Tutto troppo poco per un terzino che da tempo è nella lista dei possibili partenti.

Rodriguez 5: è partito davvero bene, le prime uscite stagionali hanno presentato un terzino sicuro, preciso e capace di andare al gol (4 in totale). Tutto all’inizio, ma il buongiorno si è visto ed è rimasto lì. La seconda parte di stagione, la più positiva di tutto il gruppo, ha delineato un suo calo drastico. Da capire se è stato un caso o davvero Rodriguez è tutto qua.

Bonucci 6,5: partenza difficilissima, con un rosso contro il Genoa che lo ha reso lo zimbello di tutto il web, per le sue dichiarazioni di inizio stagione. Da quel momento ha saputo prendersi in mano il Milan. Due reti, una delle quali nel momentaneo pareggio contro la sua ex Juventus. Prestazioni sempre fisiche e ordinate, una garanzia dietro in coppia con Romagnoli. Un muro difensivo che tra febbraio e marzo ha controbito a vittorie importanti.

Romagnoli 7,5: una delle note positive del Milan di questa stagione. Qualche stop per infortunio, ma in campo ha dato sempre il meglio di sè. In coppia con Bonucci è cresciuto, arrivando ad essere pericoloso anche in area di rigore. 3 reti e tanta qualità, interventi al punto giusto con l’ausilio di tanta esperienza.

Musacchio 5: è arrivato con tantissime aspettative, oltre per il prezzo del suo cartellino. Da titolare a panchinaro fisso, complice la grande forma di Romagnoli. Ventuno presenze e un gol, quasi tutto nella primissima parte di stagione e al netto di pochi minuti totali. Gattuso lo ha sempre lodato per la sua professionalità e per essersi sempre fatto trovare pronto. Però tutto questo non può bastare.

Zapata 6,5: doveva essere l’ultimo dei panchinari, ha collezionato 20 presenze e con Romagnoli infortunato o squalificato non lo ha fatto rimpiangere. Il suo compito l’ha sempre svolto, con serietà si è messo al servizio dei due mister e si è fatto trovare pronto nel momento dei bisogno.

Gomez s.v: 11′ minuti in stagione contro l’Austria Vienna spiegano tutto. Scarso impiego, mai nelle gerarchie di Montella o Gattuso. Sarà, quasi sicuramente, uno dei primi partenti.

CENTROCAMPISTI

Biglia 6: sufficienza, ma tanti punti di domanda che dovranno essere risolti l’anno prossimo. Parte malissimo con un infortunio che lo ha tenuto fermo a lungo, recupera piano piano e in alcune partite si sente la differenza con la sua presenza in campo. Purtroppo. in modo incostante. Periodo di rodaggio e ambientamento: finito. Da agosto ci si aspetta la riconferma, come ai tempi della Lazio.

Bonaventura 6,5: uno dei “vecchi” dell’annata precedente. Si ritaglia un posto da titolare, lo conferma con l’arrivo di Gattuso come terzo del centrocampo. Non è sempre perfetto, ma nell’ultima parte di campionato ha dato quell’energia in più che gli ha permesso di andare in gol per 9 volte e crescere assieme a tutta la squadra. Bel traguardo dopo il grave infortunio dello scorso anno.

Locatelli 5,5: sufficienza sfiorata, ha avuto poche possibilità per mettersi in mostra. 33 presenze sono tante e sembra un dato cotnraddittorio per quanto appena scritto. Però da novembre a marzo si è visto davvero poco, complice la presenza di Biglia. Buon inizio di campionato, nel finale è ritornato titolare, ma senza quasi mai incidere sulla prestazione. Ha bisogno di continuità per essere valutato nei migliori dei modi.

Montolivo 6: si è alternato con Locatelli per un posto da vice Biglia. Esperienza da vendere, ha svolto il suo compito per tutta l’annata. In gol per 3 volte (una doppietta) ad inizio stagione, importante uomo-spogliatoio per i giovani rossoneri.

Josè Mauri s.v: 4 presenze totali e pochi minuti all’attivo. Stagione da spettatore per lui, in attesa del calciomercato.

Kessiè 8: bisogna fare al contrario con lui: quante non ne ha giocate? Tre: due per farlo riposare in partite europee in cui la qualificazione era già in tasca, una per squalifica. Il giocatore più impiegato di tutti i campionati, mostruosa la sua forma fisica. Qualche prestazione al ribasso c’è stata, ma è da tenere in considerazione il suo impiego costante. Instancabile, in mezzo al campo, in ogni partita, ha dettato legge con il fisico e con delle belle ripartenze che tanto hanno fatto male alle difese avversarie. Perno dell’11 titolare, importante il suo contributo offensivo con le 5 reti all’attivo. L’anno prossimo, la priorità sarà trovargli un rinforzo.

ATTACCANTI:

Borini 6: tuttofare, il jolly di Montella che nel periodo iniziale ha registrato le prestazioni migliori. Con l’arrivo di Gattuso e il cambio modulo si è visto di meno. Però si è sempre fatto trovare pronto, andando in gol anche 5 volte. Terzino, centrocampista offensivo o mezz’ala. Provato in tutti i modi, ci ha messo cuore e anima.

Cutrone 8: il baby attaccante si sarebbe dovuto mettere al servizio di Kalinic e Andrè Silva. Fa il titolare con 18 reti nella sua prima stagione con la Prima Squadra. Ogni partita è una voglia matta di metterla dentro, di combattere su ogni pallone con passione e anima. A Gattuso piace quesrto suo modo di fare e dopo diversi tentativi ha trovato in lui l’attaccante titolare del suo Milan. Nel periodo lontano dal gol, si è sacrificato per la squadra correndo avanti e indietro, prezioso il suo contributo in tutto il campo.

Kalinic 5: è arrivato tra tantissime aspettative, purtroppo le ha smentite tutte. Sei gol sono davvero pochi per l’attaccante visto con la maglia della Fiorentina, tra le varie squadre in cui ha militato. Molte prestazioni sono state da cancellare per i troppi errori sotto porta. Il pubblico lo ha fischiato per tutta la stagione, meno che nelle ultime due partite di campionato in cui ha ritrovato anche il gol. Lì si è visto il vero Kalinic da cui dovrà ripartire la sua prossima stagione.

Andrè Silva 6: tra Kalinic e Cutrone, ma al limite della sufficienza per l’entusiasmo che aveva portato al suo arrivo. Parte benissimo, diventando l’uomo-gol europeo rossonero: saranno ben 8 i gol in Europa League, più due di campionato. Quello siglato in zona cesarini contro il Genoa è valso 3 punti pesantissimi.  Il problema che tra le panchine e qualche prestazione poco convincente, le sue presenze sono calate. La prossima stagione dovrà essere quella della svolta.

Suso 6: otto gol, prestazioni tra alti e bassi.  Stanchezza o gioco troppo prevedibile, non si sa. Se si dovesse fare un paragone, meglio la scorsa stagione che quella appena conclusa. Prima era un solista, ora si è dovuto inserire in un coro che non l’ha sempre reso importante. In alcune occasioni ha rallentato troppo il gioco, in altre (poche) ha fatto la differenza. I rumors di mercato non aiutano, quest’estate si capirà il suo prossimo futuro.

Calhanoglu 7,5: stagione a due faccie. Parte molto male e sembra che tutto gli vada male. Da gennaio, il gioco del Milan ha iniziato a girare anche grazie a lui. Cambi di gioco, inserimenti, accelerazioni e gol: l’uomo in più che ha portato alla risalita fino al 6° posto. Diventato un punto di riferimento per i tifosi, nella sua zona di campo è capace di fare davvero tutto quello che vuole, mandando in crisi i reparti difensivi delle squadre avversarie. Importante il suo aiuto in fase di interdizione nei momenti più difficili. 8 gol.

ALLENATORI:

Montella 4: tanto bene l’anno scorso, tanto male all’inizio della stagione appena conclusa. Il suo Milan non è più decollato, complice una nuova squadra da gestire e tante difficoltà. La sua avventura in rossonero è finita il 27 novembre, dopo il pareggio casalingo contro il Torino.

Gattuso 7,5: arriva nell’entusiasmo generale, come l’uomo che può salvare una stagione quasi compromessa. Inizia con un pareggio a Benevento (primo punto dei camani) all’ultimo secondo, con gol del portiere. Continua con un 3-0 secco rimediato a Verona contro una squadra che poi è retrocessa. Il debutto non è stato scoppiettante, ma è stato bravo a crederci fino in fondo. In avvio di 2018 non ha perso più fino alla sfida contro la Juventus, in cui ha fatto vedere aspetti positivi. Ha valorizzato nuovi giocatori, ha cancellato l’idea della difesa a 3 proponendo il “vecchio” e più concreto 4-3-3. Il 6° posto, per come stava andando, potrebbe avere il valore dello Scudetto. Schietto e chiaro come sempre, sia con i calciatori che con la stampa, il Milan ha trovato il suo condottiero.