Nazionale, la trasformazione di Ventura: ora il modulo lo sceglie lui

Dopo poco meno di due mesi dall’insediamento di Giampiero Ventura sulla panchina della Nazionale italiana, anche per lui è arrivato il momento di mettere in campo le sue idee.

Giampiero Ventura. Fonte: violachannel.tv
Giampiero Ventura – Fonte: violachannel.tv
Questo periodo di assestamento ha permesso al tecnico ex Torino e Bari di valutare i giocatori sulla base di moduli che già conoscevano, eredità dell’era Conte. Il 3-5-2 votato agli esterni e le sue inclinazioni sono serviti come banco di prova per gli azzurri che hanno seguito l’attuale allenatore del Chelsea nella strada che ha portato ai quarti di finale contro la Germania negli Europei dell’estate appena passata.
A parte le esclusioni per i comportamenti dentro (vedi Pellé) e fuori (Balotelli) il giro della Nazionale, Ventura ha orientato le sue scelte nelle convocazioni sempre secondo i dettami tattici precedenti, per studiare a fondo gli uomini che avrebbe potuto inserire. In questa ottica sono da leggere le mancate convocazioni di Lorenzo Insigne, Stephan El Shaarawy e Domenico Berardi, che però presto potrebbero essere arruolati dal commissario tecnico.

Le possibilità sono più per gli esterni offensivi di Roma e Sassuolo che per il trequartista del Napoli, perchè come ha confessato lo stesso Venturale caratteristiche dei calciatori convocabili non rispondono più al 3-5-2. In un prossimo futuro vorrei fare il 4-2-4. In Italia ci sono tanti esterni e pochi centrocampisti. La direzione futura sarà quella“.
Ora è quindi il momento del cambio di rotta. Ventura ha l’abbordabile partita del girone di qualificazione per i Mondiali 2018 contro il Liechtenstein e l’amichevole di lusso contro la Germania per mettere in pratica un cambiamento che è necessario per due ragioni.

La prima motivazione è la stessa espressa dal ct dell’Italia. Ciò a cui può attingere al momento Ventura è un serbatoio ricco di esterni offensivi, figli dell’influenza del Barcellona e del suo 4-3-3 con il falso nueve, e poverissimo di centrocampisti che sappiano impostare l’azione dal basso, condannando gli azzurri a dannarsi ogni volta che Verratti dà forfait.
Ma tutto il male non viene per nuocere, perchè questa situazione permette al tecnico di rispolverare il suo vecchio modulo. Con il 4-2-4 Ventura ha fatto volare il Bari (tra l’altro anche in quell’occasione ci fu un passaggio di consegne con Antonio Conte) e fatto crescere il Torino fino alla ribalta europea. Questo modulo è il più adatto per Ventura per scegliere i migliori giocatori italiani in circolazione e impostare un gioco con il quale è riuscito a tirare fuori il meglio dalle rose a disposizione.

Sabato 12 novembre può essere quindi il giorno decisivo, per far sì che la Nazionale diventi a tutti gli effetti l’Italia di Ventura.