Real, quarta finale in cinque anni: 2-2 al Bernabeu col brivido

Il Real Madrid rischia ma accede alla quarta finale di Champions negli ultimi cinque anni. Bella sfida al Bernabeu, all’insegna del calcio d’attacco e dello spettacolo.

Il Real Madrid si bea dell’1-2 dell’Allianz Arena, che permette nonostante il pari di stasera di accedere alla finale di Kiev del prossimo 26 maggio. Grande, però, la sofferenza dei blancos, che hanno rischiato di subire una clamorosa rimonta nel finale.
Il tutto è dovuto soprattutto a un buonissimo Bayern, propositivo e più continuo in fase di palleggio rispetto ai dirimpettai.
E anche se coi se e coi ma non si va da nessuna parte, nell’economia della gara pesano anche un paio di episodi avvenuti in area madridista nel primo tempo (contatto Ramos-Lewandowski e tocco con il braccio di Marcelo).

Zinedine Zidane, Real Madrid - Autore: Raphaël Labbé
Zinedine Zidane. Autore: Raphaël Labbé
L’IMMEDIATA VIGLIA.  Il Real lancia un po’ a sorpresa Lucas Vazquez nelle mansioni di terzino destro, intuizione venuta a Zidane proprio nel corso della gara di andata di mercoledì scorso. La vera novità è però la presenza di Kovacic, preferito a Casemiro. La classe e il passaggio filtrante preferita alla garra dell’ottimo mediano carioca.
Confermate le previsioni della vigilia, invece, per un Bayern che presenta diverse assenze e è costretto a portare ben tre giovani in panchina.

LA GARA.  Parte fortissimo il Bayern, che passa grazie ad un diagonale destro di Kimmich al 3′. Buona azione manovrata quella dei bavaresi, che si concretizza grazie ad una clamorosa leggerezza di Sergio Ramos. E’ un colpo di tacco troppo lezioso ed effettuato in una zona del campo pericolosissima- nel cuore dell’area- a liberare al tiro l’esterno basso della Nationalmanschaft.

Al 6′ il Madrid rialza la testa, ma è a lato il tentativo di Ronaldo a seguito dell’azione da Playstation, con scarico rasoterra dal fondo e battuta a rete da pochi passi.
A pareggiare il conto delle reti ci pensa l’altro dei terminali offensivi blancos, Karim Benzema. In un anno per lui poco prolifico (solo 10 reti contando tutte le competizioni) una rete che può pesare come un macigno in termini di autostima e positività personale.
E’ ancora quel Marcelo gran protagonista dell’andata a propiziare il gol: bello il cross del 12 dei Merengues a cercare e trovare il colpo di testa di giustezza del francese.

Il gol dà vigore agli uomini di Zidane, particolarmente pericolosi quando provano a distendersi in velocità, complice anche la grande presenza di uomini con caratteristiche offensive tra le fila della squadra avversaria.
Ulreich dice no due volte in pochi secondi alle pericolose offensive di Ronaldo e compagni, ma non per questo il Bernabeu non trema poco dopo. Un clamoroso errore di James Rodríguez sotto porta, infatti, non consente all’FCB di tornare avanti, con Navas che a quel punto poteva solo pregare il Dio Pallone di graziarlo.

La gara si mostra aperta in ogni sua sfaccettatura, con un Bayern che riesce a tener testa agli iberici anche a livello di possesso palla.
A chiudere momentaneamente il discorso qualificazione ci pensa però ancora Benzema, che sfrutta un liscio clamoroso di Ulreich a seguito di un troppo audace retropassaggio da parte di Thiago Alcantara.
Il Bayern risponde come se nulla fosse, senza perdere la testa in giocate intrise di fretta ed improvvisazione.
La scelta paga in positivo, perché il maggior possesso palla e l’insistenza nel perseguire i propri schemi premiano i Roten, che trovano il pari al 62′ grazie al gol dell’ex.
E’ James Rodríguez a segnare, tramite la sua abilità a battere da posizione defilata Navas dopo essere arrivato per primo sulla respinta di Ramos a seguito di un primo tiro dello stesso James.

Il Bayern trae incredibile beneficio, come prevedibile, dal gol del Bandido, con un Real spesso in difficoltà ed un Keylor Navas costretto al 73′ a dire no a Muller dopo una bella girata in area dell’attaccante.
Sei minuti più tardi l’ex estremo difensore del Levante si oppone ancora in modo importante, frenando in tuffo la traiettoria di un colpo di testa dello stesso Muller che stava pericolosamente insidiando la porta spagnola.

Lewandowski e compagni proseguono nel prevalere a livello di predominio, con il cross messo in mezzo dalla destra visto come soluzione più facile e praticabile degli ultimi minuti.
E’ però un lancio partito dal centrosinistra a innescare il potenziale gol-qualificazione, proprio all’ultimo secondo di gara, ma Muller non si coordina felicemente per la battuta a rete e svaniscono i sogni del Bayern concernenti una clamorosa rimonta.

 

REAL MADRID (4-3-3): Navas, Vazquez, Varane, Ramos, Marcelo; Modric, Kovacic (71′ Casemiro), Kross; Asensio (86′ Nacho), Benzema (71’Bale), Ronaldo.Panchina: Casilla, Theo, Majoral, Ceballos.
Allenatore: Zidane.

BAYERN MONACO (4-2-3-1): Ulreich; Kimmich, Sule, Hummels, Alaba; Thiago Alcantara, Tolisso (74′ Sandro Wagner); Muller, James (82′ Javi Martinez), Ribery; Lewandowski.
Panchina: Starke, Rafinha, Mai, Rudy, Dorsch.
Allenatore: Heynckes