Roma, il Pagellone 2017/2018: Alisson mostruoso, Dzeko una conferma

La stagione della Roma si è ormai conclusa e non potevamo mancare con il classico Pagellone di fine annata. Questo campionato ha portato sorprese e conferme: andiamo a scoprire quali sono i voti assegnati a tutti i protagonisti…

ROMA, PAGELLONE 2017/2018: ALISSON SUPER, KARSDROP SFORTUNATO

PORTIERI

Alisson alla Roma - Fonte immagine: genoacfc.it Roma
Alisson Roma – Fonte immagine: genoacfc.it

-Alisson 8.5: il portiere giallorosso ha fatto dimenticare totalmente Szczesny e ci si chiede come mai non fosse titolare anche nell’anno passato. Grande reattività tra i pali, sicurezza con la palla tra i piedi ed uscite pazze ma precise che hanno permesso alla difesa di giocare sempre alta come richiedeva il mister. Una stagione da incorniciare per il portiere della nazionale brasiliana che ha depositato tantissimi punti nella cassaforte della Roma.

-Skorupski 6: utilizzato poco da Di Francesco ha svolto alla perfezione il ruolo di secondo portiere. Lo si è visto solo nella gara con il Torino in Coppa Italia e nell’ultima giornata di campionato dove ha dimostrato di non essere adatto alla panchina, ma di meritare un maggiore minutaggio in campo. Probabilmente l’addio è abbastanza scontato e, il prossimo anno, non vestirà la maglia giallorossa.

-Lobont Sv: impossbile da giudicare non avendo disputato neanche uno scampolo di gara.

DIFENSORI

-Fazio 7.5: ottima stagione per il difensore argentino che ha dimostrano nuovamente di essere uno dei leader del reparto. Sempre pronto all’anticipo e perfetto negli interventi, le palle alte sono di sua competenza. Non è veloce, ma riesce a posizionarsi in modo tale da non essere saltato in progressione. Ha impiegato un po’ di tempo a trovare il feeling giusto con Manolas seguendo gli schemi di Di Francesco: trovato l’equilibrio è cresciuto esponenzialmente facendo valere la sua grandissima esperienza.

-Manolas 7.5: il greco si conferma uno dei miglior centrali della Serie A con la sua solidità e la velocità. Qualche volta pecca di disattenzione non rimanendo concentrato per i 90 minuti di gara. Se stimolato e in palla è un avversario ostico per qualunque tipo di attaccante sia in Italia che in Europa. La sua stagione ha raggiunto il picco più alto con il colpo di testa che ha permesso alla Roma di eliminare il Barcellona con il 3-0 all’Olimpico. Combattente instancabile non ha mai mollato di un centimetro per i colori giallorossi.

J. Jesus 6.5: un’annata dalle due facce con un inizio da incubo condito anche da tantissimi errori e un girone di ritorno più sicuro dove ha messo in mostra tutte le sue qualità. Utilizzato sempre come centrale e raramente come terzino, Jesus ha piano piano recuperato credibilità diventando anche un titolare sul quale fare affidamento. Ottimo come rincalzo: vicino a Manolas si muove molto meglio seguendo le indicazioni di un vero leader.

-Capradossi 6: solo due presenze per il giovane talento giallorosso che ha potuto giocare nel finale di campionato. Ottime le sue prestazioni dove ha gestito la gara senza rischiare nulla e mettendo in risalto le sue dote da interditore. Bravissimo nel rubare palla e fermare l’azione avversaria: non è escluso che Di Francesco possa puntare su di lui il prossimo anno.

-Karsdrop Sv: l’infortunio ai crociati lo ha tenuto lontano dal campo per tutto il campionato.

-Kolarov 7: il terzino del Manchester City era stato acquistato per dare esperienza al reparto e per essere una valida alternativa a Karsdrop. Con l’infortunio dell’olandese si è ritrovato a giocare tutte le gare in una stagione ricca di soddisfazioni. Il serbo parte in gran carriera con gol decisivi e prestazioni super. Con il passare del tempo, comincia ad accusare l’età non più giovane e le sue prestazioni perdono smalto fino ad diventare, in alcune occasioni, insufficienti. C’è poco da criticare: Kolarov ha dato tutto senza mai lamentarsi e tirando fuori quella grinta che in campo e sulla fascia mancavano da troppo tempo.

-Florenzi 6: torna da un anno di riposo a causa dei crociati ballerini. Costretto, per esigenza, a interpretare il ruolo terzino, Florenzi non si risparmia, ma si vede che è un periodo di ambientamento al campo. Tanta corsa e prestazioni altalenanti penalizzano il rendimento del ragazzo. Tanti gli errori in fase difensiva e poca la spinta in fase offensiva. Basse le realizzazioni rispetto al passato, ma il suo ritorno è sicuramente positivo e, se si dovesse trovare l’accordo per il rinnovo, sarà da valutare seriamente nella competizione 2018-2019.

-B. Peres 6: la sufficienza solo per il salvataggio contro lo Shakhtar che ha permesso alla Roma di giocarsi il ritorno per poi accedere ai quarti contro il Barcellona. Il brasiliano, fino a quel momento, si era macchiato di un avvio stentato e ricco di errori: sempre in ritardo sul marcatore, poco attento alla fase difensiva e errori così banali da dubitare della sua esperienza in Serie A. Il girone di ritorno è sufficiente per quello che gli viene richiesto e, nel finale di campionato, cresce vistosamente fino a far dimenticare i tanti orrori iniziali.

-J. Silva 6: viene utilizzato per sole 2 partite e non commette errori. Si limita a svolgere il compitino e torna a casa con due sufficienze che non lo fanno sfigurare. Peccato non averlo visto all’opera in più occasioni.

CENTROCAMPISTI

-De Rossi 7: il centrocampista azzurro alterna ottime prestazioni a partite sottotono ma comunque sufficienti. Il popolo giallorosso si aspetta da lui partite sempre il 100% di rendimento e anche qualche piccola sbavatura si nota immediatamente. Spesso troppo leggero nel palleggio davanti alla difesa, ma, in quella posizione, è determinante negli interventi d’interdizione. Il lancio lungo non è nelle sue corde, ma la grinta e il raddoppio restano le sue carte migliori. Due gravi errori macchiano un anno da 8: il passaggio contro il Napoli che ha portato i partenopei a vincere l’andata per 1-0 e l’autorete contro il Barcellona, sfortunata ma evitabile.

-Gonalons 6: il francese è giunto a Roma con grandi aspettative e purtroppo non si è dimostrato completamente all’altezza. Le poche volte che viene impiegato è lento e macchinoso e un suo fatale errore permette allo Shakhtar di poter rimontare una gara fin lì dominata dalla formazione capitolina. Tante le sue amnesie sulle quali Di Francesco lavora dal primo istante. Dopo averlo tenuto in panchina per tranquillizzarlo lo ributta nella mischia e Gonalons si comporta in modo autoritario e preciso. Le ottime partite finali ripuliscono la sua fedina penale.

-Gerson 6.5: dopo un anno in panchina a causa di uno Spalletti poco in linea con il suo calcio, il ragazzo viene preso dal nuovo tecnico e rimodellato. Da trequartista si trasforma in centrocampista di recupero: ogni pallone nella sua zone diventa di sua proprietà grazie ad un fisico che fa valere contro ogni avversario. Passaggi precisi, ma ancora un po’ lenti. Peccato che il ragazzo non alzi mai i ritmi, limitandosi a svolgere il minimo indispensabile. 2 reti contro la Fiorentina impreziosiscono un campionato più positivo del previsto.

-Nainggolan 7.5: il ninja, rispetto allo scorso anno, non riesce a ricalcare la stessa stagione. Viene cambiato di posizione e passa il girone d’andata a cercare il suo ruolo naturale. Meno realizzazioni rispetto agli schemi di Spalletti, ma le poche segnature sono importanti e determinanti, come quella contro la Lazio o la doppietta nel ritorno di Champions con il Liverpool. La grinta e la corsa sono quelle di sempre, ma la sua invincibilità e il suo strapotere fisico calano, facendolo tornare a tratti un comune mortale. Nonostante tutto è una delle note più positive della Roma targata Di Francesco.

-Pellegrini 7: passare dal Sassuolo alla Roma si nota e anche lui lo sente. La pressione e le attese dei tifosi sono molto più alte, ma il ragazzo si impone bene sorprendendo nella prima parte di campionato con incursioni precise e tanta quantità a centrocampo. Con il passare delle gare, aumenta anche la qualità delle sue giocate, ma ne risente l’intensità: Pellegrini, dopo 60 minuti da titolare cala vistosamente nel redimento scomparendo dal match in corso. Il giovane può ancora migliorare, ma il suo campionato è sicuramente strapositivo.

-Strootman 6.5: l’olandese, tornato a pieno regime, non ha la stessa reattività del passato. Con gli schemi di Di Francesco non trova subito la dimestichezza giusta e impiega quasi metà stagione alla ricerca del suo posizionamento in campo. Inanella 3-4 partite giuste, nel periodo invernale, per poi rientrare nel caos e nell’anonimato. La fortuna è quella che inizia a crescere insieme a tutta la rosa per essere nuovamente determinante nelle gare che contano, come contro Liverpool e Barcellona all’Olimpico. Alla fine è innegabile il suo apporto anche se resta un lontano parente delle annate passate.

ATTACCANTI

-Perotti 6.5: l’argentino parte alla grande con tanta voglia di spaccare il mondo. Il Mondiale è alle porte e l’attaccante ha tutti i motivi per mettersi in mostra: la sua tecnica e le incursioni sulla fascia creano problemi a qualsiasi difesa, soprattutto sulla linea di fondo. La prima parte di stagione è ad alti livelli, poi un infortunio e l’esplosione di Under ne limitano l’utilizzo fino a farlo cadere nel dimenticatoio. Riappare nelle ultime gare, ma si mostra svogliato e poco reattivo. Campionato a tratti positivo e il suo apporto con Barcellona e Napoli permetto al voto di salire fino ad una sufficienza piena.

-El Shaarawy 6.5: dopo la gara contro il Chelsea all’Olimpico, con una doppietta straordinaria nel definitivo 3-0, il faraone sembrava aver trovato la sua consacrazione. Peccato che il rendimento resti sempre altalenante con picchi da fenomeno solo nella parte iniziale e in quella finale della stagione. Nel centro il ragazzo si perde, dimostrando di essere discontinuo e poco determinante con un cinismo sotto porta che si abbassa notevolmente. Di Francesco a provato in tutti i modi nel coinvogerlo il più possibile, ma alla punta serve essere sempre titolare per sentire la fiducia di staff, compagni e ambiente.

-Defrel 5: per lui sono stati spesi 25 milioni di euro e neanche la metà sono stati ripagati dalle prestazioni del francese. L’ambientamento è stato più lento del previsto e le gare sottotono dell’avvio di campionato hanno contribuito ad innescare i suoi problemi di fiducia. Tanti gol semplici divorati, tanti stop sbagliati, tanti passaggi fuori misura. Un 2017-2018 da dimenticare: i tanti infortuni non gli hanno permesso di entrare mai in forma e questo lo ha condizionato ulteriormente. Defrel è altro e non è detto che possa avere una seconda possibilità nella Roma.

-Schick 6: oggetto misterioso il ceco che torna a disposizione del tecnico solamente nella seconda parte della stagione. Viene centellinato e buttato nella mischia poco a poco. Dopo la prima realizzazione, in Serie A con la maglia giallorossa, si sblocca definitivamente dando seguito a diverse gare da vero talento. Dribbling, ottimo tocco di palla e buoni inserimenti, sono le doti maggiori per un ragazzo che potremmo ammirare sicuramente nel prossimo campionato. Continuità e una condizione fisica costante potranno pemettere a Schick di essere determinante per i giallorossi in tutte e 3 le competizioni.

-Antonucci 6: il giovane della “Primavera” disputa due scampoli di gara e mette in cassaforte un assist vincente che permette alla Roma di non uscire sconfitta. C’è tanto da crescere, ma la personalità e l’ottimo stile di cross non mancano al ragazzo che potrebbe essere utilizzato con più continuità o essere spedito in prestito per l’ultimo tassello mancante alla sua crescita sportiva.

-Under 7.5: una bufala all’Iturbe o alla Ucan era nell’aria, ma il turco smentisce tutti regalando prestazioni da vero campione. Tanti gol in Serie A e in Champions che gli permettono di scalare le gerarchie e di mandare in panchina compagni come El Shaarawy e Perotti. Tanta corsa e un talento cristallino che mostra con sfacciatagine e un pizzico d’impertinenza. Bravo nel tiro da fuori, nel dribbling e preciso nei cross. La Roma si può coccolare un gioiellino grezzo che ha bisogno solo di brillare: la strada è quella giusta e da lui ci si aspetta solo una crescita esponenziale.

-Dzeko 8.5: il cigno di Sarajevo conferma nuovamente di essere uno degli attaccanti migliori della Serie A e dell’Europa. In Champions si trova perennemente a suo agio come se fosse nato solo per quella competizione. In campionato combatte e detta le giocate facendo valere il suo fisico sia sui palloni alti sia nella protezione della sfera. Senza di lui, la Roma, perde quasi il 70% della pericolosità offensiva: al momento i giallorossi non possono fare a meno del bosniaco che si è ritagliato un posto importante in squadra e nel cuore dei tifosi. Peccato che sia poco cinico rispetto alle grandi occasioni che si crea: ma d’altronde, con una capacità costante di gonfiare la rete, anche Cristiano Ronaldo avrebbe avuto problemi con lui.

ALLENATORE

-Di Francesco 8: giunge tra i dubbi e le tante domande di tutti, ma riesce a zittire gli scettici e a portare la Roma in finale di Champions League dopo decenni. La partenza è in sordina con gli schemi che non entrano immediantamente nella testa dei suoi giocatori. Delle buone vittorie e la continuità fanno capire alla squadra di poter competere con tutti soprattutto a livello europeo dove questo gioco piace e fa divertire. Barcellona e Liverpool non passano all’Olimpico: Atletico e Chelsea hanno le loro difficoltà con i Blues che beccano anche un pesante 3-0. Alla fine, Di Francesco, chiude l’annata con il 3° posto, il 1° nel girone di Champions, una semifinale europea e la qualificazione diretta alla prossima di Champions League. Unico neo: un mese di calo che ha mandato all’aria la corsa allo scudetto e la Coppa Italia: dagli errori si può solo che imparare e l’ex Sassuolo sembra esserne consapole.