“Campioni in Europa”: il Galatasaray

“Campioni in Europa” è la nuova rubrica di Soccermagazine: settimana dopo settimana andremo a scoprire in giro per l’Europa le squadre che hanno vinto il proprio campionato. Talenti, successi e segreti dei club protagonisti di questa annata per avere un panorama completo della stagione che sta per concludersi”.

Fonte immagine: cfcunofficial da Flickr
Fonte immagine: cfcunofficial da Flickr

Dopo un anno di astinenza, in Turchia, torna a trionfare il Galatasaray che si aggiudica il terzo titolo dell’ultimo quadriennio e porta addirittura a 20 il numero di campionati locali, record assoluto per il calcio turco.

Una stagione cominciata male, malissimo si è convertita in una annata trionfale dove oltre alla Super Lig turca gli Aslanlar sono riusciti ad aggiudicarsi anche la Coppa di Turchia completando così un’annata piena di soddisfazioni. Eppure le cose come detto non partono bene: Cesare Prandelli subentrato a Roberto Mancini non riesce ad ingranare e delude soprattutto in Champions League. La squadra non trova le giuste misure e i tanti esperimenti del tecnico di Orzinuovi (per esempio Felipe Melo schierato al centro della difesa) risultano quasi sempre troppo azzardati. In campionato la squadra regge il ritmo delle avversarie ma l’atmosfera che circonda la Turk Telekom Arena è nefasta e urge un cambiamento radicale: le sonore sconfitte contro l’Istanbul Basaksehir e quella interna col Trabzonspor risultano fatali per Prandelli che viene esonerato e rimpiazzato da Hamza Hamzaoglu, ex vice di Fatih Terim sulla panchina della nazionale turca. Il Galatasaray del tecnico di Trebisonda cambia marcia, ottiene importanti strisce consecutive di vittorie e lancia la volata per un campionato trionfale. Per il titolo va in scena l’eterno duello tra Galatasaray e Fenerbache, uno dei derby più sentiti al mondo, una di quelle partite in cui il calcio vive la pura essenza della sua terra e fa esplodere lo spettacolo in un mix di emozioni e tensioni. Il Kitalar Arasi derby ha tante connotazioni etniche, religiose e geografiche che contrappongono da sempre le due sponde di Istanbul; il testa a testa per la Super Lig di quest’anno sarebbe inoltre decretato anche quale delle due squadre avrebbe conseguito per prima il traguardo del ventesimo titolo. Il campionato si decide ala penultima giornata quando il Galatasaray di Hamzaoglu, in vantaggio di tre punti sugli acerrimi rivali, batte per 2-0 l’altra big del calcio turco, il Besiktas mentre il Fenerbache non va oltre il 2-2 in casa dell’Istanbul Basaksehir dove perde il titolo e anche quattro giocatori per squalifica al termine di una gara tragica e violenta.

In Coppa di Turchia le cose vanno altrettanto bene con gli Aslanlar che, agevolati da un cammino abbordabile, sconfiggono all’Ataturk Stadi il Bursaspor giustiziere del Fenerbache e alzano la coppa nazionale numero 13 della propria storia grazie ad una tripletta del solito Yilmaz.

L’avventura europea invece va malissimo: un sorteggio malevolo e il nefasto periodo prandelliano incidono sulla squadra che dopo l’1-1 interno contro l’Anderlecht nella gara inaugurale non riesce più a portare a casa punti rimediando solo figuracce e goleade nelle partite contro Arsenal e Borussia Dortmund che costano un umiliante ultimo posto.

Leader tecnico della squadra è ovviamente Wesley Sneijder, protagonista sia in versione assist man sia in zona gol grazie a ben 10 reti all’attivo e fantasista d’eccezione per un campionato che gli va stretto. I gol come ogni anno sono spettati a Burak Yilmaz, da anni trascinatore dei campioni di Turchia nonché bomber implacabile in tutte le competizioni. A lui si è aggiunto quest’anno Umut Bulut, arrivato oltre la doppia cifra in Super Lig e vero valore aggiunto ad un reparto offensivo quasi senza rivali.

Continua dunque l’egemonia del Galatasaray in Turchia, squadra destinata ad un futuro brillante nel proprio paese fatto ancora di duelli mozzafiato con gli eterni rivali del Fenerbache oltre che le incognite Besiktas e Trabzonspor che spesso riescono in grandi annate e hanno le carte in regola per povare a battere la banda di Hamzaoglu.

Articolo svolto in collaborazione con Andrea Mariani

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