Guida alla Liga spagnola 2015/16: prima parte

A poche ore dal via ufficiale della Liga 2015/16 è il momento di andare a conoscere le squadre che comporranno il prossimo campionato: ecco una guida che illustra come si presentano e come sono cambiati grazie al mercato i venti club del massimo campionato spagnolo.

Atletico Madrid fonte: Leandro Neumann Ciuffo
Atletico Madrid fonte: Leandro Neumann Ciuffo

Atheltic Bilbao – Lo scacco matto dato al Barcellona nella Supercoppa spagnola carica di aspettative la squadra basca che continua ad avere fame d’Europa e mette nel mirino della prossima stagione il quarto posto. Difficile ancora mettere i piedi davanti a squadroni come Siviglia e Valencia, impossibile competere nell’arco delle 38 giornate con le tre big del campionato. Il mercato come ogni stagione non ha portato grossi cambiamenti vista la filosofia della società ma l’acquisto dal Leganes di Eraso, già in palla nella doppia finale col Barça, potrebbe garantire più qualità e dinamismo ad un centrocampo già interessante. Alla prima giornata di campionato gli uomini di Valverde dovranno giocarsi il terzo atto dell’infinita sfida estiva col Barcellona con l’obiettivo di dimostrare che il sonoro poker rifilato ai catalani al San Mames è stato tutt’altro che un caso. Importante sarà anche il preliminare di Europa League in cui l’Athletic avrà l’obbligo di fare bene: intollerabile fare passi indietro rispetto alla stagione passata dove il cammino si interruppe solamente ai sedicesimi di finale quando a giustiziare i baschi fu il Toro di Giampiero Ventura.

Atletico Madrid – Le partenze di Arda Turan, Miranda e Mandzukic non dovrebbero pesare ai colchoneros che forti di un budget da prima della classe hanno tappato i buchi lasciati dai partenti con operazioni di mercato di livello che hanno portato al Vicente Calderon Savic, Jackson Martinez, Vietto, Ferreira Carrasco oltre che al ritorno di Filipe Luis dal Chelsea. I volti nuovi portano agli ordini di Simeone un attacco letale e completo, formato sia da giocatori tecnici e in grado di creare superiorità numerica, sia da veterani dell’area di rigore pronti a rincorrere Messi e Ronaldo nella classifica Pichichi. L’obiettivo è ovviamente il secondo titolo in tre anni ed un Real Madrid punto interrogativo dopo il cambio di guida tecnica e un Barcellona con la pancia piena dopo l’eccessiva mole di coppe potrebbero essere un ostacolo meno insormontabile del previsto. Il doppio impegno tra Liga e Champions non dovrebbe condizionare più di tanto il campionato di un Atletico che vanta degli ottimi ricambi.

 

Andres Iniesta e Sergio Busquets (fonte: Clément Bucco-Lechat, own work, wikimedia.org)
Andres Iniesta e Sergio Busquets (fonte: Clément Bucco-Lechat, own work, wikimedia.org)

Barcellona – L’arroganza di proclamare il sextete è costata cara agli uomini di Luis Enrique che dopo la sberla basca rimediata in Supercoppa spagnola ed un precampionato in cui la difesa ne ha combinate di tutti i colori si sono dovuti guardare in faccia per capire dove debba migliorare un dream team del genere. La squadra rimane spaziale e super favorita in questa Liga ma le troppe convinzioni accumulate dopo i successi della scorsa stagione hanno fatto tornare coi piedi per terra i blaugrana, chiamati a dimostrare di essere i migliori già in avvio di campionato. Il mercato ha portato nomi di spessore come Arda Turan e Aleix Vidal che però saranno a disposizione di Luis Enrique solamente dal prossimo gennaio; la dolorosa partenza di Pedro sembra poter essere colmata da l’esplosione del giovane Rafinha, fratello minore di Thiago Alcantara e grande rivelazione dell’estate catalana. A centrocampo l’addio di Xavi appare abbastanza indolore viste le garanzie che dà il reparto mediano titolare con Busquets, Iniesta e Rakitic, di gran lunga la nota più positiva di questo campionato; meno affidabili invece alcuni ricambi come Sergi Roberto. Il vero problema di questa squadra però sembra essere la difesa: Mascherano è il giocatore più in crisi e fatica a rendere come nelle ultime stagioni; il ricambio Bartra non sembra essere a l’altezza ed il solo Piqué fatica a reggere il reparto.

 

Betis Siviglia – Dopo un anno di purgatorio in Segunda Division i biancoverdi di Siviglia tornano nel massimo campionato spagnolo, pronti ad infiammare il già bollente Benito Viillamarin. L’arrivo di Macia come direttore generale ha portato una filosofia vincente alla squadra andalusa che è stata una delle principali protagoniste del mercato: confermato il prestito di Piccini e perfezionato l’arrivo di Juan Manuel Vargas il Betis ha tanta Fiorentina nel sangue in attesa di far ritornare a casa da Firenze anche l’idolo locale Joaquin. Il mercato del Betis però è tanto altro: acquisti di spicco come Pezzella, centrale comprato dal River Plate, e una leggenda come Rafa Van der Vaart, arrivato a costo zero dopo l’esperienza all’Amburgo, fanno presagire ad una stagione positiva in cui gli uomini di Pepe Mel dovrebbero centrare la salvezza con largo anticipo. L’unico neo potrebbe essere l’addio di Sergio Rodriguez, uno che con la maglia biancoverde ha scritto pagine importanti della storia del club e che sostanzialmente non è ancora stato rimpiazzato dalle operazioni di mercato.

 

Celta Vigo – Dopo due stagioni positive il Celta sembra arrivato alla fine di un ciclo: la partenza direzione Siviglia di Krohn Dehli ha fatto sbizzarrire i dirigenti galiziani sul mercato alla ricerca di un degno sostituto: di nomi pesanti ne sono arrivati tre come John Guidetti, fresco campione d’Europa Under 21 con la sua Svezia, Iago Aspas, comprato per 5 milioni dal Siviglia, e Wass, costato altrettanti soldi per prelevarlo dal modesto Evian. La squadra mantiene comunque l’ossatura della passata stagione e difficilmente si schioderà dalla metà della classifica: urgono un centrale di difesa e un uomo in grado di far cambiare il ritmo all’undici galiziano che al momento rischia di fare un passo indietro rispetto all’anno passato. Il 4-3-3 è il credo di questa squadra che rispecchia a pieno la tradizione spagnola: fitto possesso palla e imbucata verticale al momento giusto per provare a giocarsela anche con le più forti.

 

Fonte: Albert Galiza
Fonte: Albert Galiza

Deportivo La CorunaL’imperativo categorico di questa stagione è quello di dimenticare in fretta la sofferta e discussa salvezza della scorsa stagione per disputare una Liga tranquilla e arrivare alle ultime giornate senza l’acqua alla gola. Volti nuovi e tanto entusiasmo al Riazor per una squadra che esce da questo mercato sicuramente rinforzata: in Galizia l’arrivo più gradito è quello di Fede Cartabia, argentino in cerca di consacrazione che dovrà portare maggiore qualità ad un tridente offensivo estremamente sterile nel campionato passato; a completare l’attacco arriva dalla Premier un altro giocatore d’esperienza come il basco Oriol Riera, pronto a rilanciare una carriera troppo all’insegna del decadentismo negli ultimi anni. il reparto maggiormente rinforzato è però il centrocampo dove spiccano il milione e mezzo speso per riportare in Spagna Lucas Perez e gli acquisti low cost di Cani dal Villarreal e Luis Alberto dal Liverpool. Il nuovo organico appare decisamente all’altezza di un campionato senza eccessivi rischi e la voglia di riportare entusiasmo al Riazor carica di responsabilità mister Victor Sanchez, alle prese con una piazza calda e pretenziosa.

 

Eibar – Dopo aver visto in faccia la Segunda Division e salvato solo dal “caso Elche” l’Eibar è pronto per la seconda stagione in Liga della sua storia. Con una squadra cambiata quasi per intero l’obiettivo standard è quello di raggiungere i 40 punti salvezza il prima possibile ma l’agguerrita concorrenza non renderà facile la vita alla squadra basca. Per evitare di sprofondare nei fondali della classifica sin da subito servirà un avvio di stagione sui livelli di un anno fa ma con così tanti cambi in rosa è difficile fare previsioni. Tante conoscenze del nostro calcio nel trafficato via vai di giocatori dell’Eibar: dal Catania arriva l’ex Boca Gonzalo Escalante, centrocampista mai esploso (nemmeno in patria) che deve confermare in questa piazza di essere all’altezza dei campionati europei onde evitare una carriera di nicchia in Sudamerica; dal Milan invece arriva un talento interessantissimo come Simone Verdi, stella in Serie B con Empoli e Juve Stabia ma mai decisivo nelle poche apparizioni in A e in Under 21; lasciano invece la squadra Federico Piovaccari, l’ex Bologna Rafa Paez e Didac Vila, ancora una volta protagonista di un’annata tra luci e ombre.

 

Espanyol – L’eterna vita all’ombra dei cugini blaugrana sembra dover durare ancora per tanti anni per la seconda squadra di Barcellona che ha ancora qualche giorno per provare a salvare un calciomercato che finora ridimensiona fortemente la rosa a disposizione di Sergio Gonzalez. La partenza più dolorosa è sicuramente quella del messicano Hector Moreno direzione PSV, da anni pilastro della difesa e garanzia assoluta per un pacchetto arretrato che ha sempre funzionato. Anche l’addio di Kiko Casilla ha lasciato l’amaro in bocca sugli spalti dell’El Prat che sognava già di avere un numero 1 dal futuro assicurato. A colmare queste due assenze illustri sono nomi non certo di primo piano: dall’O’Higgins, squadra cilena, arriva lo spinoso difensore Enzo Roco mentre per la porta c’è il nostro Francesco Bardi alla ricerca della consacrazione dopo un anno passato più in panchina che in campo e un Europeo Under 21 in cui i suoi errori contro la Svezia sono costati cari agli azzurrini. Altri giocatori importanti ad aver fatto le valigie sono Lucas Vazquez, tornato al Real dopo il prestito annuale, e il nazionale uruguayo Stuani, approdato in Inghilterra al Middlesbrough lasciando un vuoto importante nelle soluzioni tattiche di Gonzalez per il reparto avanzato. Il nome pesante che arriva dal mercato è quello di Gerard Moreno del Villarreal che dovrà garantire gol e continuità; anche il giovane argentino Hernan Perez arriva in catalogna dal submarino amarillo con tutte le intenzioni di ritagliarsi un ruolo importante negli schemi offensivi dell’Espanyol in attesa del colpo Asensio in arrivo in prestito dal Real.

 

Fonte: Wikipedia  Autore: Miguel303xm
Fonte: Wikipedia Autore: Miguel303xm

Getafe – Per confermare la salvezza dell’anno scorso la società madrilena ha deciso di rafforzare la difesa e fare contento mister Fran Escribà che ha visto fare le valigie a Naldo ed Escudero: un pacchetto arretrato con volti nuovi di spessore e dal sapore sudamericano. Velazquez e Vergini cercano il definitivo rilancio dopo una prima parte di carriera in cui non sono riusciti a spiccare il volo: ci si attende tanto soprattutto dal terzino prelevato dal Sunderland per cui le attese erano tante e per ora non sono state confermate. A Getafe arrivano anche Victor Rodriguez e Moi Gomez per il centrocampo mentre l’attacco ha ancora bisogno di rinforzi veri e propri dato che l’unico bomber di ruolo è il numero 9 Alvaro Vazquez. I movimenti di mercato però sembrano più spingere per un nuovo centrocampista che abbia l’identikit di Bruno Zuculini, oppure un giovane esterno da lanciare come Lucas Silva o il promettentissimo Odegaard del Real Madrid. Difficile avere particolari ambizioni che vadano oltre la salvezza tranquilla per una squadra abituata a giocare sotto la linea della palla per fare del male in ripartenza; più auspicabile un campionato che miri a raggiungere al più presto la quota salvezza per poi provare a togliersi qualche soddisfazione negli incontri più importanti.

GranadaUna salvezza ottenuta solo grazie alla classifica avulsa e tanta paura di retrocedere fino all’ultima giornata. L’ultimo anno del Granada non è stato facile a causa di una rosa poco adatta ad un campionato del livello della Liga spagnola e in questa stagione l’obiettivo sarà lo stesso di un anno fa: la salvezza. I rinforzi più importanti arrivano dall’Italia e sono due ragazzi chiamati ad una grande annata per non rendere fallimentare la prima fase della loro carriera: Nico Lopez arriva in prestito dall’Udinese e con un passato in Serie A quasi da dimenticare fatto solo di pochi acuti con la maglia dell’Hellas; Khrin arriva invece a titolo definitivo dall’Inter dopo annate totalmente buie alla ricerca di un ruolo da titolare che nessuno ha avuto il coraggio di attribuirgli. Da queste due pedine dipende tanto il futuro di un Granada capace di segnare solamente 29 reti nel campionato scorso. In difesa sono arrivate pedine interessanti come Miguel Lopes dallo Sporting Lisbona e Salva Ruiz dal Valencia per aiutare un reparto che con i soli Loman e Diego Mainz ha spesso e volentieri preso imbarcate pesanti.

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