La Figc contro Ferrero: squalifica per aver apostrofato Thohir

Puntuale come un orologio arriva la squalifica del Tribunale della Figc ai danni di Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria reo di aver apostrofato Thohir con epiteti davvero poco garbati.

Ferrero, presidente della Sampdoria Fonte: Laura Rossetti per Genova
Massimo Ferrero (Fonte: Laura Rossetti)

Una multa pari a 35 mila euro per la Samp e tre mesi di ferrea interdizione per Ferrero: queste le sanzioni inflitte dalla Figc per punire il comportamento lesivo del presidente.

A provocare l’intervento del Tribunale sembra siano state le dichiarazioni di Ferrero che, tre giorni dopo il match disputato tra Inter e Samp il 26 ottobre, si è lasciato andare a qualche parola di troppo e, trascinato dall’agonismo, ha esordito in questi termini sul presidente nerazzurro Thohir:” Moratti lo stanno trattando male, non se lo merita. Io glielo avevo detto: caccia quel filippino”.

Uscita a dir poco infelice, che viene però ben presto archiviata dallo stesso Thohir senza eccessive polemiche: il presidente dell’Inter non sembra infatti serbare alcun rancore per le parole sfuggite a Ferrero ed accetta le sue scuse dopo un fitto colloquio e ritenendo più opportuno non replicare attraverso il mezzo stampa.

L’affermazione non passa però inosservata alla Figc, che il 10 novembre deferisce il presidente della Sampdoria con l’accusa di aver pronunciato frasi lesive e di dichiarato contenuto razzista.

Non si lascia attendere troppo la risposta provocatoria di Ferrero che stavolta commenta la situazione con un tweet dal dubbio significato nel quale mostra una maglietta con su scritto ” Che me la stiri questa?”, senza apparenti motivi.

Nonostante non si siano verificati altri scontri verbali tra i rispettivi presidenti della Sampdoria e dell’Inter, il tribunale sportivo ha ritenuto presenti gli estremi per una sanzione piuttosto dura al fine di lanciare un chiaro messaggio al mondo calcistico e non solo: il rispetto e la tolleranza verso il prossimo costituiscono infatti il primo passo per una società che voglia definirsi civile ed equilibrata.

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