Trapattoni non vuole andare in pensione: “Presto tornerò ad allenare”

Giovanni Trapattoni, ex tecnico dell’Irlanda, nonostante i 74 anni non vuole assolutamente smettere di allenare, anzi: “Di stimoli ne ho fin troppi, mia moglie si arrabbia, ma ho ancora voglia di fare. Mi sono fermato per ragionare, ho ricevuto offerte anche lusinghiere da club che giocano in America e in Giappone, e non devo sbagliare scelta. Avrò degli incontri, vediamo in quale direzione andare, se Est od Ovest”.

Fonte immagine: PanARMENIAN_Photo
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Il Trap poi parla del campionato italiano,partendo dalla Juventus: “La Juventus resta ovviamente la favorita per lo scudetto ma occhio a chi sta dietro. Conte ha acquisito esperienza e sa cosa vuole. E poi Torino è un angolo a sé stante. Le polemiche che a volte invadono Roma o Milano fanno sì che si sia molto sensibili a qualsiasi critica mentre Torino riesce a chiudersi e fare muro attorno a sé. La Juve ha le carte in regola per vincere anche se la Roma è una squadra eccezionale che sta giocando un grande calcio e anche Inter e Milan possono ancora insidiarla”.
Poi parla anche della situazione caotica del Milan: Berlusconi ha fatto bene a confermare Galliani. Ci sono momenti in cui è normale che la passionalità, l’istintività di uno come Galliani si senta un po’ offesa. Il ricambio è giusto, i giovani che subentrano sono vulcani in eruzione, carichi di energie, dicono quello che pensano ma non è detto che così si faccia sempre del bene. Ci vuole anche un po’ di esperienza che poi porta alla sapienza. Galliani è un grande dirigente. Balotelli? Alla Fiorentina restavo in camera di Edmundo fino all’una di notte, poi però bisticciava con Batistuta e Rui Costa. Sono giocatori che non hanno freni inibitori ma che in campo fanno la differenza anche se poi rischiano di rovinare il gruppo se il gruppo non è equilibrato”.
Infine Trapattoni parla dell’Italia e del Mondiale: “Il nostro calcio e’ fra i primi 4 del mondo. Noi siamo la solita Italia che fa molto bene, abbiamo genialità, creatività, a volte siamo anche criticati ma l’Italia ha sempre dimostrato che quando c’è da raggiungere certi obiettivi abbiamo ordine, senso tattico, giocatori di valore che sanno aggiungere qualcosa in più e mirare in alto”.

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Andrea Antoniacomi

Mi chiamo Antoniacomi Andrea, sono di Cortina d'Ampezzo ma sono nato a Pieve di Cadore il 23 febbraio del 1990. Diplomato presso l'istituto "Leonardo da Vinci" di Belluno con il voto di 80/100, dal 2011 studio a Milano presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, nel corso di scienze della comunicazione politica e sociale. Il mio sogno è di diventare un giornalista, prima pubblicista e poi professionista.

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