Zamorano sommerso dai debiti: l’ex Inter deve pagare 3 Milioni di Euro

Non è un bel momento per Ivan Zamorano.
Le società dell’ex attaccante dell’Inter, oggi procuratore sportivo, hanno contratto infatti debiti per 3 Milioni di Euro.

Fonte immagine: MLatzer
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Tuttavia, il cileno non è preoccupato più del dovuto ed è fiducioso per uscire fuori dalla spinosa vicenda: “Se non ho parlato prima – ha dichiarato Zamorano al quotidiano cileno “El Libero” – è perché ero occupato a cercare una soluzione con le persone che potevano darmi una mano. Non ci si aspetta mai di dover affrontare certe situazioni e può capitare di attraversare un brutto momento, ma non bisogna gettare la spugna. Dal punto di vista economico, si può dire che la soluzione si intravede. Per il resto, bisogna tornare a guardare avanti. Se ho imparato una lezione è che dovrò seguire più da vicino i miei affari, migliorando le mie capacità di gestione”.
Zamorano ha spiegato di non aver mai pensato sol oa se stesso: “Il mio desiderio non era certo quello di arricchirmi. Con le mie attività imprenditoriali sognavo invece di poter lasciare un’eredità a tutto il Paese, contribuendo alla sviluppo del sport e di alcuni progetti sociali”.
“Questo è un problema che ha a che fare con le banche – ha dichiarato ancora l’ex calciatore –, ma che può essere risolto. Le persone che mi conoscono sanno qual è il mio modo di comportarmi e la mia credibilità dipende da ciò che ho fatto durante la mia vita. Aspetto, dal punto di vista umano, molto più importante rispetto ad altro nei confronti della gente. Voglio ringraziare tutti per l’affetto dimostratomi. Ho energia a sufficienza per continuare a fare quello che amo di più”.
Zamorano ha infine paragonato la disavventura ad una caduta calcistica: “Sono convinto che s’impari molto di più dalle sconfitte che dalle vittorie. Che gli errori ci possano migliorare e che le difficoltà rafforzino. Volendo fare un paragone tra la vita e il calcio, direi che gli ostacoli incontrati durante tutta la carriera mi hanno aiutato a crescere, anche come uomo. Quando mi hanno cacciato dal Colo Colo, o quando al Real Madrid mi hanno detto che sarei stato il quinto attaccante e in quell’anno segnai il mio maggior numero di gol. All’Inter dovetti cedere la maglia numero 9 e giocai con l’1+8. Insomma, sono sempre stato in grado di superare gli ostacoli e tirare dritto, di lottare e rinascere”.

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