Napoli, l’ultimo passo è fatto: da Mazzarri a Benitez le cose cambiano cosi

Ora l’annuncio è arrivato: Rafa Benitez sarà il prossimo allenatore del Napoli.
Lo spagnolo nato a Madrid cinquantatre anni fa lascia il Chelsea dopo una stagione più che positiva e fa il suo ritorno in Italia, dopo l’esperienza in chiaroscuro con l’Inter del dopo-Mourinho.

Il Napoli, dal canto suo, orfano di un tecnico dall’ultima domenica di campionato, può cominciare a guardare al futuro e a programmare senza incertezze e con molti motivi per sorridere.
Non si avrà più un motivatore eccelso, ma finalmente si potrà puntare su un allenatore con l’iniziale maiuscola, con un palmarès che forse poche volte è passato dal capoluogo campano.
Mai, infatti, il Napoli aveva tenuto nelle sue fila un allenatore che, tra le altre, ha già vinto la Champions.

 

Rafa Benitez Foto di Doha Stadium Plus Qatar - Wikipedia
Rafa Benitez
Foto di Doha Stadium Plus Qatar – Wikipedia

ESPERIENZA DA VENDERE – Non manca di certo al nuovo allenatore. Benitez è uno dei primi allenatori in giro per l’Europa e, sicuramente, per il mondo. Uno di quelli che ha vinto (tanto) e lo ha fatto sempre con un occhio al presente e un altro al futuro delle società in cui è stato.
Prodotto del Real Madrid (non proprio l’ultima squadra del mondo), ha cominciato a farsi le ossa in terra natìa tra Valladolid, Osasuna, Extremadura e Tenerife, prima di arrivare al Valencia, la prima vera svolta della sua carriera.
Poi l’inizio di un viaggio lungo una carriera, l’allontanamento da casa e l’arrivo in quella che è la sua seconda patria, l’Inghilterra: i tifosi del Liverpool hanno infatti vissuto con lui uno dei momenti più gloriosi della loro storia. Difficile dimenticarsene.
Le imprese inglesi ammaliano anche l’Inter e il Moratti orfano del suo santone Mourinho nel post-Triplete: troppo diversi però il Mago portoghese e il buon Don Rafa, che ha pagato la sua aria da brav’uomo pur essendo uno dei tecnici più severi in circolazione.
Troppo brusco il passaggio dall’uno all’altro; arrivederci e tanti saluti.
Poi lo stop e l’occasione che si ripresenta ancora una volta al di la della Manica: il Chelsea.
Prendere la squadra campione d’Europa in carica e motivarla nuovamente non è mai impresa facile, ma lui ci riesce. Il resto è storia nota, di qualche giorno fa.

 

VITTORIE – Anche qui, il salto di qualità che potrebbe investire il Napoli è enorme. Dagli albori della sua carriera, il nome di Benitez fa rima con vittoria: un campionato e due coppe nazionali con i giovani canterani del Real Madrid, prima di dominare la Liga per due volte tra il 2001 e il 2004 con il suo Valencia, ultima tra le squadre ad aver saputo dire di no allo stradominio di Real e Barcellona che va avanti da più di un ventennio. Con il Valencia, anche una Coppa Uefa, tanto per non farsi mancare nulla.
In Inghilterra, pur piazzandosi sempre tra il secondo e il settimo posto, solo la Premier ha saputo dirgli di no: ha fatto sue Coppa d’Inghilterra e Community Shield, dopo aver portato al Liverpool la Champions nella storica finale di Instanbul contro il Milan e la successiva Supercoppa Europea battendo il Cska di Mosca.
Nonostante i pochissimi mesi all’Inter, riuscì a regalare alla società di Moratti una Supercoppa Italiana e il Mondiale per Club disputatosi pochi mesi dopo, battuto nella Supercoppa Europea dall’Atletico Madrid.
L’ultimo capitolo vincente qualche giorno fa, quando batte il Benfica in pieno recupero e regala al Chelsea anche l’Europa League, dopo una cavalcata via via sempre più importante e decisiva in Europa e in campionato, finendo terzi alle spalle dei due squadroni di Manchester e guadagnando l’accesso diretto alla Champions.

 

IL CAMPO – Da sempre, i successi ottenuti dalle squadre di Benitez sono figli della sagacia tecnico-tattica dell’allenatore, un microsistema in campo che sfiora o vuole sfiorare sempre la perfezione.
La difesa a quattro è sempre stato il suo punto di partenza, e sarà questa la più grande novità per un Napoli abituato a giocare a tre dietro da quattro anni a questa parte: proprio per questo ci si aspetta grandi mosse sul mercato, sia per il reparto terzini che per la zona centrale.
Il centrocampo sarà un altro punto su cui lavorare sodo: abituato da sempre a giocatori del calibro di Aimar, Xabi Alonso, Lucas Leiva, Gerrard o Lampard, lo spagnolo pretenderà qualità dal mercato, allontanandosi dal rompere il gioco altrui predicato dall’ex tecnico per avvicinarsi ad una costruzione di gioco che più si addice ad una grande squadra. Accanto a Behrami, allora, ci vorrà un uomo dai piedi buoni, cosa che a Napoli, per espresse richieste tattiche, manca da un bel po’.
L’attacco invece sarà tutto da vedere: a due o a tre punte, ma anche con i tre dietro la punta centrale, Benitez ha sempre fatto di necessità virtù, adattando al meglio la situazione che aveva a disposizione.
Certo, però, che la qualità non può mancare e, se dovesse partire Cavani, allora anche qui andranno fatti investimenti seri.

 

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