Napoli-Roma, dalle curve arrivano messaggi scoraggianti. La sigla SVAN? Ecco cosa vuol dire

La tregua tra tifosi napoletani e romanisti è molto lontana. Se in campo quest’oggi gli uomini di Benitez hanno dominato in lungo e in largo portando a casa un 2-0 che può anche star stretto, dagli ultras napoletani è arrivata la conferma che la ferita causata dalla morte di Ciro Esposito è ancora sanguinante.

Lo striscione apparso quest'oggi in Curva B.
Lo striscione apparso quest’oggi in Curva B.

Facciamo il punto: ai tifosi romanisti, nonostante le numerosissime ‘Tessere del tifoso’ sottoscritte, è stata vietata la trasferta napoletana. Dal punto di vista dell’ordine pubblico, nonostante lo spiegamento di forze dell’ordine degno di un paese in guerra civile, a Fuorigrotta non si è registrato nemmeno un accenno di disordine. Non poteva essere altrimenti visto che i tifosi della Roma sono rimasti nella Capitale. Dai due cuori pulsanti del tifo napoletano sono arrivati, come previsto, messaggi – sotto forma di striscioni – che ricordano quel maledetto 3 maggio. La Curva A si è mantenuta molto sul vago. Lo striscione esposto recitava infatti: “03-05-14: ai posteri l’ardua sentenza”. Parole che possono essere interpretate in mille modi diversi ma che sono molto più pacate rispetto a quelle comparse nella curva affianco. Nella B, infatti, i metri di stoffa bianca avevano su incisa la sentenza: “Ogni parola è vana. Se occasione ci sarà, non avremo pietà”. Firmato ‘S.V.A.N.’. Molti organi di informazione parlano di ‘sigla sconosciuta’, in realtà per chi ha un minimo di conoscenza a riguardo, guardando a tali acronimi saltano in mente due gruppi della Curva B, che prendono il nome di ‘Secco Vive’ e ‘Area Nord’, gruppi con un passato in Curva A (un tempo sotto l’unico nome di ‘Masseria Cardone’) che oggi pomeriggio hanno firmato uno striscione molto controverso. Il ricordo dell’uccisione di Ciro Esposito è ancora vivissimo tra gli ultras napoletani. Daniele De Santis, l’indagato per la morte del giovane, non può essere considerato ‘ultras romanista’ visto che ha da tempo abbandonato gli ambienti delle Curve romane (in cui ha effettivamente militato per diversi anni). Ma per i tifosi napoletani, questo e altri fattori – come le parole della mamma di Ciro, che chiedeva una tregua tra le due tifoserie – non sembrano incidere. Alla violenza si deve rispondere necessariamente con la violenza.

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Edoardo Ciotola

21enne che continua imperterrito a parlare di 'farsi i viaggi' e che sogna di diventare giornalista sportivo di professione. Metà napoletano e metà spagnolo (d'adozione). Cresciuto a pane e Fabri Fibra, ama il calcio (la fede è quella interista) e ascolta qualsiasi tipo di musica. Insomma, non ha le idee propriamente chiare, ma è talmente orgoglioso da essere capace di farne addirittura un vanto. In fin dei conti però una cosa è certa: la sua anima è unita, tramite punti di sutura, alla scrittura e alla comunicazione, di qualsiasi forma esse siano.

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