Fulvio Collovati: “Le convocazioni hanno sorpreso anche me. Insigne può essere il valore aggiunto”

Fulvio Collovati, ex difensore della Nazionale italiana, ha parlato ai microfoni di Radio Marte.

Fonte immagine: Илья Хохлов, Football.ua
Fonte immagine: Илья Хохлов, Football.ua

Dalla suggestiva location di Amalfi, in cui domani riceverà un prestigioso premio nell’ambito della rassegna Football Leader 2014, s’è soffermato sulle prospettive azzurre in Brasile e le decisioni di Prandelli“Sono sorpreso, come un po’ tutti, del resto. Non mi aspettavo Insigne, così come non se lo aspettava nessun tifoso del Napoli, probabilmente. Il caso Giuseppe Rossi è comunque emblematico, soprattutto per come è stato gestito. Una gestione da codice etico che, in questo caso, andrebbe applicato a Prandelli. Ricordo che nel 82 tenne banco il caso Pruzzo, che giocò una partita nelle qualificazioni. Ci sono delle analogie, ma lui non venne proprio convocato. Non esistevano le pre-convocazioni come adesso. Darmian è di indubbio valore, ma alla fine non credo giochi. Abate è sicuramente più esperto, ma non credo che gli esterni possano fare la differenza. Differenza che può fare senza dubbio il centrocampo. Inoltre, bisognerà capire quanto sia lucido Balotelli. Poi c’è Insigne, piccolo, agile, scattante. In condizioni climatiche molto particolari come quelle del Brasile può fare senza dubbio la differenza. Come lo stesso Cassano. Il problema, per l’Italia, resta superare il turno. Non so da cosa dipenda, ma resta quello il problema principale. Una volta superato il turno può accadere di tutto. Ciro Immobile potrebbe essere la sorpresa di questo Mondiale. Ha le carte in regola per esplodere come Schillaci o Rossi nel 82. Le partite contro Argentina e Brasile dell’epoca sono irripetibili. La vittoria finale ha sempre lo stesso valore. Per come arriva, certo, quello del 82 è stato molto diverso. Koulibaly non migliora la difesa del Napoli. Nemmeno Paletta mi entusiasma. Preferisco Ranocchia, pallino di Conte e Benitez. Non riesco a capire perché a Milano venga poco valorizzato”.

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