Italia – Armenia 2-2: gli Azzurri mancano l’obiettivo “testa di serie”

L’Italia torna a calcare il prato del San Paolo di Napoli dopo sette anni e lo spettacolo offerto è stato a tratti positivo, sebbene il risultato finale non ci sia favorevole.

 

Fonte: Tommaso Naccari
Fonte: Tommaso Naccari

Cesare Prandelli, per la partita che chiude le qualificazioni ai prossimi mondiali, lascia in panchina Mario Balotelli preferendogli come punta centrale Daniel Osvaldo. Il modulo di riferimento è ancora il 4-1-4-1 e vede come esterni il romanista Alessandro Florenzi, a destra, ed il beniamino di casa, Lorenzo Insigne, sulla sinistra.

 

Vista la qualificazione già raggiunta con anticipo, il CT continua, quindi, con il turnover nella formazione, anche per valutare i papabili che potrebbero occupare i posti rimanenti nella rosa che dovrebbe partire per il Brasile.

 

PRIMO TEMPO – L’Armenia scende in campo con la giusta mentalità, non essendo disposta a recitare il ruolo della vittima sacrificale, tanto più che con una serie di risultati positivi potrebbe qualificarsi come seconda nel girone. La dimostrazione di ciò è la rete degli ospiti al 5’, quando Mkhitaryan recupera palla vicino all’area di rigore, in seguito ad un errore di Aquilani, e serve Movsisyan che supera senza problemi Bonucci e fredda Marchetti con un preciso rasoterra.

 

Gli azzurri sono fin troppo statici e confusionari. Il primo vero pericolo arriva solo al 22’ quando Insigne prova la conclusione da fuori area centrando il palo; Osvaldo sulla ribattuta non riesce ad angolare il colpo di testa e Berezovski blocca con facilità. Questo è, tuttavia, il preludio al gol: ancora Insigne ispira l’azione e mette la palla sulla testa di Florenzi che insacca con un bel colpo di testa (24’).

 

La rete sblocca i nostri che iniziano a fraseggiare con maggiore rapidità e qualità, ma, ancora una volta, gli armeni si rendono pericolosi: è Mkhitaryan a saltare un paio di uomini e spaventare Marchetti con un diagonale che non va molto lontano dalla porta (31’).

 

L’Italia comunque va ora in avanti con maggiore convinzione e meriterebbe anche il vantaggio: al 34’ grande numero di Insigne che sguscia via a limite dell’area con un colpo di tacco e fa partire un tiro che solo per alcuni centimetri non entra nello specchio della porta, quindi, sempre il folletto napoletano prova la botta al volo su cross di Abate, ma il tiro stavolta non è preciso (37’).

 

SECONDO TEMPO – La vittoria è fondamentale per garantirsi il posto da testa di serie al sorteggio del prossimo 6 dicembre, perciò Prandelli rompe gli indugi ed inserisce Balotelli al posto di un opaco Osvaldo (54’). La sostituzione ha l’effetto di mandare gli azzurri all’arrembaggio della porta armena ma, un’altra incertezza difensiva su una palla da fermo, permette agli ospiti di passare nuovamente in vantaggio con Mkhitaryan che beffa Bonucci e anticipa Marchetti in colpevole ritardo nell’uscita (70’).

 

L’obbligo di vittoria spinge ora il CT a stravolgere l’assetto della squadra e ad osare il 4-2-3-1 con l’ingresso di Giuseppe Rossi, al rientro in azzurro dopo il lungo infortunio. La mossa risulta azzeccata e dopo nemmeno un minuto Balotelli si incunea in area, su servizio in verticale di Pirlo, e supera il portiere armeno con un tocco d’esterno (76’).

 

Nell’ultimo quarto d’ora gli attacchi azzurri sono sempre più disordinati ma la rete della vittoria non arriva, anche se Balotelli va vicinissimo al gol producendosi in una spettacolare azione palla al piede dalla trequarti campo (91’).

 

Il fischio finale sancisce solo quanto era noto da inizio ripresa: siamo ormai fuori dalle teste di serie nel sorteggio pre-Mondiali.

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Salvatore Suriano

Redattore sportivo per passione, amo il calcio e lo seguo sempre con lo stesso interesse. Collaboro con SoccerMagazine dal luglio del 2013.

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