Le alte sfere e il mondo periferico

Il due giugno scorso Joseph Blatter, un ottantenne signore svizzero, esperto dirigente sportivo, ha lasciato la guida della Fifa, l’associazione che si occupa di coordinare i tornei internazionali di calcio e affini (calcio a cinque, beach soccer). Tra questi, il più importante a livello planetario è senza dubbio il campionato del mondo di calcio, che premia il vincitore con il trofeo della Coppa del Mondo.

Blatter Fonte: Roosewelt Pinheiro/Abr - wikipedia.org
Blatter Fonte: Roosewelt Pinheiro/Abr – wikipedia.org

L’antefatto è presto detto. Pochi giorni prima sette suoi collaboratori sono stati arrestati con l’accusa di aver partecipato per più di un ventennio a “un’associazione a delinquere volta ad arricchirsi attraverso la corruzione e il riciclaggio di denaro” per centinaia di milioni di dollari.

Durante lo scoppio dello scandalo, lo stesso Blatter era stato rieletto presidente. Per la sesta volta.

 

In attesa di sapere quale sarà la conclusione della vicenda, si potrebbe concludere che, quando un uomo gestisce un grande potere oltre un certo limite di tempo, la situazione peggiora.

«Un ingenuo detective di Brooklyn, che probabilmente non ha mai assistito a un vero incontro di calcio, comincia a indagare sugli scandali Fifa e arriva a scoprire quello che centinaia di milioni di tifosi sanno da sempre. Che il gioco più bello del mondo, con i suoi miliardari diritti tv, è fonte di corruzione, riciclaggio di denaro sporco, mazzette milionarie, interessi inconfessabili.» Questo ha scritto Curzio Maltese, commentando l’ennesimo scandalo legato al mondo del pallone sul numero 1420 del Venerdì di Repubblica.

 

Siamo abituati allo scandalo e ormai ci armiamo di un atteggiamento scettico per difenderci. Ma la passione resta viva in profondità, perché questo resta sempre il gioco più bello del mondo.

Continueremo a emozionarci guardando lo spettacolo di due squadre che si sfidano su un rettangolo verde inseguendo una sfera di cuoio.

Ma nelle alte sfere la situazione appare compromessa, perché i soldi in ballo sono ormai troppi, e quindi gli interessi. La frase: “è solo un gioco”, che dovrebbe essere l’ultimo giudizio quando si parla di sport, suona stupida.

 

Bisogna ripartire dal periferico, da zone che il denaro e la cupidigia non toccano ancora. Se ami il calcio, forse potresti pensare di iscrivere tuo figlio, o convincere tua sorella a mandare tuo nipote a un corso dove apprenda un calcio libero dalla gravità delle alte sfere.

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