Soli contro tutti – I migliori (ed i peggiori) portieri della 29a giornata

È arrivata la primavera. E nella prima giornata in cui si è fatta sentire è giunta una bella sensazione nei guantoni della maggioranza dei portieri. Quella sensazione che, più o meno forte, pervade lo spirito da numeri uno dopo una buona prestazione. La 29a giornata è molto positiva per il ruolo, con una lunga serie di partite in cui i portieri risultano essere tra i migliori, indifferentemente dal risultato finale. Le partite a disposizione diminuiscono vorticosamente e, volenti o nolenti, tocca giocarsi tutto (e di più) in meno di dieci scontri. La classifica fatica ancora a delinearsi completamente ma i portieri impiegati dimostrano ampiamente di meritarsi la Serie A. Ma come una rondine non fa primavera anche gli estremi difensori si devono confermare nei prossimi impegni, pena il futuro ricordo di traguardi svaniti per colpa di altri uccelli. Le papere.

 

L’oramai consueta analisi dei voti della Gazzetta dello Sport è particolarmente d’aiuto nel verificare l’ottima giornata. Sono ventuno i portieri scesi in campo questo weekend e diciannove di questi hanno ricevuto voti tra il 6 ed il 7. Un’ottima percentuale. Solo due sono stati giudicati insufficienti, con voti 5 e 5,5. Nessuna papera grave, per ritornare ai volatili, ma errori pagati (più o meno) a caro prezzo.

 

I migliori:

 

Non per niente è il portiere meno battuto della Serie A. E non è nemmeno un caso che sia per l’ennesima volta il migliore del suo ruolo. Ovviamente non può che essere Gianluigi Buffon, primo in classifica. Tiene in piedi la sua Juventus nel primo tempo in cui l’Inter esala gli ultimi respiri con gli attacchi che si può permettere. Va anche molto vicino al vantaggio se solo Buffon non fosse in una delle sue numerose serate di gloria. Il primo intervento lo compie su Milito, che, ritrovatosi in area calcia rasoterra. Ma il bianconero capisce tutto in anticipo e mangia metri di campo trovandosi a due passi dall’argentino parando a terra un destro che poteva diventare molto più pericoloso. La parata è molto più importante e difficile di quanto possa apparire. La velocità con cui Buffon chiude lo specchio della porta è altissima e super-efficace. Al 29° Forlan impegna il numero uno con una ravvicinata girata di testa sul primo palo. Il riflesso del portiere è pronto e con il braccio destro respinge il pericolo. La Juventus concede qualcosa di troppo e Stankovic lancia Milito in area che controlla e senza pensarci troppo calcia forte e centrale. Buffon prepara i pugni e respinge la botta avendo già calcolato il movimento dell’attaccante. L’ultima parata del primo tempo sarà anche praticamente l’ultima della partita: Stankovic calcia da fuori area e costringe Buffon ad un tuffo rasoterra a destra per controllare in corner il pallone. Il secondo tempo è lo spettatore più privilegiato della prova di forza della Juventus, rimanendo inoperoso. La stagione del bianconero è una delle migliori della sua carriera ma lui sarà soddisfatto solo se a maggio la Juventus potrà giocarsi lo scudetto all’ultimo respiro. Per poi conquistarlo. Of course.

 

Il secondo posto se lo aggiudica uno dei portieri migliori in queste prime ventinove giornate: Jean Francois Gillet. Pur giocando in una piccola squadra ha un’ottima media voto e pochi goal subiti lo confermano come un ottimo numero uno. La salvezza per il Bologna è oramai cosa fatta e contro l’Atalanta non entra mai in partita perdendo 2-0. Nonostante ciò Gillet riesce ad essere il migliore in campo dei suoi riducendo il probabile passivo molto più pesante. Il primo tempo termina 0-0 ed, ovviamente, il belga è protagonista in più di un’occasione. Ferma ogni attacco nerazzurro, risultando particolarmente ispirato nel parare i tiri da fuori. Il primo intervento è su un violento destro in corsa di Cigarini su cui il portiere si distende a destra respingendo la botta. Poco dopo controlla una punizione di lontano (ma insidiosa) di Gabbiadini stendendosi a sinistra, non facendosi ingannare da un piccolo rimbalzo. È ancora su punizione ci prova l’Atalanta con un sinistro violento di Manfredini su cui Gillet si deve superare  con un gesto atletico superlativo: tuffo rapido a sinistra e braccia lunghissime a respingere il pallone. Nella ripresa arrivano i goal atalantini su cui il belga nulla può. Ancora una volta Gillet si dimostra portiere affidabile anche in partite in cui la propria squadra non è al massimo della forza.

 

Come altre volte il terzo posto lo meriterebbero davvero in tanti. All’inizio si diceva dell’elevato numero di portieri che hanno giocato bene. Tra tutti una nota di merito va a Maarten Stekelenburg. Il portiere romanista è stato prodigioso su Ibrahimovic in almeno due situazioni. Ad inizio partita ha alzato sopra la traversa un destro violentissimo arrivato da una punizione dello svedese. Nella ripresa invece il gesto tecnico è stato simile ma la situazione di gioco completamente diversa. L’attaccante rossonero era solo contro il portiere  e ha calciato a botta sicura ma l’olandese con un prodigioso riflesso è riuscito a deviare sulla traversa il tiro. L’azione è stata talmente veloce che solo nel replay si è potuta apprezzare la gran parata di Stekelenburg. La formazione base della Roma è deficitaria in parecchi punti ma sicuramente il portiere del futuro è stato trovato. Non è da tutti sapersi ben comportare anche in stagioni altalenanti.

 

I peggiori:

 

Nelle dieci partite della giornata gli errori più gravi sono stati commessi da Antonio Mirante e Morgan De Sanctis.

 

Mirante ha qualche colpa su entrambi i goal segnati dal Cesena. Sul primo la respinta che porta al goal di Santana è sbagliata: la palla resta a pochi metri dalle mani del portiere del Parma che non fa in tempo a rialzarsi. Il goal di Del Nero non sembra imparabile e forse Mirante parte con un pizzico di ritardo e anche il gesto del tuffo non è rapidissimo come lui sa fare.

 

Il numero uno del Napoli De Sanctis invece vive un pomeriggio di uscite sbagliate e mancate. Per poco non combina un patatrac perdendo un innocuo pallone dopo un ‘uscita alta (ne sbaglierà anche una seconda) e quando dovrebbe uscire, come sul 2-2 di Lanzafame rimane in porta, forse memore di qualche errore precedente.

 

 

 

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Antonello Olivari – Twitter @anto_olivari

 

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