Le 5 domande della settimana-Dove ci si iscrive al De Zerbi fan club?

Il nuovo Sassuolo di De Zerbi, Justin Kluivert e il suo impatto nella Roma, i problemi di Mourinho, il nuovo-vecchio Barcellona e altri temi derivati dalla settimana calcistica trattati con domande e risposte

Ogni settimana calcistica cercheremo di porci 5 domande ispirate a ciò che è successo in campo e non, in modo da sviscerare insieme ai lettori gli argomenti e le curiosità del momento. Scelte degli allenatori, giocatori rivelazioni, problemi e quant’altro saranno messi sotto la lente di ingrandimento per provare a darci delle risposte, ma in realtà il vero intento è proprio quello di porsi delle domande.

Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
(Piero Angela)

 

1) Justin Kluivert può risolvere i problemi offensivi della Roma?

L’esordio di Kluivert in Italia è stato caratterizzato da un buon impatto e dall’assist vincente per il gol di Dzeko. Secondo quanto riporta OptaPaolo, si tratta del primo assist per uno straniero del ’99 che milita in Serie A. Il figlio d’arte non ha soltanto pescato il jolly dal mazzo, ma ha proprio rivitalizzato il reparto offensivo giallorosso col suo ingresso e la palla che ha mandato in porta Pastore (gol sbagliato dall’argentino), prima di quella per il bosniaco dopo lo slalom speciale sono la logica conseguenza. Nello scorso campionato la Roma ha vinto ben 10 partite con un solo gol di scarto, di cui 8 per 1-0, il reparto offensivo è stato spesso sorretto dalla produzione del solo Dzeko, almeno fin quando Under non ha impattato. Quest’anno con Schick, Cristante, Pastore e Kluivert la rosa di Di Francesco ha acquistato gol&assist, non di meno, però, sarà difficile trovare la quadra e decidere su chi puntare maggiormente (nonostante il turnover sarà di casa). A Roma è tanto veloce l’innamoramento per un giocatore quanto il contrario, perciò bisogna rendersi conto che sono stati 20 minuti ottimi e niente più al momento e che l’olandese ha dei difetti su cui deve lavorare, ad esempio il contributo in fase difensiva, rendersi utile senza palla e smarcarsi con più decisione, intanto offre un indubbio impatto offensivo e una velocità da non sottovalutare per un attacco un po’ troppo Dzekodipendente.

De Zerbi - Fonte immagine: www.sassuolocalcio.it
De Zerbi – Fonte immagine: www.sassuolocalcio.it

2) Dove ci si iscrive al De Zerbi fan club?

Dopo aver mostrato numerose idee a Foggia, Roberto De Zerbi si era guadagnato l’approdo in Serie A in una piazza tanto calda quanto complicata, il Palermo: la sua esperienza siciliana non fu granché fortunata. La scorsa stagione del Benevento era incominciata in modo tragicomico e, nonostante la salvezza fosse ormai un miraggio, il presidente Oreste Vigorito ha scelto di esonerare Marco Baroni per prendere un allenatore capace quantomeno di far divertire il pubblico, che ha sempre sostenuto la squadra in massa. Proprio in quei mesi con “le streghe” De Zerbi si è guadagnato la stima di parecchi addetti ai lavori e la possibilità di allenare una squadra più adatta a lui come il Sassuolo. Squinzi e Carnevali hanno messo a disposizione del mister la rosa che voleva e adesso sta a lui fare il resto; contro l’Inter alla prima giornata è decisamente partito col piede giusto. Costruzione del gioco dal basso anche col portiere coinvolto, triangoli che si formano per liberare il terzo uomo, occupazioni dei cosiddetti mezzi spazi (es: lo spazio tra difensore centrale e terzino) e interscambiabilità delle posizioni in attacco, specialmente tra Berardi e Boateng. Pep Guardiola, allenatore di riferimento per De Zerbi, dice che “il centravanti è lo spazio”, per questo per lui non fu un problema giocare senza ai tempi del Barcellona dove alternò Messi, Fabregas e altri in quella posizione; il Sassuolo parte con Boateng lì, che anche se già lo ha fatto con il fantastico Las Palmas di Quique Setién (ora allenatore dell’ancor più fantastico Betis) non è un centravanti classico e neanche ci si avvicina; De Zerbi lo sa bene. Magnani-Ferrari è una coppia difensiva da assortire e in generale la difesa è un reparto dove la materia prima è meno qualitativa sulla carta, perché invece a centrocampo e in attacco la panchina è profonda. Un’idea di calcio propositiva ha bisogno degli interpreti giusti e di un contesto favorevole, la sensazione è che De Zerbi a Sassuolo possa davvero fare bene e far divertire il pubblico.

3) SPAL: salvarsi è Semplic-i?

70 minuti bloccati in cui ci sono poche occasioni e il pareggio è nettamente il risultato più giusto, poi un lampo di Kurtic squarcia in due il derby. Lo sloveno è un lusso per una squadra in lotta salvezza e lo ha dimostrato sia quando a Gennaio scorso è approdato a Ferrara contribuendo non poco alla permanenza in A, sia questa stagione iniziando con un gol dalla distanza favoloso. Negli ultimi 5 anni 1.4 squadre retrocesse dalla A alla B erano neopromosse in massima serie e altre si salvano 1 anno per poi retrocedere quello successivo (Crotone). La Spal dunque dovrà andare contro le statistiche per guadagnarsi nuovamente la salvezza, ma se i numeri non sono confortanti, le prestazioni invece lo sono. I biancazzurri hanno fatto un mercato intelligente puntellando la panchina, aggiungendo Petagna al reparto offensivo, Fares a qualsiasi reparto data la sua duttilità anche se per ora dovrebbe fare l’esterno sinistro del 352 e due pirati dei centrocampi di Serie A e Serie B come Missiroli e Valdifiori. Il vero valore aggiunto della Spal risiede nel proprio allenatore Leonardo Semplici capace di due promozioni consecutive, condite dalla salvezza dello scorso anno; lui ha tutte le carte in regola per schierare settimanalmente una formazione ostica da affrontare, soprattutto in casa dove il tifo ferrarese si fa sentire, e con più armi rispetto all’anno scorso per arrivare al gol. La strada per restare in A è tortuosa e piena di insidie, ma gli “Estensi” partono con un vantaggio di 3 punti su altre competitor e con 1 anno di esperienza in più su altre.

Cruyff diceva: «Giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile», aggiungiamo noi: “per giocare un calcio semplice, ci vuole Semplici”.

4) A che punto è il Manchester United di Mourinho?

Dopo aver vinto contro il Leicester all’esordio per 2-1, lo United ha perso in malo modo 3-2 contro il Brighton. Il Manchester ha subito 2 schiaffi in 2 minuti, 25esimo Murray e 27esimo Duffy, a causa di una difesa terrificante che vede in Lindelof il protagonista in negativo. Bailly probabilmente ha disputato la peggior gara da quando è ai Red Devils e il solo De Gea non ha potuto tenere in piedi la baracca. Mourinho in estate ha cercato con insistenza un centrale, ma non è arrivato nessuno e la solidità difensiva resta un punto di domanda. Schierando Jones-Bailly tendenzialmente la porta sarà difesa meglio, di conseguenza però la qualità per far iniziare l’azione dal basso latiterebbe e viceversa con Lindelof-Rojo. L’allenatore portoghese non può neanche contare su un attacco scintillante che limiti il peso degli errori difensivi, insomma il Manchester non è una squadra che può puntare a vincere le partite per 4 a 3 anche perché non è lo stile dello Special One. Per lo United sarà fondamentale trovare l’assetto equilibrato a centrocampo scegliendo un trio utile in entrambe le fasi di gioco, in più Pogba-Lukaku-Lingard devono diventare leader al 100% di questa squadra. Un giocatore come Matic sembra imprescindibile (assente nelle prime due uscite) per Mourinho e in generale poter usare la rosa al completo, coi rientri dai mondiali, aiuterà il tecnico da Setubal dato che non può contare su un 11 titolare del livello di City (per altro irraggiungibile), Tottenham, Chelsea e Liverpool, deve fare della forza del gruppo il cavallo di battaglia. In campionato l’obiettivo acclarato è entrare in zona Champions, mentre nelle altre competizioni è cercare di andare più avanti possibile e magari vincerne una. Josè Mourinho per l’ennesima volta dovrà stupire con una squadra costruita non per i massimi livelli.

 

5) Il Barcellona dominerà nuovamente La Liga?

La vittoria della Supercoppa UEFA dell’Atletico Madrid ai danni del Real Madrid e l’addio di CR7 mi hanno fatto interrogare su quale sarà l’antagonista del Barça nella Liga 2018-19. La squadra del Cholo Simeone si è parecchio rinforzata nelle ultime due sessioni di mercato (prima aveva il blocco) ed è una seria rivale delle due superpotenze classiche, competitiva in tutti i reparti e con un allenatore e un sentimiento’ unici. Il Real Madrid di Lopetegui sulla carta parte leggermente favorito sui rivali cittadini nonostante i due episodi citati sopra; può davvero battere il Barcellona in 38 giornate? I campioni di Spagna in carica hanno ampliato la rosa così da poter far tirare il fiato a chi gioca di più per non arrivare stanchi alla fine della stagione come è successo l’anno scorso. Le novità tattiche del Txingurri Valverde sembrano essere principalmente due: 1) dopo aver riportato Messi molto vicino alla porta con enormi benefici la scorsa stagione, pare che Leo partirà da destra con Suarez più centrale o almeno contro l’Alaves si è visto questo. 2) Dembelè dovrà esser abile ad alternare la posizione molto larga, a quella più in mezzo al campo tra le linee per far salire Jordi Alba in proiezione offensiva.

Valverde ha perso due cardini come Iniesta e Paulinho, ma ha acquisito una rosa più profonda con la quale potrà sbizzarrirsi nel trovare soluzioni alternative. Messi, coadiuvato da Rakitic, Coutinho e Arthur, dovrà sobbarcarsi maggiormente compiti di playmaking (che svolge già divinamente) proprio perché si sentirà la mancanza di Iniesta e della sua capacità di comprensione del gioco, l’ex numero 8 blaugrana è un maestro nel capire quando rallentare, quando accelerare, quando rischiare e quando mettere la palla in banca. Queste qualità non si sostituiscono con un solo giocatore, bensì dovranno essere in molti a far scorrere la manovra anche a costo di essere meno attivi sotto porta (Messi comunque ha fatto due gol alla prima giornata, così per gradire) e lasciare a Dembelè, Suarez, Malcolm più responsabilità. Il Barcellona se riuscirà a trovare il giusto mix allora sì che potrà vincere nuovamente La Liga senza grosse difficoltà, farlo però è arduo e Atletico e Real sono avversari pronti ad azzannare nei momenti di difficoltà altrui.