Le 5 domande della settimana-Che si sono detti Di Francesco e D. Costa?

Nazionale, Champions, Serie A. Cos’è successo e cosa succederà in questi giorni? Ma soprattutto: qual è la verità del caso Di Francesco-Douglas Costa?

Come ogni settimana calcistica cercheremo di porci un massimo di 5 domande relative ai temi del momento.

Le risposte sono sempre limitate, provvisorie, insoddisfacenti. Le domande invece sono il vero motore dell’attività mentale: un uomo che non si pone domande, o che si contenta delle risposte, non va molto lontano.
(Piero Angela)

 

1) Chi mal comincia è a metà dell’opera?

Terza e quarta classificata nel 2017-18 sono partite a rilento raccogliendo soltanto 5 e 4 punti con calendari non impossibili. Entrambe sembrano bloccate in un guado: la Roma dal punto di vista tattico e di scelte, l’Inter da quello tattico e mentale. In una corsa Champions così tirata costa tanto perdere punti banali all’inizio, anche perché ora inizia il tour de force del doppio impegno settimanale. Di Francesco e Spalletti hanno poco tempo per trovare la quadra per svoltare la stagione, può essere una scelta tattica indovinata o la rivalutazione di alcuni elementi in rosa (ad es: Schick), certo è che le rispettive piazze sono esigenti e non hanno molta voglia di pazientare ancora. L’Inter ha allungato la rosa colmando alcune lacune, ma lasciandone principalmente due invariate: la poca qualità, anzi forse peggiorata dagli addii di Cancelo e Rafinha e l’assenza di leadership in campo. Certamente però non è una squadra in crisi nera o senza possibilità di invertire la rotta, idem per la Roma che ha numerosi giocatori in grado di svoltare una partita anche se non tutti si sono già integrati al meglio.

2) Il Frosinone è già nei guai?

Dopo la discussa vittoria nella finale playoff di Serie B contro il Palermo, il Frosinone è automaticamente diventato tra le più concrete candidate a retrocedere. 10 gol subiti e 0 gol fatti in 4 partite sono lo specchio di una squadra con evidenti lacune paradossalmente il pareggio senza reti con il Bologna, l’altra squadra apparsa molto in difficoltà finora, è una nota negativa. A Bergamo contro una Dea già in condizione fisica per i preliminari di Europa Legue, era ampiamente giustificata la prestazione dei ciociari. Contro la Lazio si sono disimpegnati discretamente

42, 52, 35, 37, non sono numeri da giocarsi al lotto bensì i dati del possesso palla delle 4 gare del Frosinone, 18esimo per tiri effettuati 30 (15 in porta) e un baricentro troppo basso per non subire gli avversari per lunghi tratti di gara. Il 5-3-2 di Longo appare come un’ammissione di inferiorità perché giocato con esterni non propositivi e almeno un attaccante disposto ad applicarsi in fase di difensiva e fare il lavoro sporco. Difficile però imputare colpe all’allenatore dato il materiale a disposizione, sarebbe però interessante veder giocare i ciociari per qualche partita consecutiva con una difesa a 4 e o un centrocampista in più per sfruttare le catene laterali oppure un attaccante per fare un 4-3-3 e cercare di proporre più gioco accettando ulteriori rischi in difesa. Il calendario offre Juventus e Roma come prossimi incontri, due gare dove sulla carta non dovrebbe raccogliere punti, ma se così fosse la quota salvezza si allontanerebbe pericolosamente.

3) La Nazionale italiana può fare meglio di così?

I due incontri inaugurali di Nations League hanno evidenziato molteplici difetti e ben pochi pregi.
La Nazionale non è da tempo una squadra solida e difficilmente battibile, se a questo aggiungiamo una tremenda difficoltà a rendersi pericolosa e nel creare chiare occasioni da rete, il risultato non può che essere negativo.
Il pareggio casalingo contro la Polonia, accorso per un rigore episodico procurato dal subentrato Chiesa, era stato già un forte campanello di allarme, ma il Portogallo privo di CR7 sembrava un avversario sulla carta quasi dello stesso livello e invece si è rivelata una trasferta infausta. I portoghesi hanno fatto girare palla con tranquillità, l’Italia ha pressato male ed è arretrata peggio. Il centrocampo è in totale difficoltà, a un giocatore di sistema come Jorginho vanno accompagnati giocatori con caratteristiche complementari, difficile integrare Cristante e Bonaventura in una mediana a 3 con l’ex Napoli. Si potrebbe provare Barella giocatore duttile in grado di rendersi utile in più moduli e tipi di gioco. In attacco il dubbio sul centravanti terrà banco ancora per del tempo, dato che nessuno ha convinto e/o si è distinto in positivo. Uniche note leggermente liete sono Donnarumma, Romagnoli e Criscito (non Chiesa perché non ha dato seguito al discreto ingresso in campo con la Polonia). Il tridente lusitano composto da i due Silva: Bernardo e André (suo il gol vittoria), e l’attaccante del Lipsia Bruma, ha messo a nudo le difficoltà nel coprire porzioni di campo ampie e la debolezza esterna degli azzurri. Il C.T. non ha a disposizione una generazione di fenomeni questo è chiaro, però è altrettanto chiaro che la Nazionale possa fare meglio di così specialmente nella fase offensiva, Mancini dovrà scendere a compromessi tra la ricerca del risultato, la crescita di alcuni singoli e il gioco. L’Italia “brutta” e perdente ha stancato, la marcia va cambiata e in fretta perché dopo la storica assenza ai mondiali, potrebbe arrivare lo smacco della retrocessione in Nations League.

Douglas Costa alla Juventus - Fonte immagine: sassuolocalcio.it
Douglas Costa – Fonte immagine: sassuolocalcio.it
4) Cos’è successo veramente tra Di Francesco e Douglas Costa?

Il caso più eclatante dell’ultimo weekend riguarda l’ormai celebre sputo di Douglas Costa nei confronti di Federico Di Francesco del Sassuolo. Il brasiliano si è scusato per il suo brutto gesto tramite i social, senza riferirsi però all’avversario, cogliendo anzi l’occasione per rimarcare la propria posizione tra i commenti. Dal canto suo, Di Francesco ha ribattuto prontamente alle accuse di offese razziste. Cosa si saranno detti i due, allora? Nel momento in cui vengono ripresi, i giocatori sembravano discutere animatamente, ma comunque in maniera lecita, il che ha reso lo sputo ancora più sorprendente. La sensazione è che questo episodio non sarà insabbiato facilmente. La risonanza mediatica è già estrema e considerando che Costa e Di Francesco hanno fornito versioni contrastanti, prima o poi una delle due dovrà prevalere sull’altra.

5) Che esordio avranno le italiane in Champions?

L’Inter in casa contro il Tottenham, il Napoli a Belgrado con la Stella Rossa, la Roma è ospite dei campioni in carica e la Juventus va al Mestalla di Valencia: una più difficile dell’altra. La squadra di Ancelotti giocherà in un campo dove non è mai facile far risultato e contro una squadra sì povera, ma con assolutamente niente da perdere, certamente per passare il girone i 3 punti sono d’obbligo. L’Inter nelle mura amiche contro gli Spurs ha l’occasione per riscattare l’inizio di stagione, vincere significherebbe un passo avanti per la mentalità della squadra e la missione appare più abbordabile dopo la sconfitta del Tottenham in casa con il Liverpool per 1-2 e le conferme delle assenze di Lloris, Alli, Trippier e Alderweireld. La Roma ha una gara semi impossibile perché Lopetegui ha già dato la sua impronta alla squadra senza far rimpiangere troppo l’addio di Zidane. Due cose possono confortare i giallorossi in vista del match del Bernabeu: 1) il Real meglio incontrarlo ai gironi dove può peccare di supponenza e cali d’attenzione; 2) un pareggio, anche ‘sgrassato’, sarebbe accolto come un trionfo mentre una sconfitta come una logica conseguenza. La Juve parte con una delle due partite più difficili del girone (l’altra è la trasferta a Manchester) e il 4-4-2 di Marcelino ha tutte le carte in regola per impensierire la formazione di Allegri. Il Valencia sa sia proporre calcio, sia attendere e ripartire con astuzia, perciò sarà molto interessante come sfida soprattutto per vedere se l’atteggiamento dei bianconeri  sarà o meno offensivo alla ricerca dei 3 punti. Non degli impegni facili, ma d’altronde in Champions League ce ne sono pochissime d’impegni facili.