Che fine ha fatto… Freddy Adu: il ”nuovo Pelè”, ma solo nei giochi manageriali

che fine ha fattoAmmettetelo, se siete appassionati di calcio almeno una volta avrete sentito parlare di Freddy Adu. Di lui avete ricordi sbiaditi, probabilmente legati a a qualche videogioco di calcio manageriale. Si dice che chi bene inizia è a metà dell’opera, peccato però che questo calciatore abbia avuto un inizio strepitoso per poi perdersi nel corso degli anni. Americano di origini ghanesi, classe 1989, diventa il giocatore più giovane ad aver mai giocato in Major League Soccer, debuttando a soli 14 anni. Subito convocato nella Nazionale Under 20, dove sforna una delle sue migliori prestazioni nella partita contro il Brasile (nel quale giocava un giocatore con un destino piuttosto simile, l’ex milanista Alexandre Pato) fornendo gli assist per entrambi i gol della sua squadra, partita che poi finirà 2-1. A soli 16 anni diventa anche l’esordiente più giovane della storia della nazionale maggiore USA. Sembrava essere, come dicono i suoi concittadini americani, “the next big thing”, infatti viene ingaggiato a soli 18 anni da un club prestigioso come il Benfica. Qui colleziona 20 presenze segnando 6 gol ed esordendo anche in Champions. Tutto sommato niente male per un 18enne sbarcato da un campionato piuttosto differente da quelli Europei come la MLS. Dall’anno seguente, però, inizia la sua parabola discendente. Tra il 2008 e il 2011 cambia tre squadre nel giro di tre anni, spaziando tra Francia (Monaco, 10 presenze e 0 reti), Portogallo (Belenses, 4 presenze e anche qui nessun gol) e Grecia (Aris Salonicco, 11 presenze e 2 reti). Dopo essersi allenato a inizio 2011 in diversi club minori europei, viene ceduto in Turchia al Riezspor fino al termine della stagione, dove colleziona 11 presenze andando a segno per 4 volte. Ad agosto 2011 torna in patria, al Philadelphia Union. Nell’aprile del 2013 viene ingaggiato dal club Brasiliano del Bahia di San Salvador, ma soli 7 mesi dopo lascia la squadra. A febbraio di quest’anno ha effettuato un periodo di allenamento per il Blackpool, senza però impressionare il coach Barry Ferguson che ha ammesso che nonostante Adu si sia allenando duramente, l’attuale rosa lo soddisfa pienamente, escludendo quindi la possibilità di ingaggiarlo permanentemente. Di lui si diceva addirittura che sarebbe stato il “nuovo Pelè”, ma al momento con O Rei ha in comune solo l’aver giocato nel campionato brasiliano. A dirla tutta però, il ragazzo è un classe 1989, quindi ha davanti a sé ancora 10 anni di potenziale carriera. Probabilmente non sarà candidato per il Pallone d’Oro, ma di tempo per un riscatto, anche se parziale, ce n’è abbastanza.

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Edoardo Ciotola

21enne che continua imperterrito a parlare di 'farsi i viaggi' e che sogna di diventare giornalista sportivo di professione. Metà napoletano e metà spagnolo (d'adozione). Cresciuto a pane e Fabri Fibra, ama il calcio (la fede è quella interista) e ascolta qualsiasi tipo di musica. Insomma, non ha le idee propriamente chiare, ma è talmente orgoglioso da essere capace di farne addirittura un vanto. In fin dei conti però una cosa è certa: la sua anima è unita, tramite punti di sutura, alla scrittura e alla comunicazione, di qualsiasi forma esse siano.

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