Che fine ha fatto… Mourad Meghni, il piccolo Zidane di Bologna e Lazio?

Se voi foste uno studente o una studentessa algerina di scuola media, tra le biografie dei grandi eroi della patria dovreste studiare anche quella di un certo Mourad Meghni. Che eroe nazionale lo è diventato rifiutando la maglia della selezione francese per scegliere quella delle Volpi del Deserto.

(C) Soccermagazine.it
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Dalle parti di Algeri lo chiamano il “petit Zizou”, il piccolo Zidane, è nato a Parigi e dopo la trafila delle giovanili in Francia si trasferisce al Bologna. Arriva in Emilia con la nomina del predestinato, fresco Campione del Mondo under17, titolo però vinto con la nazionale blues, ma soprattutto approda ai felsinei dopo il lungo corteggiamento di Sir Alex Ferguson che lo voleva nelle giovanili del suo Manchester United.
Calcisticamente si forma nel vivaio del Clairefontaine, vera e propria Cantera del calcio d’otralpe, da dove sono usciti campioni del calibro di Nicolas Anelka e Thienry Henry. L’impatto con il calcio italiano è subito positivo e con gli allievi del Bologna, allenati all’epoca da Stefano Pioli, oggi sulla panchina della Lazio, porta a casa il campionato del 2001 battendo in finale la Roma di Alberto Aquilani, Daniele Corvia, Damiano Ferronetti, Daniele Galloppa.
L’esordio in Serie A arriva nel 2003 e con i rossublu Meghni diventa subito un leader. Con i piedi parla una lingua diversa rispetto a quella dei compagni, fatta di tocchi pregiati e di tecnica sopraffina. La prima stagione si conclude con 8 presenze e 2 reti, la successiva con 13 presenze, quella dopo ancora con 17 presenze e 3 reti. Non sono numeri da capogiro ma il giocatore piace e a tratti incanta. Viene mandato in prestito al Sochaux per sbrinare i tratti ancora gelati del suo talento. Al rientro in Italia è titolare inamovibile: 35 presenze e 2 reti. Certo, Zidane è un altro pianeta, ma qualcuno che punta su di lui c’è.
È la Lazio, che lo acquista in comproprietà per 2.5 milioni di euro. Il primo anno in biancoceleste è costellato da fastidi muscolari e poche presenze. Quello che sembrava in salto di qualità decisivo si tinge sempre di più dei contorni della disfatta. Il giocatore si sente fuori posto, Delio Rossi non lo vede. Invece la dirigenza decide ancora di puntare su di lui e l’anno successivo, nell’ambito dell’affare Mudingay, il Bologna cede alla Lazio il resto del cartellino del calciatore francese. Ma la svolta tanto attesa non arriva, il fisico di Meghni si dimostra particolarmente fragile e incorre in una serie infinita di infortuni, che gli impediranno anche di prendere parte alla spedizione algerina per i Mondiali sudafricani del 2010. Alla fine la sua esperienza a Formello si conclude con 60 presenze tra campionato e coppe, con appena due reti, una con il Benevento in Coppa Italia, l’altra in Europa League con il Levski Sofia.
L’anno dopo, ad appena 27 anni, decide di chiudere la sua carriera nel mondo del calcio che conta. Accetta la ricca offerta dell’Umm Salal, squadra del Qatar. Al suo esordio in campionato, nella gara vinta per 5-2, Meghni mette a segno 4 reti. A fine stagione i gol saranno 22 per 14 presenze. L’anno successivo il piccolo Zidane passa al Al-Khor e poi al Lekhwiya dove ancora una volta gli infortuni hanno la meglio. Così il parigino dopo 10 anni di calcio a undici decide di reinventarsi: oggi gioca a calcio a 5, nello Champs Futsal, squadra di Champs-sur-Marne, piccolo paese alle porte di Parigi.
L’ex Bologna e Lazio, bandiera della nazionale dell’Algeria, è tornato a casa. Era partito da predestinato, da fantasista sulle orme di Zizou. Ora torna da intermedio di calcetto.

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