Le Stati(calci)stiche: Lacrime e corna

L’immagine dell’ultima  giornata di Serie A che rimarrà nei ricordi di tutti i tifosi è probabilmente quella di Mario Balotelli che, sostituto da Seedorf, mentre il Milan perde con il Napoli, si siede in panchina e inizia a piangere.

luca toni
(Luca Toni – Fonte: www.hellasverona.it)

Lacrime visibili a tutti, salvo poi coprirsi il volto con una tuta. Molti si saranno chiesti il motivo di un tale sfogo. E chi lo sa che non sia proprio una questione statistica: come fa notare OptaPaolo, Balotelli ha sempre perso contro i partenopei in carriera, tra campionati e coppe, con le casacche di Milan, Inter e Man City, 4 sconfitte su 4 incontri.

 

Brutta serata quella dei rossoneri al San Paolo, se non per l’ottimo esordio di Adel Taarabt, che ha trovato la rete con il suo quinto tocco di palla in Serie A. Grandi gioie, invece, per i napoletani, forti di un Gonzalo Higuain a segno in tutte le ultime 3 gare giocate contro i milanisti, tra massimo campionato e Champions League. E forti soprattutto di un intero reparto offensivo in gran forma: sono stati 14 i tiri nello specchio degli uomini di Benitez Napoli durante il match, numero inferiore solo a quello della Juventus contro il Verona, quando i tiri furono 15.

 

Azzurri e bianconeri sono accomunati anche da un altro record, quello delle reti siglate nei primi tempi, 25 per entrambe. Per gli juventini ciò è stato possibile grazie alla doppietta di Tevez, la quale, tuttavia, non è stata utile per agguantare i tre punti a causa del pareggio raggiunto dal Verona. La prima rete scaligera porta la firma di Luca Toni, che giunge a quota cinque nella classifica dei goal di testa, un primato condiviso con l’avversario Llorente. Si vede, quindi, che la squadra di Conte è abituata a dare incornate sotto rete, piuttosto che subirle: quelli segnati dai ragazzi di Mandorlini, infatti, sono i primi due gol di testa subiti dalla Juventus in questo campionato.

 

Le partite disputate in questo turno non hanno suscitato, in realtà, grandi emozioni. Si segnala certamente la vittoria del Bologna, anche solo per una questione numerica: insieme al Torino erano la squadra che aveva ottenuto il maggior numero di pareggi. Insomma, tutti si attendevano una X alla fine della gara e invece è giunta la vittoria dei felsinei. Per i granata va evidenziata la settima rete nelle ultime sette presenze di Ciro Immobile, in pratica una ogni 2,5 tiri effettuati. Gli uomini di Ventura, tuttavia, devono fare i conti anche con la sfortuna: con quelli di Glik e Cerci sono 12 i legni colpiti dal Torino in questa Serie A, record stagionale.

 

Il derby della Capitale non sarà certo ricordato per le esultanze. Si è concluso con uno zero a zero che non accontenta nessuno. Soprattutto la Roma che non approfitta del mezzo passo falso della prima in classifica e può solo gioire di un dato: non ha subito tiri nello specchio della porta in nessuno delle ultime due stracittadine in campionato.

 

 Incontri “particolari” quelli a cui si è assistito negli anticipi e nel posticipo. La Fiorentina ad esempio ha potuto festeggiare la vittoria contro l’Atalanta grazie al decimo goal su 22 segnato nella prima mezz’ora di gioco da Josip Ilicic. Tuttavia il team di Montella deve ritrovare la sua aggressività: ha avuto appena il 49.7% di possesso palla, la percentuale più bassa fatto registrare dai viola in questa Serie A.

 

Altra vittoria, invece, per l’Udinese. Un risultato sempre sorprendente, dal momento che il gruppo di Guidolin ci stava abituando ad esiti non sempre brillanti. Sarà merita anche del risveglio di Antonio Di Natale, a segno in 4 delle ultime 5 partite giocate tra campionato e Coppa Italia.

 

Infine la gara notturna tra Inter e Sassuolo. I nerazzurri vincono di misura grazie alla terza rete segnata in sei incontri, tutte firmate da un difensore. In questo caso il sigillo è del ritrovato Walter Samuel, che non segnava in Serie A da 490 giorni: ultimo goal al Milan nell’ottobre 2012.

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