Ariedo Braida tra Barcellona e Milan: “Messi è un extraterrestre. I rossoneri possono tornare in alto”

Tra passato, rappresentato dal Milan, al presente, che ha i colori e il nome del Barcellona, senza trascurare qualche piccolo ed interessante aneddoto.

Ariedo Braida. Fonte wikipedia Autore Razzairpina
Ariedo Braida. Fonte wikipedia Autore Razzairpina

Ariedo Braida, ex dirigente di lungo corso rossonero e attualmente direttore sportivo dei catalani ha parlato a ‘Radio Rai’ della sua carriera. Era inevitabile toccare l’argomento Lionel Messi: “Messi è un extraterrestre, l’icona del calcio mondiale. Qui è amato da tutti, se cambiasse squadra farebbe un errore. Ha una clausola di rescissione da 250 milioni, ma con tutti questi investitori non si sa cosa potrà succedere in futuro…”. La Pulce è solo l’ultimo gioiello che Braida ha visto calcare un campo di calcio. Durante la sua militanza al Milan infatti sono stati tanti i top player che hanno sposato la causa del club: il dirigente ne ricorda qualcuno, senza affatto trascurare l’attuale situazione che la sua ex squadra sta attualmente attraversando. “Il mio cuore è sempre rossonero, il Milan è una grande società che non è in un bel momento ma ha tutte le potenzialità per tornare in alto – ha dichiarato – In passato ha acquisito i migliori campioni che c’erano in circolazione, da Van Basten a tutti gli altri olandesi e poi Desailly, Boban, Savicevic, Weah, Thiago Silva ,Kakà e Shevchenko”.

E proprio sull’attaccante ucraino Braida rimembra un particolare episodio che l’ha visto protagonista insieme ad Adriano Galliani, inizialmente colpito negativamente dalle qualità del giocatore:  “Shevchenko lo avevo visto giocare e mi era piaciuto tantissimo perché lo vedevo esplosivo come Gullit. Andiamo a vederlo e quella sera non toccò palla, così Galliani mi rimproverò, ma poi andammo a Kiev e io gli portai una maglietta del Milan dicendogli che con quella casacca avrebbe vinto il Pallone d’Oro. E così fu”. 

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Olivio Daniele Maggio

Originario di Francavilla Fontana, città dell'entroterra brindisino. Laureato in Scienze della Comunicazione e cresciuto praticamente a pane e calcio, coltiva molte aspirazioni tra cui quella di diventare giornalista professionista, ruolo che oscilla su un filo che divide il lavoro e la passione.

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