Cagliari-Roma, Garcia in conferenza stampa: “Saremo in Champions League ma vogliamo farlo da primi o da secondi”

Rudi Garcia, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa della sfida di domani contro il Cagliari alle ore 15:00. Queste le dichiarazioni del tecnico francese:

Rudi Garcia. Fonte: Riccardo Cotumaccio
Rudi Garcia. Fonte: Riccardo Cotumaccio

La Roma non vince a Cagliari da 19 anni. Considerando la gara d’andata, che difficoltà si aspetta?

Dimostra che è difficile vincere in trasferta, ma le statistiche si possono anche cambiare”.

Ha detto di guardare avanti. La Juve è favorita per lo scudetto e per l’Europa League?

“Ovviamente, noi faremo in modo di accorciare lo scarto a -5, poi vedremo. Dobbiamo fare il nostro e poi aspettare. Sull’Europa, hanno una squadra costruita per vincere la Champions, vale lo stesso per l’Europa League”.

Momento cruciale della stagione?

Ma per me non cambia nulla, l’unica cosa è arrivare alla fine della stagione. Resta ancora un mese e mezzo, quando ci sono meno partite chi sta dietro ha meno diritto all’errore. Per questo domani andremo a Cagliari per prendere i 3 punti, il miglior modo per mantenere lo scarto sul terzo e diminuire quello sul primo”.

La litigiosità del campionato italiano la meraviglia? Dicono che somiglia a Conte, è così?

“Io mi conosco abbastanza bene, ma sugli altri allenatori bisogna conoscerli prima di parlarne. Le migliori persone per rispondere a queste domande sono i giocatori, che possono avere un giusto avviso. Sul resto non ho nulla da dire, mi importa solo il campionato della Roma e andare avanti con il mio club”.

Ha preparato questa partita rivedendo la partita d’andata, dove ci furono molte occasioni prodotte, o le ultime del Cagliari?

“Non le ultime del Cagliari, ho rivisto questa partita ma non abbiamo parlato di questo”.

Le danno fastidio le critiche ai singoli nonostante quanto è stato fatto?

No, avevamo un obiettivo matematico, che era il ritorno in Europa. E’ già stato raggiunto, con tante partite da giocare è naturale cambiare obiettivo. Ora puntiamo alla qualificazione diretta in Champions. Sul primo posto il destino non è nelle nostre mani, ma per il secondo si. Un altro obiettivo è giocare per la felicità dei tifosi, a rivedere l’esultanza di Taddei ci siamo riusciti. Ridare il sorriso a tifosi e giocatori, l’immagine di Taddei è un esempio. Era un obiettivo più importante della classifica. Se  è possibile raggiungere questo obiettivo, la classifica è una conseguenza”.

Ljajic, lei ha detto che può diventare come Hazard. Vede il suo stesso atteggiamento? Lça segue in tutto?

Ljajic è come un diamante grezzo, Hazard era lo stesso quando arrivò al Lille. Per Adem può succdere lo stesso. Non dimentico che ha fatto 5 gol e 5 assist”.

Quanto in alto vuole che arrivi la Roma per continuare ad allenarla?

Il più in alto possibile. Penso che bisogna crederci fino alla fine, dopo sarà una stagione eccezionale. Ma dobbiamo fare in modo di andare avanti, perché non è finita. Poi sarà il momento di parlare della prossima stagione coi proprietari e i direttori che sono qui ogni giorno e vedere quello che possiamo fare. Bisogna prima raggiungere questo finale di campionato e fare in modo di essere più in alto possibile. Penso sarà tutto più facile a fine stagione. Se parlo oggi dicendo di stare tutti concentrati sulla partita e inizio a parlare di mercato, non va bene. Non voglio cadere in questa trappola”.

Quella di domani non sarà una partita come le altre per Nainggolan. Che settimana è stata per lui?

Si, abbiamo parlato, ma è sempre così quando un giocatore gioca contro la sua ex squadra. Per Radja sul piano emotivo sarà una sfida particolare, ma farà il massimo per la Roma per vincere con noi, con tutto il rispetto per la sua ex squadra.

Rispetto all’inizio del campionato la Roma gioca diversamente, con pressing offensivo e difesa più alta. Una scelta dettata dal finale di campionato o in vista del prossimo anno?

“Lo abbiamo fatto sempre, da inizio stagione. Dipende dal momento, ma c’ sempre un momento nella gara dove c’è questa strategia di dare fastidio a chi porta palla e recuperare palloni alti, per essere più vicini alla porta. Può anche succedere di creare spazi che non esistono contro un avversario ben preciso”.

Rispetto a un anno fa, quando le furono imposte cessioni importanti come Lamela, Marquinhos e Osvaldo, quest’anno si sente in una posizione più forte?

Da inizio stagione abbiamo lavorato mano nella mano con Sabatini, lo faremo anche in futuro. Prima viene l’economia, vedremo che succederà. Non serve a nulla tornare indietro, avevamo bisogno di vendere di più la scorsa estate ma abbiamo fatto in modo di costruire una rosa per tornare in Europa, vuol dire che le scelte sono state giuste e vedremo di fare così anche la prossima estate. Quando c’è il mercato, non esiste il 100% di successo. Ci sono tanti parametri da valutare: non solo il talento del giocatore, ma la sua adattabilità alla squadra. Per questo molti giocano alla grande da subito e per altri serve tempo. Anche per questo migliorare una rosa è più facile”.

L’attuale squadra può superare un ipotetico girone di Champions?

La rosa del prossimo anno non sarà lo stessa. Forse il Barcellona non cambierà, ma ogni rosa del mondo cambia almeno un giocatore. Per ora non posso rispondere, bisognerà vedere la squadra del prossimo anno, ma siamo tutti d’accordo: vogliamo la migliore Roma e quella di quest’anno non è affatto male”.

Le prossime partite con Atalanta e Fiorentina Ha previsto contromisure per Daniele Conti, sempre una bestia nera per la Roma?

“Non parlo mai di gare che arrivano tra 15 giorni, mi interessa il Cagliari e loro hanno giocatori forti, ma anche noi li abbiamo”.

De Rossi è il centrocampista più utile in questa Serie A per passaggi riusciti. Ha pensato di spostarlo più avanti. Come lo definirebbe?

De Rossi è uno dei più grandi centrocampisti della mia carriera, per questo nel mio gioco tocca tanti palloni e non perde mai la palla. Quando un centrocampista gioca più alto si prende più rischi e ha meno passaggi riusciti. Bisogna provare il passaggio decisivo, Daniele lo può fare, ma perché togliere un giocatore che d il meglio davanti alla difesa? Al momento non è il caso di perdere equilibrio. Come definirlo? Non lo so, troveremo un modo” (ride, ndr).

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