Esclusiva-Violenza allo Juventus Stadium: testimonianza e denuncia di un tifoso del Napoli disabile

La storia di un tifoso disabile aggredito allo “Juventus Stadium”.

Giovanni è un grande tifoso del Napoli, segue la sua squadra da sempre, inneggiando con tutte le sue forze ai suoi beniamini sia in campo che fuori. Domenica 1 Aprile 2012 Giovanni ha deciso di seguire la sua squadra del cuore fino a Torino, dove il Napoli avrebbe dovuto affrontare la Juventus, incuriosito anche dall’avveniristica struttura dello “Juventus Stadium”.

Copia della denuncia di Giovanni verso i suoi aggressori, ceduta in esclusiva a Soccermagazine. Clicca due volte per ingrandire

A bordo della sua vettura, insieme ad un gruppo di amici, raggiunge lo stadio, emozionato e trepidante per lo spettacolo a cui andrà ad assistere, parcheggiando in uno spazio riservato agli invalidi, perché Giovanni è disabile ed ha un’invalidità riconosciuta del 74% poichè soffre di una malattia neuromuscolare, ma i suoi problemi fisici non lo scoraggiano quando si tratta di stare vicino alla propria squadra del cuore.

 

Dopo aver consumato un panino in compagnia dei suoi amici di trasferta, Giovanni si reca all’esterno dello stadio, in attesa dell’apertura dei cancelli e che gli fosse finalmente concesso di assistere allo spettacolo. Ma Giovanni non aveva fatto i conti con la stupidità umana, non aveva fatto i conti con la cieca violenza di cui fanno uso alcune frange di “pseudo-tifosi”. Il ricordo è chiaro e limpido, lo scoppio di una bomba carta e l’immagine di alcuni sostenitori azzurri che fuggono  via rincorsi da un numero imprecisato di Ultras della Juventus. Giovanni cerca riparo, vorrebbe raggiungere un furgoncino degli agenti in tenuta antisommossa, ma a causa delle sue condizioni fisiche non fa in tempo, cercando un riparo fortunoso per sfuggire all’ira ingiustificata degli ultras juventini. Nascosto dietro un palo, per evitare di essere colpito da una delle numerose bottiglie di vetro lanciate nella sua direzione, Giovanni riceve ben presto la “visita” di due delinquenti, un uomo ed una donna, che cercano ingiustamente di privare Giovanni della propria sciarpa del Napoli: costui non oppone resistenza ma bensì cerca di spiegare ai suoi aggressori di non voler cercare lo scontro urlando “Lasciatemi stare, sono invalido, non posso difendermi”, ma se queste parole bastano a spegnere le velleità della donna non riescono a distogliere le attenzioni dell’aggressore uomo, che si avventa contro il povero Giovanni colpendolo violentemente in viso con un pugno e spaccandogli, oltre ad un dente, anche gli occhiali.

 

La seconda parte della denuncia

Giovanni è turbato da quello che è avvenuto, avrebbe voluto assistere soltanto ad una partita di calcio, ed invece è stato sottoposto ad una ingiustificata aggressione da parte di sconosciuti  criminali che utilizzano il calcio per fare violenza. Si sarebbe potuta evitare questa aggressione ad un povero invalido? Probabilmente si, garantendo un maggiore controllo della sicurezza intorno allo stadio, cosa invece non riscontrata né da Giovanni né dai suoi accompagnatori.

Questa storia triste, che fa accapponare la pelle per la crudeltà e l’ingiustificata violenza, trova terreno fertile nel mondo del calcio, o almeno in una sua sfaccettatura, che vede nell’avversario un NEMICO da distruggere, con tutti i mezzi, anche arrivando ad invocare tragedie di massa come l’esplosione del Vesuvio. Certamente per rendere i nostri stadi un posto migliore, non basterà costruire strutture all’avanguardia come lo “Juventus Stadium” ma si dovrà inculcare nei tifosi una mentalità diversa da quella dell’odio e dello scontro che purtroppo  è andata in scena  allo “Juventus Stadium” di Torino.

Cliccando sulle immagini potrete leggere la denuncia di Giovanni alle forze dell’ordine (i nomi sono stati oscurati per motivi di privacy).

Ecco invece il referto del pronto soccorso:

Il referto del pronto soccorso


 

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