Gasparin: “A Catania in due anni pronto il nuovo stadio”

CATANIA – Sergio Gasparin (dg Catania) aspetta, come aspetta tutta Catania. Guarda a Roma, ma non perché a Roma andrà, insieme al Catania, per bagnare l’esordio nel prossimo campionato di serie A (il 7° consecutivo, è record, per gli etnei, ndr), guarda a Roma perché da Roma, come tanti catanesi, e tanti altri dirigenti e tifosi di calcio, attende da anni quel che è sempre stato “questione di giorni”, troppi giorni evidentemente. Una legge, importante, fondamentale per l’azienda calcio, quella sugli stadi, quella che ozia accomodata tra gli scranni d’un pigro Senato, pronta, in attesa di approvazione, ferma.

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“La nostra società – afferma Gasparin a Repubblica – ha in progetto di riavvicinare i suoi tifosi, le loro famiglie, al calcio giocato, al campo di gioco. I numeri registrati in questa prima fase della campagna abbonamenti dicono che la strada delineata è quella giusta, abbiamo invertito la flessione degli anni passati, speriamo di chiudere oltre quota 10.000. Tuttavia, solo la costruzioni di un nuovo impianto sportivo, adeguato alle nuove esigenze del fare e vivere il pallone allo stadio, potrà dar lo slancio necessario perché quanto programmato possa realizzarsi come programmato. Aspettiamo fiduciosi l’approvazione della legge sugli stadi, auspicando che a via di emendamenti su emendamenti non si stravolgano i concetti fondamentali che ne fanno una pietra miliare per tutte le società calcistiche”. 

Una legge che, pur essendo l’Italia la patria europea del calcio, arriverebbe in ritardo rispetto a tutto il resto d’Europa che, anche grazie alle lungaggini della politica italiana, è riuscita (vedi Germania, Spagna) a sopravanzare il volume d’affari, il prestigio ed i riscontri sportivi della serie A: “Qui non si tratta di promulgare una legge innovativa – continua Gasparin – ma di permettere all’Italia di allinearsi agli standard europei che stanno sancendo sempre più netto il divario tra il nostro calcio e quello degli altri paesi europei. Siamo indietro non più rispetto solo ad Inghilterra, Spagna o Germania, ma anche rispetto a Svizzera, Olanda, Polonia e così via. Una volta approvata la legge, in due anni saremmo in grado di passare dal cantiere al taglio del nastro augurale”. 

Il progetto del nuovo stadio è stato presentato nei giorni scorsi di concerto tra Comune e Calcio Catania. Secondo le volontà del club consterà di 30.000 posti a sedere circa, sarà privo di pista d’atletica e totalmente eco-sostenibile. Per sveltire le altrimenti ineludibile lungaggini burocratiche, verrà edificato nel quartiere periferico di Librino, all’interno di un parco che la stessa società si incaricherà di costruire in rispetto di quanto stabilito dal piano urbanistico vigente che individuava già l’area come destinata alla costruzione di strutture sportive. All’interno della struttura, questa è la grande novità, avranno sede gli uffici del centro direzionale del comune etneo, soluzione che permetterà di sgravare il centro cittadino dal traffico generato da quegli uffici adesso tutti lì addensati, oltre a permettere un presidio sociale più intenso d’un territorio periferico sempre particolarmente delicato dal punto di vista della difesa della legalità.

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