Inter, l’ex presidente Pellegrini: ” Zanetti futuro dirigente, mi ricorda Facchetti”

Esattamente trent’anni fa Ernesto Pellegrini diventava presidente dell’Inter.

Fonte: inter.it
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Dopo tanto tempo l’ex numero uno dei nerazzurri rimembra, con un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport‘, quei tempi:”Con Fraizzoli avevo firmato il passaggio delle azioni in gennaio, ma il primo giorno ufficiale alla guida della mia squadra del cuore fu proprio il 12 marzo. Ho sempre negli occhi quel pomeriggio al ‘Club degli Amici’ in zona Brera, con il pianto di Fraizzoli, galantuomo con valori antichi cui sarò sempre riconoscente e la carezza di benvenuto dell’avvocato Prisco. Incominciava una grande avventura, di cui ricordo tutto, gioie e dolori”. Pellegrini parla delle soddisfazioni e delle vittorie sul campo, citando il primo acquisto della sua era:” “Il mio primo acquisto Rummenigge, lo scudetto dei record del 1989 con Trapattoni, le due coppe Uefa quando la coppa Uefa contava”, ha dichiarato l’ex presidente. E si sa, in un’avventura qualsiasi ci sono gioie ma anche dolori. Rimane ancora la ferita della Coppa Uefa del 1985:”Non ho mai digerito la rabbia per aver perso quella che sarebbe stata la mia prima coppa Uefa, nel 1985. In semifinale avevamo battuto 2-0 il Real Madrid a San Siro. Al ritorno vinsero gli spagnoli 3-0, ma sull’1-0 una biglia colpì alla testa Bergomi. L’errore fu quello di non portarlo subito in ospedale”.  Pellegrini ricorda anche episodi recenti, come il primo incontro con Erick Thohir. “L’ho invitato a casa mia a pranzo, prima del derby. Avevo invitato anche Moratti, ma era in America e al suo posto venne il figlio Angelomario. C’erano 35 amici interisti e Thohir ha fatto a tutti un’ottima impressione. Alla fine era soddisfatto, mi disse che sarebbe tornato con la famiglia perché aveva mangiato bene”. Infine, la chiusura sul futuro di Zanetti:“Lo vedo più come dirigente e in quel ruolo può essere molto utile sia a Thohir sia a Mazzarri. Mentre dicevo che Guarin mi sembra una via di mezzo tra Berti e Matthaeus, Zanetti mi ricorda Facchetti al cento per cento. E questo è il miglior complimento perché Facchetti era Facchetti”.

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Olivio Daniele Maggio

Originario di Francavilla Fontana, città dell'entroterra brindisino. Laureato in Scienze della Comunicazione e cresciuto praticamente a pane e calcio, coltiva molte aspirazioni tra cui quella di diventare giornalista professionista, ruolo che oscilla su un filo che divide il lavoro e la passione.

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