Inter, Melo si presenta: “Mi voleva già Mourinho, ora sono finalmente qui”

Felipe Melo, giocatore a lungo inseguito dall’Inter e finalmente arrivato, è stato presentato oggi in conferenza stampa.

Felipe Melo Foto di Ultraslansi - Wikipedia
Felipe Melo
Foto di Ultraslansi – Wikipedia

Il centrocampista, già allenato da Roberto Mancini nel Galatasaray, commenta così la lunga trattativa:”Paura di non arrivare?Paura no, la porta che Dio apre non la chiude nessuno. Ero tranquillo e aspettavo l’opportunità“. Ora è finalmente arrivato ma, nel passato, tante sono state le possibilità di vederlo a Milano: “Quando ero alla Fiorentina firmai un pre-contratto, mi voleva fortemente Mourinho. Poi non so perché la trattativa si è rallentata. Dopo il primo anno al Gala avevamo ancora parlato, poi il tempo è sempre di Dio e anche se 5-6 anni dopo conta che io sia qui”.

Si parte subito dalla condizione dell’Inter, uscita molto diversa al termine del mercato: Trovo un’Inter piena di fame, che vuole vincere. Quando ero qui in Italia l’Inter vinceva sempre, è un piacere essere in una squadra abituata a vincere. Penso di poter dare una mano alla squadra. Credo che l’Inter in ogni torneo sia favorita, poi si vedrà cosa possiamo fare. É una grande che deve pensare sempre a vincere”.

Ex juventino, Melo spiega di non cercare rivincite, e svela il perché del nome di suo figlio: “Mio figlio si chiama Lineker perché il nome piaceva a mio padre. Non c’entra col giocatore. Io penso al presente e al futuro, perché sia bello devo lavorare nel presente. Penso di fare bene qui, quello che è successo è successo. Nel Gala ho fatto la storia, ho parato anche un rigore (ride, ndi) e voglio ripetermi qui“.

Da non sottovalutare la sua condizione fisica: Io sono più indietro rispetto ad Alex (Telles), sono tornato 20 giorni dopo. Mi manca qualcosa, ma per il derby sarò pronto. Cattivo? Un giornalista dovrebbe prima dire che Felipe l’anno scorso non è stato mai espulso. Il passato è altro, una persona quando passa il tempo impara, non sono quello di 10 anni fa e ogni anno miglioro nel carattere. Le ammonizioni ci saranno sempre, gioco a centrocampo e se devo fermare un avversario lo fermo senza pensarci”.

E, proprio di Telles, ha poi parlato Melo: “Credo che Alex sia un giocatore con un sinistro magico, è giovane e ha prospettive importanti. Ha voglia di vincere e di andare in Nazionale. É un vincente, questo è molto positivo. Sneijder? Mi ha detto solo ‘in bocca al lupo’ e gli ho risposto ‘crepi'”.

Tornando all’Inter, e in modo particolare al suo centrocampo, il brasiliano commenta: “Sull’aspetto caratteriale avere tanti giocatori con forza è tanta roba. Non sono meglio di nessuno, ma posso dare tanto a questa squadra, che è giovane. Magari il club mi aiuterà a tornare in Nazionale. Per quello sono tornato. Kondogbia? Lui è giovane, ha una prospettiva importante e ha già un grande nome. Possiamo fare cose importanti, ma non bastano le parole. Dobbiamo lavorare e mettere tutto sul campo”.

Importante è anche il rapporto con i tifosi che vanno conquistati: “Da oggi che si gioca alle 19.30 (amichevole contro il Lecco, ndi). Poi il derby sarà importante, penso di fare la storia qui come al Galatasaray. Lo dissi al mio arrivo, volevo vincere qualcosa e qui ho le stesse aspettative per entrare nel cuore dei tifosi”.

Per finire, Melo spiega il perché del numero di maglia: “Io sono cristiano. L’83 è il mio anno di nascita, l’8 è l’infinito e il 3 è la Trinità”.

 

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