Inter, parla Moratti: “Triplete? Un ricordo bellissimo. Mancini ci porterà alla vittoria”

L’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di “Dribbling” in cui sono riemersi tutti i ricordi dell’anno del triplete.

La dirigenza nerazzurra - Fonte: inter.it
La dirigenza nerazzurra – Fonte: inter.it

 Sono passati 5 anni da quella meravigliosa notte al Bernabeu, da quella finale storica che ha permesso ai nerazzurri di vincere la Champions League, Moratti la rammenta e commenta anche l’impresa della Juve: “Adesso sta tentando qualcun’altro di ripeterlo. Ce la faranno? Io li ho visti molto determinati, credo che questa sia una delle qualità necessarie per poter ottenere questo tipo di risultato. Quindi vedremo. La finale col Barcellona è uno scoglio difficile, ma una finale è sempre uno scoglio difficile. Per quanto riguarda l’Inter certamente rimane nel cuore questo successo, specialmente la Coppa dei Campioni è qualcosa che diventa un ricordo bellissimo. La finale non è stata poi così difficile come si pensasse, perché avevamo sofferto così tanto nell’altra finale, che era una finale, quella del campionato Siena. In fin dei conti quella di Madrid era una festa, per me è stata una festa dal primo all’ultimo minuto“. Il rapporto con Mourinho, grande condottiero che ha guidato l’Inter dal 2008 al 2010, è ottimo: “Se lo sento ancora? Sì, anzi una delle volte che l’ho sentito che era qualche mese fa mi aveva dato l’idea che era il quinto anno dalla Coppa dei Campioni e dovevamo fare qualcosa per ricordarci, perché è stata una delle cose più belle della sua vita. È stato molto carino. E poi ogni tanto lo sento, specialmente adesso che ha vinto il suo campionato mi ha fatto molto piacere salutarlo“. A cinque anni dalla vittoria del Triplete, il bilancio, adesso, non è dei migliori, ma Moratti è fiducioso e crede nella rinascita: “Sono cambiati i giocatori, il presidente, gli allenatori. Naturalmente è un momento in cui si sta ricostruendo, è un momento di novità e come tale bisogna prenderla con pazienza. Mancini è una persona di talento, lo era giocando a calcio e quel talento ce l’ha anche come allenatore. Alla fine qualcosa di molto buono porterà. Touré credo che sia la persona giusta da mettere dentro. Poi tutti quelli che sono i problemi relativi all’acquisto di Touré, cioè il valore e l’età, li lascio volentieri ad altri“. Non mancano le parole di rammarico e un tocco di malinconia per aver lasciato il suo club nelle mani di Thohir: L’ho fatto con grande dispiacere, ma nello stesso tempo con la sicurezza che fosse la mossa giusta“.

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