Inter-Roma, parla l’ex Chivu: “Inter da zona Champions, Roma in calo”

In vista dell’anticipo di sabato sera tra Inter e Roma, Cristian Chivu ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport, parlando di entrambi i club, di cui lui è un ex.

Cristian Chivu. Fonte: inter.it
Cristian Chivu. Fonte: inter.it

Il difensore rumeno, infatti, ha giocato quattro stagioni con la Roma e ha poi legato il suo nome per sette anni all’Inter. Dal suo punto di vista entrambe le squadre, negli anni, sono cambiate: “Tutte e due si sono rifondate, ma i giallorossi hanno cominciato prima. Nel gruppo di Mancini c’è tanta qualità, però manca sicurezza nei propri mezzi e questo non permette la continuità, perché secondo me la rosa è da zona Champions. Il calo della Roma invece mi stupisce, non me l’aspettavo. Per tradizione l’Inter ha l’obbligo di tornare in alto in Italia e in Europa, mentre la Roma poteva migliorare di più, ma è difficile farlo se ogni anno vendi i migliori per tappare i buchi. Comunque entrambe hanno dirigenti capaci e sono convinto che faranno bene“. Chivu si è poi espresso sui nuovi presidenti e sulla vecchia dirigenza: “Pallotta e Thohir stanno portando qualcosa di nuovo in un calcio che invece vive molto di stereotipi. Moratti e Sensi sono due persone fantastiche. Sensi mi è stato vicino anche nei momenti meno felici, per esempio quando il mio trasferimento dall’Ajax stava saltando. Di Moratti invece dico solo che tutto ciò che potete sentire di bello su di lui dovete moltiplicarlo per dieci“. Sulla partita di domani non si sbilancia più di tanto, ma commenta il reparto giovani: “Non mi piace fare pronostici però, parlando di giovani, dico che Kovacic ha un talento pazzesco, gli manca solo fiducia, mentre Guarin e Icardi hanno qualcosa in più. Tra i giallorossi mi piace Verde, se continua così può fare carriera, e mi pare che Ljajic stia facendo abbastanza bene. Iturbe invece sta soffrendo, ma alla sua età fare il salto di qualità non è facile“. Il difensore poi si lascia prendere dalla malinconia, parlando del suo passato, ma senza avere alcun rimpianto: “Mi dispiace solo che con la Roma abbia vinto solo una Coppa Italia, ma non ho amarezze. Certo, quando poi è scoppiata Calciopoli qualche domanda me la sono fatta, ma è sbagliato crearsi alibi. Così non cresci maie aggiunge sull’addio alla Roma: “Fu considerato un tradimento, forse per il tanto amore che c’era stato prima“. Il calciatore apre poi un discorso sugli ultrà e di quanta importanza abbiano nel calcio, nel bene e nel male: “Se le cose vanno bene non c’è problema, ma se ci sono difficoltà è un dramma. E i club ne pagano le conseguenze. Non riesci a capire davvero cosa passa nella testa di un capo ultrà. A Roma per l’ambiente ho potuto perdere uno scudetto, mentre a Milano, visto il periodo, sono stato fortunato, però tante cose vanno oltre la passione. Non fanno bene alla squadra. Non ho mai visto un compagno che non si impegnasse al cento per cento per vincere, mentre ne ho conosciuti tanti che per la pressione che avevano addosso non riuscivano a giocare. A tutti fa piacere il calore del tifo, però non dovremmo dimenticare che il calcio è solo un gioco. C’è sempre bisogno di fair play”. 

 

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