Klose si confessa: “Lazio scelta giusta, per il futuro vedremo…”

Il giorno dopo Udinese-Lazio è lieto per tutti i tifosi biancocelesti e non solo.

Klose
Fonte: καρλο [ AKA Gilyo] (flickr.com)
Miroslav Klose infatti, è stato entusiasta della vittoria, alla quale ha contribuito procurandosi il rigore del momentaneo 1-1. Intervistato da Lalaziosiamonoi, il tedesco ha fatto il punto della situazione, parlando anche del Mondiale e dell’imminente futuro. Ecco le parole di Klose.

Mr. Klose, ieri avete vinto una gara importante contro l’Udinese per 3 a 2. Dopo aver smaltito gli infortuni rimediati nella prima parte di stagione, adesso come stai?

Sono di nuovo in forma. Certo, ho ancora bisogno di giocare alcune partite, ma per il resto mi sento bene. Credo che il successo ottenuto ieri sia stato molto importante per tutta la squadra, siamo riusciti a recuperare il risultato due volte nononostante l’inferiorità numerica”.

È già il terzo anno che giochi nella Lazio. È stata la scelta giusta??

“Assolutamente, è stata la decisione giusta venire qui in Italia, anche per la mia famiglia. È andato tutto bene come speravo. Sono molto soddisfatto sia dal punto di vista della mia carriera calcistica, sia per quanto riguarda la mia vita privata. I miei figli poi, parlano un italiano perfetto. Venire qui è stato una scelta azzeccata, il mio tempo al Bayern era finito”.

Il Mondiale in Brasile è imminente. Sei emozionato?

“Sono un giocatore esperto, naturalmente sono felice di poter partecipare per la quarta volta ad un Mondiale”.

Ti definisci un professionista esemplare, un modello da seguire?

Non so. Posso dire che sono sempre stato molto disciplinato nella mia carriera. Ho sempre svolto i compiti ricevuti dai miei allenatori, mi sono allenato duramente e ho seguito una dieta precisa. Quando sei un professionista devi saper rinunciare a molte cose. Io sono un tipo testardo, adesso sto vedendo i risultati di tutti gli sforzi fatti. Posso ancora giocare a calcio senza tanti problemi fisici. Quello che ho notato è che dopo le partite il recupero non è così veloce come quando avevo 23 anni (ride, ndr).

Sei uno dei protagonisti del prossimo Mondiale. Come ti senti in questo ruolo?

“Io non voglio essere il protagonista, tutta la squadra deve esserlo. Accetto senza problemi la pressione, me ne faccio carico tranquillamente. Farò tutto il possibile per arrivare in forma al Mondiale e per dare un contributo all’allenatore. È importante che Loew abbia tutta la squadra al completo”. 

È possibile ch tu riesca a battere il record di gol segnati nella fase finale della competizione. Ronaldo è in testa a quota 15, tu sei a 14…

“Questo è certamente uno dei miei obiettivi ed un incentivo non da poco. È un traguardo importante, ma sarà ancor più fondamentale quello che riuscità a fare la squadra.Sono conscio del fatto che abbiamo buone chance di vincere, giochiamo un bel calcio e siamo una bella squadra”. 

Joachim Löw tiene molto a voi giocatori. E’ diventato un rapporto più intimo tra allenatore e giocatore?

Non proprio. E’ importante che un allenatore abbia un buon feeling con i suoi giocatori, e a lui devo tanto. Non c’è niente di meglio di un allenatore che ha questo tipo di rapporto. A me personsalmente mi dà serenità e tranquillità per poter recuperare la forma migliore. Anche se alla fine sono io che mi critico, perchè so che posso fare di più”.

Come sei cambiato in tutti questi anni di attività calcistica?

“L’importante è non cambiare il carattere, questo è davvero quello che penso. Ho sempre cercato di essere me stesso. Tutte le esperienze nei vari club, negli Europei, nei Mondiali mi hanno portato ad essere un buon giocatore. Al Werder con Thomas Schaaf ero il cardine della squadra, al Bayern con Ottmar Hitzfeld ho imparato molto. Come attaccante non bisogna mai essere soddisfatti. Questa mentalità mi ha sempre aiutato, anche perchè ho avuto il desiderio di imparare molto. Chi ha la volontà può farcela”.

Pensi che la giovane generazione di oggi può diventare grande?

“Questa generazione (della Nazionale, ndr) è molto più forte di quanto lo fossi io alla loro età. I ragazzi oggi diventano professionisti molto giovani e ottengono presenze in maniera regolare”.

Non esiste il pericolo che un giovane giocatore emerga tardi oggi?

Di certo è difficile iniziare a competere all’età di 30 anni nel calcio quando altri hanno iniziato prima. Io ho iniziato quando ne avevo 19-20, e non ho mai frequentato scuole calcio da piccolo. Ho iniziato subito al Kaiserslautern come professionista e sono ancora oggi orgoglioso di questo”.

Il tuo contratto con la Lazio terminerà in estate. Quale sarà il tuo prossimo club? Gli Stati Uniti sono ancora un obiettivo?

“Tutto è ancora aperto. Deciderò il tutto insieme alla mia famiglia. Gli Sati Uniti sarebbero comunque un’ipotesi interessante, ma è stato scritto che andrò in Inghilterra o in Spagna. Ma la mia famiglia ha un ruolo determinante nella scelta”.

Ci sono sempre state voci su una fine di carriera al Kaiserslautern…

“Il Kaiserslautern è un atto d’amore per me. Quando ero lontano ho detto che potevo immaginare un mio ritorno a qualunque costo. Attualmente però non è un argomento percorribile, ma nel calcio non si può mai escludere nulla”.

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