La classifica dei presidenti di Serie A di Michele Criscitiello: al primo posto c’è Agnelli

Michele Criscitiello dice la sua sui presidenti di A.

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Michele Criscitiello, direttore responsabile di Tuttomercatoweb e capo-redattore della redazione di Sportitalia, di cui è volto noto, ha stilato una personale classifica dei 20 presidenti delle altrettante squadre di Serie A, introducendola con la seguente presentazione: “A tre giornate dalla fine, la classifica è pressoché scritta. La stagione della Juventus, secondo molti, viene sminuita dal crollo del Milan e dalla mediocrità di Inter e Roma e dall’incostanza del Napoli. Falso! La Juventus ha vinto perché Marotta e Conte sono stati più bravi in estate ed inverno e perché si sono ritrovati con una squadra di uomini veri che a maggio ancora non ha perso una partita. Un’altra classifica la riscriviamo noi. Non in base ai punti, ma in considerazione degli acquisti fatti, delle difficoltà superate e dei risultati ottenuti”.

Aurelio De Laurentiis, quarto nella classifica di Criscitiello - Fonte immagine: Danilo Rossetti

1)Andrea Agnelli – Campione d’Italia
Due anni fa accettò la Presidenza della Juventus con entusiasmo ed un pizzico di incoscienza. Doveva riscattare il fallimento degli Elkann. Al primo anno ha studiato, ha sbagliato ma ha saputo scegliere tra la gestione tecnica e quella societaria, individuando in Delneri il punto debole. Su Conte c’è la sua mano, il feeling creato con Marotta ha portato a questi risultati. Giovane ma capace, degno erede di una dinastia di potenti. Il tricolore in arrivo è un regalo tutto meritato. Dovrà essere bravo a non sentirsi onnipotente. Sarà comunque dura. Se viaggia a fari spenti, non uscirà di strada… arriverà prima al traguardo.
 
2)Gianpaolo Pozzo – Champions League Diretta
E’ il vincitore in pectore perché in estate tutti avevano dato per spacciata l’Udinese che, con il preliminare Champions, sembrava addirittura candidata alla retrocessione. Ha venduto bene Zapata, Inler e Sanchez senza che nessuno si sia reso conto di queste tre assenze perché ha acquistato ancora meglio. Danilo è l’emblema di una società scopritrice di talenti. Chi dice che l’Udinese è lassù per caso non conosce bene l’ambiente del Friuli. Ogni strategia è studiata a tavolino e nulla è frutto del caso. Ha più nazionali Guidolin che tante altre squadre di serie A. Pozzo è un Presidente che appartiene ad un altro calcio ma si è saputo migliorare nel presente. Fornisce a tutti gli osservatori del club un i-pad che contiene le dirette di tutti i campionati del mondo e le schede video dei singoli calciatori. Più di 10 mila. Pretende dai suoi dirigenti il massimo e ha regalato loro un blackberry per poter comunicare via mail in tempo reale. Meriterebbe la Champions ma la sua vittoria definitiva si chiamerà “Friuli”. Mezzo voto in più per l’impegno nel sociale.
 
3)Antonio Percassi – Preliminare di Champions League
Senza il meno 6 sarebbe in Europa. Non se ne farà nulla, ma l’Europa, in questa classifica, gliela regaliamo noi. E gli diamo anche la Champions, attraverso il preliminare. Salvarsi era un’impresa. Lui, al ritorno in A, ha indovinato tutte le mosse. Marino dietro la scrivania ha segnato, con Denis e Moralez, più gol di tanti veri bomber. Ha rilanciato Colantuono, il quale in due anni ha confermato di meritare la serie A. Il pubblico lo ama e dovrebbe chiedere i danni perché ancora non è chiaro come mai, per degli eventuali reati commessi nella stessa stagione, l’Atalanta è partita con il meno 6 ed altre squadre sono ancora in attesa di un giudizio che arriverà a classifica già fatta.
 
4)Aurelio De Laurentiis – Europa League
Se, come crediamo, porterà a casa il preliminare di Champions avrà raggiunto l’ennesimo obiettivo importante, avendo onorato al massimo la vecchia Coppa Campioni. Ci si aspettava di più dopo la scorsa stagione, ma il dato più grave sono i troppi calciatori acquistati e successivamente bruciati. Dato che inizia ad allarmare, in vista del prossimo mercato.
 
5)Luca Campedelli (Chievo Verona) – Europa League
Ancora una volta ottiene la salvezza con largo anticipo, senza grandi nomi ma con molte scoperte. Il segreto si chiama Giovanni Sartori: guai a perderlo.
 
6)Massimo Mezzaroma
Non sappiamo cosa uscirà fuori dalle indagini della Procura Federale ma, a giudicare questo campionato, ha indovinato davvero tutto. Al contrario di altri suoi colleghi ha avuto il coraggio di puntare su Sannino. L’affare Destro si è rivelato vincente e lui ha meriti importanti.
 
7)Claudio Lotito
Merita un piazzamento alto perché si conferma nella elite del calcio italiano, per il secondo anno consecutivo. Acquista bene in estate, non sfrutta gli assist della classifica a gennaio. Fa da sarto tra squadra e Reja ma alla lunga rischia di spezzare la corda. Ben visto in Lega, poco digerito da Coni e Figc. Dovrebbe fare meno politica per farsi meno nemici. Antipatico ma bravo. Dopo lo scempio di ieri farebbe bene a rivedere i Dirigenti che ha a libro paga. I tifosi biancocelesti non possono essere rappresentati da certe persone.
 
8)Tommaso Ghirardi
Si fida del suo Direttore Leonardi e questa volta non deve sudare di notte per restare in serie A. Onora il campionato ed indovina quasi tutte le mosse. Esonera Colomba ma il risultato non cambia. La media punti è la stessa e anche senza Donadoni non avrebbe corso rischi.
 
9)Antonino Pulvirenti
Se ci avesse evitato il teatrino finale lo avremmo spedito dritto in Champions League, in questa classifica di fine anno. Non sappiamo e non capiamo quanto ci sia di suo, oltre i soldi, in questo miracolo Catania. Torre del Grifo, Montella e gli argentini. Il campo premia gli etnei. Il divorzio da Lo Monaco rischia di essere un “bagno di sangue” per Pulvirenti che adesso dovrà dimostrare con i fatti che Catania è lui.
 
10)Silvio Berlusconi
Troppe cose che non vanno. Se si perde lo scudetto nell’anno dei desaparecidos, bisogna chiedersi perché. Perché rinnovare il contratto ad Allegri quando invece la politica societaria prevede che di rinnovi si parli solo a fine stagione? Perché si ha un buco da 67 milioni di euro, in realtà per i crediti vantati è un buco da 27 milioni, e non si alza neanche un trofeo al cielo dopo il mese di agosto? Perché ha scavalcato tecnico e Galliani creando un filo diretto con alcuni big dello spogliatoio che ormai non hanno più forza nelle gambe ma solo lingua per parlare? Perché non chiariamo la figura societaria di Barbara nei quadri dirigenziali di Via Turati? Quando ci si chiama Milan e ci si chiama Berlusconi, se non si vince, le critiche sono d’obbligo.
 
11)Albano Guaraldi
Presidente invisibile del Bologna. Sarà anche invisibile ma dando le chiavi a Pioli si ottiene il pass per il Paradiso.
 
12)Massimo De Salvo
Il Presidente del Novara non ha nulla da rimproverarsi e l’applauso che tutto lo stadio gli ha riservato ieri, prima della gara con la Juventus, è la testimonianza dell’amore che la città nutre nei confronti di una persona che dopo mezzo secolo ha riportato il Novara nell’Olimpo. Dalla C1 alla serie A. Novarello è la testimonianza di una società che progetta e ragiona da grande. Il Direttore Luca Faccioli è un deus ex machina che quasi tutta la categoria invidia. Ma se è così bravo perché se ne torna in B, chiederebbe qualcuno? Perché su mille scelte ne ha sbagliata una ed oggi paga quella. Tre anni di contratto a Pederzoli sono stati il suicidio della società. Giocatori, come Morimoto, pagati 2 milioni e mezzo di euro sono pura follia. Gestione del gruppo approssimativa da parte dell’ex DS che adesso difende a denti stretti il triennale firmato in estate, più di quanto abbia difeso la squadra nei momenti più difficili. Ecco, caro Presidente, un errore lo hai commesso e oggi lo paghi. Proposero Muriel al Novara, Pederzoli gli preferì Granoche. Gli proposero Kozac, il Novara scelse Meggiorini. Giaretta uomo di fiducia e grande esperto di calcio. Il profilo del Direttore è quello giusto.
 
13)Andrea Semeraro
Si è defilato ad inizio anno e se non fosse stato per Carlo Osti sarebbe retrocesso a dicembre. L’esperienza del Direttore e la grinta del nuovo allenatore hanno cambiato faccia alla medaglia.
 
14)Massimo Moratti
Ha sbagliato troppo e nella confusione l’Inter si perde sempre. Tre allenatori per una big equivalgono ad un fallimento annunciato. Deve fare chiarezza sulla posizione di Marco Branca. La scelta di Stramaccioni è stata coraggiosa, adesso cerchiamo di capire cosa ne sarà di questo giovane e promettente allenatore. Ancora in corsa per la Champions. Demerito altrui, non merito proprio.
 
15)Thomas DiBenedetto
Quando bisognava alzare il calice era sempre presente. Spende 70 milioni di euro ma sbaglia tutti gli uomini da sistemare. Baldini e Sabatini hanno speso una fortuna ma non hanno neanche un’idea di cosa significhi un progetto con basi solide. La scelta di Luis Enrique è una scommessa in un mare di scommesse. Se in Italia non sai fare la fase difensiva allora non avrai mai un futuro. Di DiBenedetto oggi neanche l’ombra. Un buon ristorante può decollare solo se il proprietario è sempre lì tra i tavoli e ad aprire la porta. Lui è rimasto nel parcheggio e di questo passo i suoi direttori lo abbandoneranno in mezzo alla strada a vita. Roma non merita questo.
 
16)Diego ed Andrea Della Valle
Scrivere contro i Della Valle oggi significherebbe infierire. Meritano, per quanto dimostrato in questi due anni, una posizione a ridosso dalla retrocessione. Però hanno il merito di aver capito che l’era Corvino era ormai finita. Non serve un Direttore che lavori per sé stesso ma un Ds che lavori per la società viola. Aspettiamo il nome del dopo-Corvino per poter giudicare. Resta la stima per una famiglia che ha dimostrato con i fatti di valere il salotto buono del calcio.
 
17)Massimo Cellino
Continua ad andargli bene perché le scelte dei giocatori sono quasi sempre indovinate e perché conserva l’ossatura storica. Con gli allenatori dovrebbe avere più rispetto ma fin quando continueranno ad accettare di lavorare a Cagliari il problema sarà anche loro. La sceneggiata di giocare a Trieste meriterebbe un approfondimento da parte della Lega Calcio. Inammissibile.
 
18)Maurizio Zamparini – Retrocesso
Palermo merita molto ma molto di più. Più che un film è una telenovela a puntate. Di questo passo perderà tutti i suoi collaboratori. Manda a casa Pioli e da Bologna arriva la risposta migliore. Punta su Mangia e poi lo brucia per un paio di sconfitte esterne. Mutti porta a casa la pagnotta ma lo licenzia prima ancora di finire il campionato. Investe su Panucci e “fanno a pugni” dopo 10 giorni. In estate vende tutti i big, fa cassa (tanta cassa) e prepara il terreno alle cessioni di Ilicic e Hernandez. Gli va male perché i due vivono una stagione di più bassi che alti e rinnova il contratto, sperando nella prossima stagione. Se fosse stata una barzelletta avrebbe fatto molto ridere. L’ultima trattativa di mercato? “Abbiamo preso Dybala”. Certamente lo prenderà ma nel frattempo ha firmato con un Presidente senza potere di firma.
 
19)Enrico Preziosi- Retrocesso
Il discorso fatto per Zamparini vale, più o meno, anche per Enrico Preziosi. Di giochi per bambini sarà anche un esperto ma del gioco del calcio ha capito molto poco. Per fortuna il campionato è finito altrimenti anche De Canio sarebbe stato a rischio. Compra giocatori, anche validi, ma li gira al Milan (El Shaarawy e Boateng) ed al Chievo (Acerbi). Forse in B non ci andrà, ma il vero responsabile di questo disastro calcistico ha un solo nome ed un solo cognome.
 
20)Igor Campedelli – Retrocesso
Retrocessione senza appello. Spende per i big ed in cambio ottiene un ultimo posto dall’inizio alla fine del campionato. Sceglie Giampaolo in panchina e non fa i conti con il suo mercato che si basava soprattutto sugli attaccanti mentre il suo tecnico era bravo soprattutto nella fase difensiva. Chi è causa del suo male pianga se stesso.