Milan, parla Cerci: “La concorrenza è terribile ma non sono secondo a nessuno”

Alessio Cerci, in prestito biennale al Milan dall’Atletico Madrid, ha chiuso la sua prima stagione in rossonero con 16 presenze e 1 gol in campionato.

Fonte: cagliaricalcio.net
Fonte: cagliaricalcio.net

L’esterno ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Tuttosport, mettendo in chiaro quanto sia deciso ad essere presente in campo: “So che nel Milan la concorrenza è terribile e che sono arrivati due attaccanti fortissimi. Ma io ho una certezza: se mi alleno bene non sono secondo a nessuno, me la gioco con tutti e quindi ho deciso di allenarmi e di giocarmela. Mihajlovic fa lavorare intensamente e io sono felice di mettere benzina nelle gambe. Visto che è un anno che gioco poco, questa fase della stagione è fondamentale. Conosco il mister dai tempi della Fiorentina, il rapporto è ottimo. Tutti sanno che con Ventura c’è un feeling particolare, che lui mi fa rendere al 100%. E spero che anche Mihajlovic, per me, possa diventare come lui”. Non manca la polemica per i pochi match giocati: “L’anno scorso sono stato penalizzato da una trattativa andata avanti per troppo tempo. All’Atletico mi ha voluto Simeone, ma dopo poco tempo mi sono sentito escluso, emarginato. Non ero in forma, lo riconosco, ma c’era anche altro: il gioco dell’Atletico, tutto fisico e aggressività, non era adatto alle mie caratteristiche. Arrivato il mercato di Gennaio, ho sbagliato a fidarmi: mi voleva anche l’Inter, ma ho scelto il Milan perché mi era stata data l’assicurazione che avrei giocato tutto le partite, invece non ho mai giocato più di due match di fila. Non sono stati chiari con me: venivo da 3 o 4 mesi in cui avevo giocato poco. Era ovvio che avessi bisogno di tempo e di fiducia. Non mi sono stati concessi”. Alessio commenta poi i nuovi acquisti di mercato“Bacca mi ha sorpreso in queste prime amichevoli. Poi dico pure Bertolacci, che è un amico ma ha anche grande qualità. Dal Torino avrei portato Darmian, ma in fondo non gli è andata male”. Poi parla del passato, un passato granata difficile da dimenticare: “Ero un beniamino, coccolato, amato, osannato, dal mattino alla sera. Ho un tatuaggio che dimostra tutto il mio amore: quello per il gol vittoria segnato al Genoa nei minuti di recupero. Tornare? Cairo ha detto che è fantacalcio e io dico la stessa cosa. Se lo farò a fine carriera è troppo presto per dirlo”.

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