Napoli, il tifoso aggredito da De Laurentiis pronto alla querela

Continua a far discutere la vicenda che ha visto protagonista il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, che nel post-partita di Parma-Napoli ha spintonato un tifoso azzurro all’uscita dello stadio Tardini, come testimoniano le riprese della trasmissione La domenica sportiva.

Amedeo Iossa Foto di Danilo Rossetti
Aurelio De Laurentiis
Foto di Danilo Rossetti

Il tifoso azzurro risponde al nome di Dario D’Agostino, trentenne residente a Porto Recanati nelle Marche. I colleghi di areanapoli.it riportano le parole di D’Agostino, che non sembra accettare alcuna scusa dal presidente: “Sono allibito e deluso dal comportamento di De Laurentiis. E ora mi riservo di querelarlo“.
Il tifoso, che ha incrociato De Laurentiis all’esterno dello stadio, ha raccontato: “Gli ho detto: presidente, noi non vogliamo vincere solo contro la Juventus. L’ho detto con educazione e per tutta risposta lui è sceso dalla macchina e si è avventato contro di me sotto gli occhi di chi era nei paraggi“. A questo punto il presidente del Napoli ha spinto il tifoso e dopo essere stato allontanato dagli uomini di sicurezza è tornato in macchina e si è allontanato.

D’Agostino poi svela di essere stato contattato dalla società per mettere la parola alla fine. Ma lui non ci sta: “Dopo poche ore dall’accaduto sono stato contattato da un dirigente del Napoli che mi ha invitato a Castelvolturno, il centro sportivo del Napoli, per un chiarimento. Ma ho declinato l’invito senza alcun dubbio, perchè la mia dignità di persona e di tifoso non la vendo a nessuno, nemmeno a chi ha solo più soldi di me. Sono sicuro di tenere di più io al Napoli, sia come squadra sia come città, che il presidente De Laurentiis“.

Il malcapitato tifoso si è poi recato al pronto soccorso e gli è stata data una prognosi di cinque giorni per un trauma contusivo rachide lombosacrale. “Quanto è accaduto mi sta creando stress e tensione. Non sono abituato a situazioni del genere – ha detto ancora D’Agostino -. Non sono riuscito a dormire e non sono andato nemmeno al lavoro. Io sono un operaio, e anche sul posto di lavoro mi sento a disagio di fronte ai colleghi. Ho delegato subito il mio avvocato affinchè si occupi della vicenda“.

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