Parma, parla Leonardi: “Non stringerò la mano a Cairo. Massima fiducia in Donadoni”

Pietro Leonardi, amministratore delegato del Parma, intervistato da Radio Parma, ha parlato in vista dell’impegno di domani della sua squadra con il Torino.

Fonte: Twitter - ParmaFC
Fonte: Twitter – ParmaFC

Come prima cosa Leonardi ha voluto sottolineare come si comporterà se incontrerà il presidente dei granata Urbano CairoNo, non stringerò la mano a nessuno. Mi ritengo un signore, e la mia società è composta da signori. Non ho nessuna voglia di salutarlo. Se vinco cosa faccio? Ritorno a casa più contento, più sollevato, ma con ancora in testa il problema”.

Intanto però il Parma non vive una situazione facile, tanti sono i problemi del club, a partire dal caso Biabiany: “Sta facendo un percorso obbligato di verifica del problema che è venuto fuori. Questo non significa che il problema è risolto. Se ci saranno dei miglioramenti, le speranze saranno tantissime. Ma questo percorso terminerà solo nel mese di novembre. Le prospettive sono buone, però siccome non faccio questo mestiere, ritengo che sia corretto aspettare quelli che sono i termini prestabiliti”.

Leonardi si è poi espresso sulla situazione di classifica della squadra, attualmente situata all’ultimo posto: In B non ci andiamo, perché non ci dobbiamo andare. Dicono tutti che io vado via, ma questa è una storia che va avanti da sei anni. Se dovessi andar via da Parma, non sarebbe una scelta che ho fatto ora o che farò a breve termine. Io sto bene a Parma. Ci sono anni in cui funziona tutto e anni in cui non va bene nulla. Il calcio è un qualcosa che dà gusto a tutti per due motivi: si vivono emozioni e sofferenze. Io sono abituato a soffrire, non mollerò nemmeno una virgola. Sono troppo attaccato a questa realtà. Io non vado via, non sono un vigliacco. La gente deve stare tranquilla”.

Per finire, l’amministratore delegato si è concentrato sull’allenatore Roberto Donadoni e sul suo futuro: Noi dobbiamo ricordare che Donadoni ci ha portato in Europa e ci ha fatto togliere tante soddisfazioni con dei record importanti. È semplicistico dire che la colpa è di Donadoni: la colpa è di tutti. Se ci fosse davvero il pensiero di dare due partite di tempo al tecnico, mettendo in allarme la squadra, allora dico che sarebbe stato giusto agire già a partire da oggi. Ma se oggi c’è Donadoni, significa che il Parma ha massima fiducia in Donadoni“.

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