La rivincita di Gasperini: a Bergamo l’Inter affonda sotto i colpi degli orobici

Il calcio è pieno di storie nate sotto i migliori auspici, ma terminate, spesso in modo fin troppo precoce, nel peggiore dei modi. La relazione tra Gian Piero Gasperini e l’Inter fa parte di questi malaugurati casi. Il fatto risale alla stagione 2011/12, quando il tecnico, dopo quattro anni sotto la Lanterna alla guida del Grifone, fu chiamato dalla società nerazzurra per subentrare al brasiliano Leonardo. A Milano si presenta con un curriculum non da poco: premio panchina d’argento nel 2008, quinto posto a pari merito con la Fiorentina nella stagione 2008/09 e qualificazione in Europa League. L’avventura alla corte di Massimo Moratti, però, non gode di molta fortuna, poichè inizia con l’immediata sconfitta per 2-1 in Supercoppa Italiana nel derby contro il Milan, per poi proseguire con altri quattro insuccessi e un pareggio tra campionato, Champions League e Coppa. Perso ormai il supporto della tifoseria e la fiducia da parte della società, egli fu costretto a rescindere il contratto in seguito alla pesante sconfitta per 3-1 nel campo del Novara. “Il momento più brutto di tutta la mia carriera” affermerà il tecnico tempo dopo durante un’intervista de La Gazzetta dello Sport.

 

A sei anni da quel sofferto esonero, il Gasp ha finalmente potuto avere la sua rivincita contro una società che non ha mai realmente creduto in lui, che non gli ha permesso di godere del tempo necessario a trasmettere il suo gioco e i suoi schemi ad una rosa su cui ha potuto lavorare per soli 46 giorni. Sono passati i presidenti, i giocatori, ma non il desiderio di revanche. Da allora sono rimasti uguali i colori sociali, quelli nerazzurri della Dea, che davanti al folto pubblico dell’Atleti Azzurri d’Italia ha messo in ginocchio la compagine guidata da Spalletti, con una delle più belle prestazioni mai espresse dalla formazione bergamasca.

 

Gasperini - Fonte: genoacfc.it
Gasperini – Fonte: genoacfc.it

 

Il lunch match inizia subito in quarta e gli orobici partono subito all’arrembaggio, che culmina con il vantaggio per mezzo del difensore olandese Hateboer. Il dominio dei padroni di casa, in pieno controllo della gara e vicini al raddoppio in più di un’occasione, continua fino all’intervallo. Alla ripresa arriva, in seguito ad una spazzata da film dell’orrore di Berisha, il pareggio ospite grazie al rigore realizzato da Icardi dopo il tocco di mano in area da parte di Mancini. La gara prosegue con un forte equilibrio tra le due formazioni quando al 62′ lo stadio esplode per la seconda volta urlando al gol del numero 23, che sugli sviluppi di una punizione battuta da Ilicic, trova l’incornata vincente sulla quale non può nulla Handanovic. Torna in vantaggio la Dea, torna in vantaggio Gasperini, che ora ha dalla sua parte anche il cronometro. E’ l’Atalanta a dettare i ritmi della gara, l’Inter pare stanca, fatica a rendersi pericolosa e soffre le continue percussioni avversarie che nel finale sfociano nella rete di Djimsiti su situazione analoga a quella che ha portato alla rete di Mancini e nel bellissimo gol a giro del Papu Gomez che lascia pietrificato l’estremo difensore sloveno. Il triplice fischio mette fine alle ostilità, chiudendo il sipario su una vittoria su tutta la linea che ha visto i padroni di casa imporsi con veemenza per 4-1 contro una delle squadre più in forma del panorama italiano. Una vittoria dolcissima per il Gasp che ha ottenuto la sua tanto agognata rivincita contro quel club che anni fa l’aveva trattato con sufficienza.