Roma, Castan si racconta: “Ho dovuto imparare da capo a camminare. Rientro? Voglio farlo con calma”

I dieci minuti prima dell’operazione sono stati tremendi. Ero solo e impaurito ad aspettare. Li ricorderò per sempre“. Leandro Castan racconta il calvario che ha vissuto ai microfoni de Il Tempo.

Castan Fonte Pescara Calcio
Castan Fonte Pescara Calcio

Il difensore della Roma spiega come sono stati i primi giorni, quando ancora non sapeva quale fosse il male che lo aveva attaccato: “Nel primo tempo della partita con l’Empoli ho fatto uno scatto e ho sentito una fitta alla gamba sinistra. Volevo tornare in campo, Maicon si è avvicinato e mi ha detto: “Ti sei stirato, giusto?”. E io: “no, sto bene”, ma lui mi ha consigliato di non rientrare e mi sono fermato. Poi la sera ho avuto un giramento di testa. Pensavo di essere stanco, sono andato a dormire ma quando mi sono svegliato la testa girava ancora. Ho chiamato il dottore della Roma che ha mi portato dall’oculista. La vista era a posto, allora ho fatto una risonanza magnetica e lì hanno scoperto che nel cervelletto c’era questo corpo, grande come una fragola. Sono rimasto una settimana ricoverato al Campus Biomedico, i medici hanno studiato il caso. Secondo me loro hanno capito tutto in una settimana o due, hanno subito escluso il cancro o altre malattie gravi“.
Castan racconta anche i giorni successivi all’operazione: “Ho avuto problemi a tutta la parte sinistra del corpo. Se mi giravo su quel lato per guardare vedevo sfocato. Una volta in piedi ho dovuto imparare da capo a camminare, più tardi a correre. La gamba destra andava da sola, la sinistra no: serviva che mi concentrassi per muoverla. Mi avevano avvisato prima, per fortuna non ho avuto danni permanenti e tutto è tornato alla normalità“.
La parte più dura del percorso di riabilitazione è però passata: “Ancora non so quando tornerò, voglio fare con calma senza sbagliare e rientrare al 100%. A luglio devo essere al livello dei miei compagni per iniziare la preparazione, se poi dovessi riuscire ad andare almeno una volta in panchina in questo finale di stagione sarebbe una grande gioia. Ho già ripreso a lavorare con i compagni, ora posso colpire di testa e tra 15-20 giorni avrò la visita d’idoneità. Mi avevano consigliato di usare un caschetto la prima settimana ma ho preferito di no, altrimenti rischiavo di abituarmi e non toglierlo più“.

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