Sampdoria: eliminazione inaspettata ma non troppo per i blucerchiati

La storia parla chiaro, la tradizione europea della Sampdoria narra di percorsi gloriosi, fatti di vittorie, conquiste, battaglie portate a termine sempre con onore e caparbietà, sancendo i blucerchiati come degni rappresentanti italiani in terra straniera.

Fonte: Laura Rossetti
Fonte: Laura Rossetti

Ieri in Serbia, nella patria dell’indimenticato Boskov, ci sono riusciti a salvare quantomeno la faccia dopo la disastrosa gara di Torino, dove gli uomini di Zenga sono  stati i protagonisti di una débâcle sportiva di considerevoli dimensioni. Non è  servita una prova più convincente ad evitare ai blucerchiati un’eliminazione inaspettata e piuttosto scottante. Forse ad essere sbagliate sono state alcune scelte che hanno costretto la Samp a giocarsi questo importante obiettivo nella maniera meno consona. Non può essere solo la diversa preparazione tra le due compagini ad aver influito in maniera totale sul risultato ma piuttosto una rosa ancora incompleta per affrontare nel modo migliore questo doppio impegno. I preliminari, è evidente, non portano bene ai blucerchiati ma di certo ripetere gli errori di quel maledetto 2010, non ha agevolato l’impresa; Duncan,  Obinag e Acquah per Barreto e Fernando. Il primo, dal quale ci si aspetta assolutamente di più, non sembra aver trovato la forma migliore, lento, macchinoso è, per ora, la controfigura del giocatore importante e decisivo dei tempi migliori a Palermo, il secondo ha dimostrato di essere un acquisto azzeccato ma che prevedibilmente ha riscontrato qualche difficoltà nell’essere catapultato in un calcio a lui completamente ignoto. Insomma, un centrocampo rivoluzionato in tutti i suoi elementi che difficilmente avrebbe reso fin da subito come avrebbe potuto rendere un reparto più coeso.

In difesa, con l’assenza forzata di De Silvestri almeno sino a dicembre e la partenza obbligata di Romagnoli, l’unica nota positiva arriva  dalla solita prova convincente di Silvestre, pilastro imprescindibile del reparto arretrato, in attesa che Moisander risolva i suoi problemi fisici e dimostri tutte le sue qualità e metta a disposizione della squadra la sua esperienza.

Ultimo, ma non per importanza, l’attacco. La Samp manca ancora di una prima punta in grado di garantire un determinato numero di reti, l’uomo che tiene impegnati i difensori avversari non caricando tutto il peso del reparto su Eder che, ancora una volta, ha dimostrato di essere un giocatore di fondamentale importanza per i blucerchiati. Giocarsi un posto in Europa con Muriel che necessita di più tempo per entrare in forma e il solo Bonazzoli, è stata un’ingenuità imperdonabile.

Troppi giocatori fuori forma, Krsticic, Zukanovic e Soriano su tutti, qualche pedina mancante e cessioni importanti fatte con troppa fretta, hanno portato ad un’eliminazione che peserà a lungo nella storia europea della società blucerchiata.

 

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