Torino, Cairo: “Diamo il buon esempio ai tifosi abbassando i toni su twitter”

Urbano Cairo, presidente del Torino, è stato intervistato nel programma Radio Anch’io Sport, su Radio Rai riguardo la vittoria dei granata nel derby e altro. Urbano Cairo, presidente del Toro. Foto: Marco De RitoQueste le sue parole: “E’ stata una grande giornata per noi, abbiamo sfatato la tradizione che vedeva il Toro senza successi nel derby da venti anni. Abbiamo fatto bene nel primo tempo, nella ripresa abbiamo tenuto bene il campo. È il coronamento di un percorso di crescita nato quattro anni fa, che ha dato soddisfazioni in Italia e in Europa. Abbiamo espugnato il San Mames, onorando l’Europa League nonostante l’eliminazione agli ottavi e facendo benissimo in Serie A in questa stagione. Abbiamo ceduto Cerci e Immobile, acquistando però Quagliarella che sta dimostrando doti tecniche importanti. Ieri ha fatto un assist e una rete, anche Maxi Lopez e Martinez sono promossi. Abbiamo anche alcuni giovani che stanno facendo bene. Il Toro ha perso due calciatori importanti, ma stiamo facendo meglio grazie alla nostra organizzazione. Un plauso anche alla nostra difesa, ovvero la base per creare i successi. Riguardo gli scontri di ieri, le bombe carta non sono state lanciate dai nostri tifosi. Ci sono purtroppo situazioni di tifo che vanno oltre, devo dire che anche allo Stadium vidi uno striscione bruttissimo che sottolineava la tragedia di Superga. Tutti dobbiamo abbassare i toni, a volte vedo tweet allucinanti. Dobbiamo darci una regolata, altrimenti non possiamo pretendere molto dai tifosi. Noi rispettiamo pienamente la legge, al Torino come in tutte le squadre. Dobbiamo abbassare i toni della dialettica verbale tutti insieme, che a volte superano i limiti. Alcuni tweet vanno a colpire in maniera sbagliata, io non faccio tweet, ma chi li fa dovrebbe prestare maggiore attenzione. Pallotta ha fatto bene da un certo punto di vista, ma forse avrebbe dovuto esporsi in modo diverso. Io sto con me stesso, con un atteggiamento contro la violenza. Anche la violenza verbale è sbagliata, dal mio punto di vista anche Pallotta non ha fatto bene a usare simili parole. Non credo che un dirigente debba scendere a un livello così basso. Bisogna fare i fatti, in Inghilterra la situazione del tifo violento è stata risolta con atteggiamenti decisi. Oggi gli stadi inglesi sono luoghi pacifici, i tifosi facinorosi vengono allontanati immediatamente. Le parole contano poco, adesso bisogna attuare le leggi. Bombe carta a parte, ieri nello stadio la situazione è stata normale. Non possiamo avere uno steward per ogni tifoso presente. I controlli, però, devono essere più rigidi e attenti. Il calcio deve tornare a essere un patrimonio delle famiglie. Ieri ero allo stadio con la mia famiglia, tutti devono avere la possibilità di farlo. Le nuove generazioni devono appassionarsi al calcio, non devono esserci rischi per famiglie e bambini. Questo va tutelato in maniera notevole, altrimenti mettiamo a rischio il calcio stesso. Senza gente allo stadio, il pallone si sgonfia. Sarebbe davvero un grande peccato. Riguardo il futuro del Torino, abbiamo iniziato un percorso di crescita con Ventura, sposando una politica legata all’ingaggio di giovani con grandi potenzialità. Dobbiamo proseguire così, purtroppo qualche anno siamo costretti a qualche addio come avvenuto per Ogbonna, Cerci e Immobile. Non volevo cedere Immobile, ma l’obiettivo nostro è quello di proseguire su questa strada. Dodici-tredici elementi sono convocati nelle rispettive Nazionali, abbiamo una rosa con qualità importanti. Il gap con le grandi c’è ancora, ma ci sono differenze di fatturato ancora enormi. Ventura ha fatto bene al Torino e viceversa, credo che il tecnico abbia ottenuto i migliori successi personali con noi. Puntiamo ad andare avanti insieme. Solo con idee e la ricerca dei talenti possiamo fare qualcosa di importante e migliorare l’attuale rendimento. Ora bisogna evitare di fare proclami e illudere i tifosi, che potrebbero restare delusi. Puntiamo ad andare avanti passo dopo passo, cercando calciatori sconosciuti con talento da sviluppare. Lo abbiamo fatto finora e dobbiamo proseguire su questa strada. Inoltre abbiamo alcuni calciatori che da noi stanno vivendo una seconda giovinezza, puntiamo però a fare ancora meglio cercando talenti in giro per il mondo. Il settore giovanile sta facendo bene in tutte le categorie, c’è un progetto importante. Fare il salto di qualità è un obiettivo, ma bisogna rendersi conto delle differenze di fatturato importanti. La Lazio fattura più di noi, 30-40 milioni in più sono pesanti. Tuttavia dobbiamo puntare sempre a migliorare”.

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