Palermo, le prime parole di Gattuso da allenatore: “Sarei venuto anche gratis, la squadra è fortissima”

E’ terminata da pochi minuti la conferenza stampa  di presentazione del nuovo allenatore del Palermo Gennaro Gattuso, ex bandiera del Milan e Campione del Mondo con la Nazionale.

Fonte immagine: Chivista su wikipedia
Fonte immagine: Chivista su wikipedia

Gattuso ha iniziato dicendo subito cosa lo ha spinto ad accettare una panchina sempre molto delicata come quella rosanero: “Dopo che mi è arrivata la chiamata del presidente, abbiamo iniziato a parlare faccia a faccia. Sarei venuto anche gratis al Palermo, allenare questo club a soli 35 anni è un privilegio per pochi. E’ una grande responsabilità, una grande piazza e una grande società. E’ importante riavvicinare i tifosi alla squadra, farò aprire lo stadio “Barbera” una volta alla settimana proprio per questo. Bisogna anzitutto creare un gruppo unito e solido, ci dobbiamo fare rispettare lavorando tanto. La società sta creando una squadra forte, adesso tocca a me. In tanti mi etichettano come il “nuovo Conte”, lo spero per me, ma per arrivare a questo bisogna faticare tanto”. Molti si chiedono che esperienza abbia Gattuso come allenatore, lui risponde: “Capisco le perplessità, ma prima mica facevo il pescatore. So anche io di non avere esperienza sulla panchina, ma vengo da una carriera di vent’anni nel calcio e so quali possono essere le difficoltà. Io sono un esempio vivente di come, con pochissime doti, si può arrivare a vincere tutto. Ho fatto 75 partite in Nazionale, si deve credere in quello che si fa, dal primo all’ultimo giorno. Abbiamo bisogno di gente motivata, che sappia soffrire, che conosca la categoria. Abbiamo giocatori che sono fortissimi per la categoria, però dobbiamo saper giocare insieme, dobbiamo saper soffrire e poi creare gioco”. L’obiettivo primario è ovviamente la risalita in Serie A: “Per me oggi è come essere al Milan – dice “Ringhio” – la mia Champions oggi è la promozione dalla B alla A con il Palermo. Stiamo preparando l’organico principalmente per un modulo, che è il 4-2-3-1, ma si può giocare anche con altri moduli, non dobbiamo fossilizzarci. Io sono ottimista, sono gli altri semmai a doversi preoccupare”. Capitolo mercato, con la questione Miccoli, sempre più lontano da Palermo, e l’arrivo di Kyle Lafferty: “Ho parlato pochi giorni fa con Miccoli – afferma Gattuso – però poi ho parlato con la società e mi è stato detto che è un parametro zero al quale non verrà rinnovato il contratto. Da parte mia, non ci sarebbe stato alcun problema, lui ha fatto la storia del Palermo, dobbiamo pensare a quello che abbiamo a disposizione ora. Su Lafferty dico che non è un bomber incredibile e non viene da un momento molto positivo. Si deve impegnare parecchio, ma ha una forza impressionante, si sacrifica tantissimo per la squadra. E’ il primo giocatore britannico nella storia del Palermo, ricorda tantissimo Luca Toni“. Chiusura sui ricordi di Gattuso legati al Palermo e alla città: “Ho esordito in Serie B con la maglia del Perugia proprio quì, ebbi un’occasione clamorosa a porta vuota, la sbagliai e Galeone mi diede un calcio in c**o. Ho esordito in Nazionale sempre a Palermo. Sono legato a questa città. Poi quando venivo da avversario, con la maglia del Milan era un vero incubo: ricordo quando giocavamo contro il Palermo di Delio Rossi, con Pastore ed Hernandez in campo erano devastanti. Tutto questo grazie al presidente, che ha sempre costruito squadre molto forti. Anzi, quasi sempre” conclude sorridendo.

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