Varese, la lettera del direttore sportivo ai tifosi

Il Varese continua ad essere ultimo in campionato.

Varese
Fonte: Delfort, Wikipedia

La sconfitta casalinga, di domenica, contro il Bologna non ha migliorato la situazione. La società è stata anche penalizzata di 3 punti. I tifosi iniziano a non mostrare più la fiducia che avevano una volta nel club. Il ruolino di marcia non fa di certo sorridere: nelle ultime 5 gare, 4 sconfitte e un pareggio. Serve una scossa forte e veloce.

A tranquillizzare gli ultras ci pensa il direttore sportivo, Ambrosetti. Il dirigente ha scritto una lettera rivolta ai tifosi del Varese, promettendo impegno e una salvezza grazie ai play out. Ecco la missiva apparsa sul sito ufficiale della società: ”

Varese, amici,

dopo una giornata di lavoro pazzesca ma bellissima non riesco a chiudere occhio. Tra progetti e speranze, è arrivato il momento di scrivervi due righe. Prima di tutto un pensiero per Spartaco Landini. Con lui dall’inizio sarebbe stata un’altra storia. Poi un bacio ai miei genitori, Carlo e Delfina, che mi hanno insegnato a tener duro quando fuori c’è la tempesta.

Detto questo mi rivolgo a voi: GRAZIE. Grazie a chi mi ha dimostrato ancora fiducia. A chi si è ricreduto. A chi mi ha sostenuto. Grazie a chi mi è rimasto sempre vicino nei momenti bui. Grazie ai giocatori, alla società e ai tifosi sempre meravigliosi e carichi. Grazie alla mia famiglia e al mio staff. Sapete che vi dico? L’abbiamo già fatta l’impresa. Amici, possiamo rifarla!

Fatta questa premessa devo precisare alcune cose. Non c’è niente di più bello di tornare a CASA. Varcare la soglia che separa il mondo esterno dal tuo è qualcosa di indescrivibile. Amo Varese, è la mia città e la mia squadra. Non avrei mai potuto rifiutare questa avventura. Non è da guerrieri di Masnago nascondersi nel momento del bisogno. Se Varese chiama, io rispondo…sempre! Per il bene del club prima che del mio. Do it again, rifacciamolo!

Lo so, è una situazione difficile. Molti scapperebbero davanti a una montagna da scalare. Io mi esalto. Più la salita è ripida e più ci alziamo in piedi sui pedali. Da qui alla fine saranno tutti playout. Tante piccole Novara. Come l’anno scorso. Ce la giochiamo sapendo che ci siamo già passati. E ne siamo usciti. Nella mia mente rivivo ogni passaggio della scorsa salvezza. Ogni istante, ogni paura, ogni vittoria. Una certezza viaggia a braccetto con i timori. La certezza che qui non abbiamo un gruppo. Un gruppo va in gita scolastica. Un gruppo aspetta l’autobus. Un gruppo è fatto di persone disgregate. Di turisti. No cari miei, qui abbiamo una SQUADRA. Unita. Non abbiamo giocatori normali, abbiamo dei leoni. Gente che sa quello che vuole. Che lotta per quello che vuole. E semmai dovessimo essere sconfitti, saremo tutti a terra, senza la forza nemmeno di alzarci. Ci devono distruggere. Perché se ci rimanesse anche solo un briciolo di energia, quella sarebbe sacrificata per la salvezza del Varese. Dobbiamo restare tutti uniti, fino all’ultimo secondo. Proviamoci. Così si puó.

RESET. Sì proprio così, resettiamo tutto quello che è accaduto quest’anno. Tutto quello che è successo non conta nulla. I cambi, gli equivoci, le sconfitte. Cancelliamo tutto. La nostra stagione comincia oggi e posso promettere che tutti i nostri sforzi e pensieri saranno destinati all’obiettivo. Noi vogliamo salvarci e faremo tutto il possibile per farlo.

Infine un’ultima considerazione. Siamo ultimi, per qualcuno siamo spacciati, siamo soli contro tutti. Ma c’è una differenza tra chi è ultimo in classifica e NOI. C’è una differenza sostanziale. Noi siamo il Varese. Cadiamo e ci rialziamo. Fino alla fine, fino all’ultimo fischio dell’ultima partita, noi non ci arrendiamo. Una squadra, una città, una salvezza”.

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