Esclusiva-Rinaudo: “Napoli unica come passione. Quello di Higuain non è tradimento”

Da quest’estate è collaboratore direttore sportivo e osservatore per il Venezia, dopo aver vestito, tra le tante, le maglie di Palermo, Napoli e Juventus in Serie A. Si tratta di Leandro Rinaudo, ex difensore, oggi braccio destro di Giorgio Perinetti. Rinaudo ha concesso un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando del suo passato e di alcuni temi d’attualità.

Leandro Rinaudo - Fonte immagine: Lr83wiki, Wikipedia
Leandro Rinaudo – Fonte immagine: Lr83wiki, Wikipedia
Da pochi mesi hai smesso di giocare: quali sono i ricordi più belli legati alla Serie A?
Fortunatamente alla fine ce ne sono un po’. Il primo magari è stato quello di esordire in Serie A con il Palermo, il mio Palermo, perché comunque essendo nato in quella città, avendo fatto tutto il settore giovanile là è stata una gratificazione enorme, perché era il mio sogno da piccolino. Quindi aver esordito in Serie A con il Palermo, aver fatto goal in Serie A per la prima volta con il Palermo, aver fatto goal in Coppa UEFA con il Palermo, quello lo ricordo spesso. Poi ce ne sono tanti altri, l’esordio, l’unica partita con la Juve per vari problemi fisici, Napoli che è una piazza immensa, bellissima, che porterò sempre nel cuore.
 
A Venezia vedrai spesso Pippo Inzaghi: ti ha già sfiorato l’idea di allenare in futuro?
No, assolutamente. Questa è un’idea che non mi è mai piaciuta, a differenza di tanti miei colleghi. Ho fatto un corso di gestione sportiva a Bologna lo scorso aprile. Adesso affiancherò Perinetti come ruolo dirigenziale, osservatore, quindi cercherò di crescere al suo fianco. A settembre ho fatto l’iscrizione per il corso a Coverciano da ds. L’idea di allenare non mi è mai passata per la mente, sono più portato all’idea di intraprendere un ruolo da direttore sportivo.
 
Tu hai militato sia nel Napoli sia nella Juventus: quali differenze hai percepito tra le due squadre e i due ambienti?
Credo che Napoli sia unica come passione ed entusiasmo. Pochi posti al mondo riescono a darti quello che ti dà Napoli. La Juve alla fine è una società gestita da una vita dallo stesso proprietario con un certo modo di pensare. Credo che comunque lo stile, la classe della Juve, in tutto, nel curare i minimi particolari siano unici come in pochi club nel mondo.
 
In questi giorni non si fa altro che parlare del passaggio di Higuain in bianconero: avendo visto da vicino i casi di Quagliarella, Lavezzi e Cavani, secondo te è giusto parlare di tradimento?
No. Sinceramente, per come la vedo io, no. Questo non vuol dire che, per come la vedo io, sia giusto o sbagliato, ma il mio modo di pensare non lo vede assolutamente come un tradimento. Io vedo le società di calcio come delle aziende che cercano di ottenere dei risultati sia calcistici, sul campo, sia sotto il punto di vista economico e quindi credo che comunque il Napoli abbia messo questa clausola per Higuain e che mai pensasse che qualcuno potesse pagare questa cifra qua. La Juve ha le potenzialità per fare questo tipo di operazioni e quindi è assolutamente logico.
 
A proposito di Cavani: riprenderesti lui come sostituto di Higuain?
Mah, a volte i cavalli di ritorno non rendono per come hanno reso la prima volta. Io credo che comunque il Napoli debba prendere un attaccante da Napoli in tutti i sensi, come prestigio, come fama, come giocatore che possa dare qualcosa di importante al Napoli anche perché comunque gli ultimi attaccanti che sono stati al Napoli come Lavezzi, come Cavani, come Higuain hanno dato qualcosa di veramente importante, quindi credo che alla fine il Napoli – è giusto così – farà qualche investimento importante per un attaccante che merita la piazza di Napoli e che meritano i tifosi.

A Venezia c’è Tacopina che si sta occupando anche del futuro del Palermo. Ci sono cordate interessate?
Ho conosciuto il presidente in prima persona, visto che comunque lavoro per il Venezia. E’ una persona molto positiva, dinamica, con delle idee importanti che in questo momento mancano in Italia. E’ un vincente. Da quando è arrivato in Italia, prima con la Roma, poi con il Bologna, adesso col Venezia, ha portato qualcosa di molto positivo nel nostro calcio, nel nostro paese. Credo che si stia interessando per trovare una soluzione al Palermo e ci sarà la possibilità di intavolare qualche trattativa importante che abbia il giusto senso. Credo che comunque darà una mano al Palermo.
 
Considerando lo strapotere della Juventus in Serie A e le difficoltà delle nostre squadre a vincere in Europa, cosa ti aspetti dal futuro del calcio italiano adesso che lo vedrai fuori dal rettangolo verde?
Hai detto bene, la Juve negli ultimi anni è riuscita a rinforzarsi con giocatori di fama internazionale, dall’esperienza importante. Credo che nei prossimi anni la Juve continuerà comunque ad essere la favorita per il campionato italiano. Il calcio in Italia sta cambiando tanto. Stanno arrivando tanti investitori esteri. Se in Italia ci sono poche persone che possono contribuire a far crescere il calcio in Italia, che ben vengano queste persone che possono portare una ventata di valore e possono far crescere il calcio italiano per come è abituato comunque ad essere il calcio italiano.
 
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