Il personaggio della settimana, Champions League: Cristiano Ronaldo

L’uomo dei record, il top player che tutti vorrebbero avere in squadra, l’incubo delle difese avversarie, il fenomeno che risolve un match con una giocata inaspettata, una vera e propria divinità nel mondo del calcio, il protagonista dell’eterna sfida contro Messi, un campione dentro e fuori il rettangolo di gioco, il personaggio Champions della settimana e non solo, in due parole: Cristiano Ronaldo.

Fonte: Francesco Mula de Haro, flickr
Fonte: Francesco Mula de Haro, flickr

Dopo aver macinato record su record (l’ultimo ieri sera dopo aver trascinato alla vittoria il Real), infranto barriere, polverizzato ogni statistica, sfidato i limiti del Calcio stesso, Cristiano Ronaldo non ha la minima intenzione di fermarsi qui: il traguardo per una leggenda come lui è ancora lontano mille miglia, la passione e la determinazione negli occhi sono ancora quelle che animano un ragazzino alle prime prese con un dribbling, le sue innate qualità elevate all’ennesima potenza e pronte a colpire senza esitazioni di sorta.

Il mondo intero parla di lui, di questo ragazzo portoghese nato il 5 febbraio 1985 nella periferia del Funchal, che porta in sé il simbolo dell’enorme fede cristiana della madre e dell’attore preferito  di suo padre, il presidente degli USA Ronald Regan, e che inizia a giocare all’età di 7 anni nell’Andorinha per poi trasferirsi in Nacional ed approdare allo Sporting Club appena dodicenne. All’apparenza un fanciullo come tanti altri con una vera e propria ossessione per il rettangolo verde ed una spiccata capacità offensiva, ad un occhio più attento Ronaldo avrebbe impressionato chiunque con il suo prodigioso fiuto del gol, la sua inarrivabile tecnica, la chirurgica precisione nei calci piazzati, la spaventosa velocità in progressione offensiva, l’estrema facilità nel beffare gli avversari con finte, dribbling e mosse di ogni tipo, diventate solo alcuni dei suoi numerosi cavalli di battaglia.

Proprio per questo il giovane lusitano finisce per impressionare il Manchester United che lo vuole a tutti costi e così il 13 agosto 2003 inizia per Ronaldo una nuova avventura inglese che disegnerà a tratti marcati l’inesorabile successo verso il quale si avvia la sua stratosferica carriera e l’esordio vittorioso in nazionale contro il Kazakistan. La prima rete con i lusitani arriva il 12 giugno 2004 (nello stesso anno anche la partecipazione ai Giochi Olimpici di Atene) in occasione del match alla fase a gironi contro la Grecia agli Europei: Ronaldo prende sulle spalle la nazionale e la conduce direttamente in finale dopo esser andato a bersaglio contro Russia, Inghilterra e Paesi Bassi e arrendendosi alla superiorità dei greci.

La prima convocazione ai Mondiali arriva invece nel 2006 (l’anno dopo giocherà la prima partita da capitano a soli 22 anni nell’amichevole contro il Brasile), anno in cui l’Italia si impone sopra il tetto del mondo; al Portogallo va la medaglia di legno, dopo aver perso la finalina contro la Germania. Con i Red Devils gli viene invece affidata la storica maglia numero 7, quella maglia che tutti avrebbero avuto paura di indossare, una maglia pesante che Ronaldo fa subito sua: “Dopo essere arrivato, il manager mi ha chiesto quale numero di maglia volevo. Io ho detto 28. Ma Ferguson mi ha detto ‘No, tu avrai la numero 7,’ e la famosa maglia era un’ulteriore motivazione in più”.

Ricca di soddisfazioni e trofei l’avventura oltremanica: il Manchester coglie nel 2008 lo storico Triplete (Champions, Premier, Coppa del mondo) e Ronaldo giunge a pieno diritto nell’Olimpo del calcio battendo il record di George Best e aggiudicandosi a soli 23 anni il secondo pallone d’oro (il primo nel 2004), la scarpa d’oro e il FIFA World Player e andando a segna nella storica finale disputata a Mosca contro il Chelsea.

 

cristiano ronaldo
Cristiano Ronaldo. Fonte: Jan SOLO (flickr.com)

Giocare con o contro Cristiano non è un’esperienza semplice: è il classico fenomeno che farà esattamente la mossa che non ti aspetti, che ti farà uscire allo scoperto per poi colpirti nel segno, capace di fare reparto da solo, l’incognita che sembra interpretare una prestazione opaca ma poi estrae dal cilindro un poker. Dopo stagioni disputate a livelli stratosferici, Ronaldo decide di cambiare aria e nel 2009 si concretizza il trasferimento al Real Madrid, suo attuale club, per la cifra record di 94 milioni di euro.

Con i Galacticos Ronaldo ha già sistemato in bacheca 2 Coppe del re (dopo aver inaugurato l’era Mou con il primo titolo spagnolo giunto piegando con un fantastico colpo di testa al 103’ i rivali di sempre del Barcellona), una supercoppa, una Champions e una supercoppa Uefa oltre alla vittoria nella stagione 2011-2012 in Liga, nella quale i Blancos restano sempre i più temibili avversari dei Blaugrana. Dopo 4 palloni d’oro vinti (2004-2008-2013-2014 insieme alla Decima con le Merengues dopo aver firmato il 4-1 nella finale Champions contro i cugini dell’Atletico Madrid) e altrettanti secondi posti rimediati a causa della sua nemesi, l’argentino Messi, la stella di Cristiano Ronaldo continua a brillare sempre più fulgida nel firmamento del calcio scrivendo la storia tassello dopo tassello.

Proprio ieri il portoghese ha incendiato ancora una volta la notte di Champions siglando contro il Malmo il gol numero 501 della sua carriera e confermandosi senza rivali il bomber più prolifico del Real Madrid, dopo aver raggiunto Raul a quota 323 in metà delle gare disputate. Una doppietta dal valore storico che ha trascinato il Real alla seconda vittoria, dopo aver battuto lo Shakhtar per 4-0 con tripletta del lusitano, e al comando del girone. Un nome, quello di Ronaldo, scritto a caratteri cubitali nella storia del calcio, che continuerà a far parlare di sé ed accendere i cuori non solo dei propri tifosi, ma degli appassionati di tutto il mondo.

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