Milan, ecco Montella: “Non ho paura, torniamo in Europa!”

“Inizia la trentunesima stagione sotto la guida Berlusconi, il presidente sta meglio ed è quello che conta. Oggi presentiamo Vincenzo, unisce gioco e risultati, pensiamo che il Milan debba giocare seguendo la filosofia che ha sempre mantenuto”. Queste sono le prime parole pronunciate da Adriano Galliani all’inizio della conferenza stampa, la prima, di Vincenzo Montella. Inizia ufficialmente oggi la nuova stagione calcistica del Milan del futuro, tra dubbi e obiettivi. Le prime parole del neo allenatore rossonero, riportate dall’edizione online de La Gazzetta dello Sport, presentano una situazione chiara: il Milan con Montella ha voglia di rivincita, senza troppe parole, con i fatti. Fu così anche con Filippo Inzaghi e Sinisa Mihajlovic, giusto per citare gli ultimi. Questa volta, però, non si potrà più sbagliare. Alle ore 13 l’ areoplanino  ha risposto alle prime domande dei giornalisti accorsi a Casa Milan, curiosi di capire cosa vorrà fare il diavolo quest’anno. Ritornare in Europa, un Milan senza coppe per tre anni non è possibile pensarlo.  Questa la base del pensiero di Montella che ha dichiarato di non sentirsi impaurito per questa nuova missione.

Come appreso sempre dall’edizione online della rosea, Montella si è soffermato su punti differenti. Dall’occasione di allenare il Milan, all’obiettivo ambizioso di ritornare in Europa attraverso le sue idee di calcio. Un accenno all’ex Mihajlovic e alla Nazionale e un occhio al mercato. Ecco di seguito le parole del nuovo allenatore del Milan:

“Al di là dei miei sogni di bambino ho sempre pensato a fare l’allenatore con passione e competenza. Sono felicissimo di essere qui, sento responsabilità ed una energia che cercherò di trasmettere a tutti, è quello che fa la differenza. Sono entusiasta e concentrato. Sento grande responsabilità ed energia: lavoreremo su un’idea di gioco per tornare grandi. Il ritorno nelle coppe attraverso le mie idee di calcio, è inaccettabile per la gente essere fuori dalle coppe da tre anni. C’è stata grande emozione nell’incontro con Berlusconi, ha grande carisma, lui ha cambiato la storia del calcio in Italia, ha fatto innamorare noi ragazzini a questo sport e al modo di fare calcio del Milan, che aveva superato lo storico catenaccio. Per me esiste un solo Milan con obiettivi comuni, posso solo trarne beneficio, farò di tutto per essere all’altezza. Quello di Berlusconi sarà un sacrificio fatto per amore. Non ho paura, so che il Milan deve giocare bene e io cercherò di portare avanti il mio modello. Spero di farlo perché il Milan fa grande calcio da trent’anni. Le difficoltà ci sarebbero state comunque, anche se fossi arrivato dopo aver vinto lo scudetto.  Sul mercato posso dare indicazioni su giocatori che ritengo funzionali, poi sceglie la società. Non ho mai parlato con Borja Valero, è un pettegolezzo, anche se come giocatore mi piace molto. Parlo poco? No, so quello che devo dire e non mi dilungo. Valuterò senza pregiudizi i giocatori che ho a disposizione, cercherò di capire la loro voglia di vincere e poi l’aspetto tecnico. Il Milan di Sacchi è stato il mio modello, la prima squadra italiana che affrontava in maniera diversa il calcio internazionale, quello che mi fece innamorare.  Qualcosa da metter a posto c’è e mi compete, cercherò di farlo nel modo migliore. Abbiamo fretta. Mancanza di personalità? C’è solo bisogno di certezze tattiche. I principi di gioco sono più importanti dei moduli. Sarà difesa a 4, magari il centrocampo a 3. Bacca? È un calciatore internazionale, ha molto mercato, garantisce gol. Mi piace moltissimo Niang, potrebbe fare ancora di più. Lapadula ha dimostrato di avere fame, Luiz Adriano è altruista, Bacca un finalizzatore…. Ma fondamentali sono le motivazioni. I consigli di Berlusconi? Mi piace ascoltare e farmi convincere…Mancini? Abbiamo stima reciproca e un ottimo rapporto, da giocatore era altruista e mi lasciava segnare, gli chiedo di fare lo stesso nel derby… Mihajlovic disse che ci voleva l’esorcista? Eccomi! Scherzo, punto tutto sul lavoro, mi piacciono le sfide e questa è grandissima, sono convinto di poterla vincere tutti insieme. La Nazionale? Mai parlato con nessuno. Gli ultimi allenatori del Milan sono tutti miei amici, so quanta passione e dedizione ci hanno messo: cosa ho in più di loro? Forse niente…”

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