Ode a Karim Benzema

Quando un giornalista chiese ad un famoso direttore d’orchestra quale fosse uno degli orchestrali più difficili da ingaggiare, immediatamente disse: «Il secondo violino! Ci sono innumerevoli primi violinisti, ma pochi disposti ad essere secondo violino pronti a fare anche questa parte con entusiasmo e trasporto; ed è un problema perché senza di questi non si ottiene una giusta armonia».

I violini costituiscono una gran parte di un’orchestra, vengono normalmente suddivisi in due sezioni, dette primi e secondi violini. I primi violini spesso sono chiamati a suonare musica con maggiore contenuto tecnico, mentre i violini secondi normalmente suonano l’accompagnamento

La differenza è tutta nell’accettare con entusiasmo e trasporto il ruolo di secondo, oppure vivere nella costante ricerca di un modo per diventare un primo violino; chi vive così ha sicuramente più fame di copertine, di successo personale e di voler dimostrare al mondo intero di essere dei protagonisti, ma gli altri hanno più fame di titoli, di trofei, di vittorie.

La grandezza dei numeri uno è messa costantemente sotto i riflettori, sentiamo le loro interviste, vediamo i loro profili social, siamo attenti al loro nuovo modello di scarpini o alla nuova acconciatura, ma spesso non rendiamo il giusto tributo a chi li aiuta ad essere così grandi. Ad esempio per un calciatore come Cristiano Ronaldo è stato fondamentale incontrare sul proprio cammino Karim Benzema (e viceversa), un perfetto numero 2. Il francese lo ha fatto diventare migliore e ha permesso al Real Madrid di ampliare la già ricca bacheca dei trofei.

Agevolatore

Uno con il ruolo e i numeri di Benzema difficilmente viene associato all’idea di uno che semplifica il gioco dei compagni e invece è una delle sue caratteristiche principali. Nelle azioni d’attacco del Real non è raro vedere i 3 attaccanti scambiarsi le posizioni, specialmente quando CR7 prende il centro dell’area e l’ex Lione si muove sulla fascia svolgendo i compiti dell’ala. Per questa loro capacità di interscambiarsi di posizioni e le medie realizzative surreali del portoghese, è rispuntata la definizione di CR9, per identificarlo come centravanti, ma a questo punto dovremmo iniziare a parlare di KB7.

Ecco un esempio:

Questo lavoro che costantemente fa Benzema durante le partite, agevola il rapporto col gol di Ronaldo: perchè non ci vuole un genio a capire che più si gioca vicino alla porta avversaria, più facilmente si fa gol. E’ un tipo di sacrificio diverso rispetto a quello ad esempio di Mandzukic alla Juve, ma è pur sempre un sacrificarsi anche se in fase offensiva. Non deve essere facile per un centravanti accettare che sia qualcun altro ad occupare la sua zona di competenza, ma Karim lo accetta perchè sa che CR7/9 ha un feeling col gol migliore e che svolgendo i compiti più faticosi al posto suo, ne beneficierà l’intera squadra grazie a una freschezza maggiore sotto porta del fenomeno portoghese.

Comunque i diretti interessati non ci pensano proprio a cambiare gli acronimi e sui social tendono a rimarcarlo.

Mon frère

Un aspetto del gioco che non viene analizzato spesso (anche perchè difficile farlo da esterni) è la complicità in campo fra giocatori; Benzema è un giocatore con cui Ronaldo e altri hanno piacere a giocare insieme. Rafa Benitez che ha allenato questo Real Madrid, pur se con alterne fortune, in un post gara in una tv inglese, parlando della sua ex squadra ha detto: “le relazioni tra i giocatori sono cruciali, in molti criticano e dicono <<perché hai messo quello o non far giocare quello>>, ma le relazioni interne magari fanno la differenza”. 

Il “farsi volere bene” all’interno di uno spogliatoio è un’abilità da non sottovalutare, perché i compagni saranno più predisposti a fare uno sforzo ulteriore in campo oppure saranno meno individualisti, ecc. ecc. Questa è una delle motivazioni per cui ha vinto la sfida per la titolarità contro Gonzalo Higuain, non è solo questione di gol/assist, ma c’è molto di più e tra l’altro l’uomo che scelse di vendere il Pipita è lo stesso che ha alzato la decima, Mr Carlo Ancelotti non il primo passato per Madrid.

Questo tipo di passaggio è invece una motivazione tecnica per la sua titolarità indiscussa. In una stagione del Real ci sono almeno 7-10 gol segnati esattamente così.
In questo caso Cristiano fa l’assist e KB segna. La cosa da notare in questa gif non è il gol, bensì il gesto che fa Ronaldo, rivolgendosi a Benzema gli dice di alzare la testa. Questo mostra la stima che prova il portoghese e in più fa capire che forse Benzema ha bisogno di questo tipo di stimoli, per essere più determinato e spavaldo (prerogativa indispensabile per indossare la camiseta).

AProgrammato per vincere

L’Olympique Lione ha vinto 7 campionati nella sua storia, tutti consecutivamente dal 2001-02 al 2007-08.
Karim Benzema inizia a giocare per la prima squadra dell’OL nel 2004 e ha disputato cinque campionati di Ligue 1 vincendone quattro, prima di approdare al Real Madrid. Questo imprinting vincente è determinante nella sua carriera, ha provato da subito il gusto della vittoria e ha deciso di non abbandonarlo, per questo dopo 148 presenze e 66 gol col Lione è andato a giocare per il club vincente per antonomasia. 18 trofei già in bacheca e una finale di Champions League da disputare, 4 campionati francesi, 2 supercoppe francesi, 1 coppa di Francia, 2 campionati spagnoli, 2 coppe di Spagna, 1 supercoppa di Spagna, 2 champions league, 2 supercoppe uefa, 2 mondiali per club e un europeo under 17. Individualmente 1 Trofeo Bravo 2008, 1 capocannoniere della Ligue 1: 2007-2008 (20 gol), 2 trophées UNFP du football: Miglior giocatore della Ligue 1 2008 e squadra ideale della Ligue 1 2008, calciatore francese dell’anno: 2011, 2012, 2014.
La formazione titolare potrebbe essere qualcosa del genere, neanche malissimo.

Monsieur

Karim Mostafa è il nome completo di chiara origine algerina, figlio della nuova Francia multietnica, a soltanto 29 anni ha collezionato 81 presenze (Barthez 10° all time ad 87) dal 2007 al 2015, realizzando 27 gol 8° ogni epoca. Per via della querelle Valbuena è ormai lontano dal giro della nazionale, il profilo twitter dei blues si è congratulato con Varane per aver raggiunto la finale di Champions League e non con lui. Sarebbe davvero un peccato non vederlo giocare più con i galletti, anche perchè a Russia18 la Francia avrà buone possibilità di vittoria finale e Benzema sarebbe la soluzione a uno dei quesiti irrisolti della Francia, il centravanti titolare.

 

Fare il centravanti nel 2017

Il 28 Agosto 2010 è stata una data terribile per tutte le prime punte del mondo, perchè è il giorno in cui Ibrahimovic si trasferisce al Milan dopo solo un anno di permanenza in Catalogna. Il Barcellona non ha tempo per rimpiazzarlo come si deve e Guardiola decide di giocare col centravanti tattico (o falso nueve) e dà il via a un breve periodo in cui la prima punta sembrava un ruolo morto, quando non era assolutamente così. Semplificando si può dire che l’attaccante centrale nel 2017, per giocare ai massimi livelli, deve saper fare una serie di cose che prima non si sognava neanche, perciò è più difficile trovare questo tipo di giocatore e quindi alcuni allenatori hanno preferito farne a meno.

Benzema è dal punto di vista tecnico superiore alla media degli attaccanti, è abilissimo nel passare la palla (1.4 key passes a gara nel 2016-17), è utile in fase difensiva, aiuta tantissimo la squadra a fare gioco, bravo di testa, velocissimo contropiedista, ma soprattutto ha un QI calcistico spaziale.

In questo gol c’è tutto Karim Benzema. Palla recuperata da una punizione avversaria, Callejon serve il francese che controlla d’esterno un pallone non facile e parte la 4×100. Karim lascia portare palla a Marcelo che è più veloce di lui e in quella porzione di campo può usare il mancino che è il suo piede favorito. La palla arriva a Kakà che crossa nella zona attaccata perfettamente da CR7 e KB9 (che hanno creato superiorità numerica sul lato debole). Ah sì, ci sarebbe anche la rovesciata strabiliante, ma mi pare di avervi già parlato della tecnica superiore del nueve blanco.

 

Il ritorno a casa base di Alvaro Morata ha messo nuovamente in discussione il ruolo di titolare per il francese, che però ha vinto anche questa sfida e non ha perso la titolarità. Ora il Madrid potrebbe pensare di puntare sul canterano e lasciar partire KB9, ma non è per niente scontato, perché sostituire uno come lui non è cosa facile. In più ha in Ronaldo un alleato importante pronto a battersi per la sua causa.

Se ancora non siete convinti dell’importanza di Karim Benzema nel gioco del Real, lasciatevelo spiegare da un attaccante che ha vinto il pallone d’oro.